Asp Vibo, il bilancio della triade: «Strada tracciata, ora serve gestione ordinaria». Tante “anomalie” segnalate alla Procura
I commissari chiudono il mandato, accennano a zone d’ombra e procedure sospette: «Abbiamo fatto molti accertamenti». E rivendicano il lavoro svolto

VIBO VALENTIA «Non è stato facile, abbiamo dovuto superare tanti ostacoli. Ma non ci siamo mai tirati indietro nel cercare di dare una mano a questo territorio e riportare l’Asp nell’ambito della legalità». Diciotto mesi dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, per la triade commissariale è tempo di tirare le somme in quello che è stato un periodo complesso, ma che – a loro dire – si è concluso con un bilancio positivo. In una conferenza stampa, convocata presso l’ex sala aggiornamenti del Presidio ospedaliero di Vibo Valentia, Gianfranco Tomao, Gianluca Orlando e Gandolfo Miserendino, affiancati dai direttori sanitari Angelo Sestito e Ilario Lazzaro, hanno ufficializzato la fine del mandato, riepilogando quanto fatto durante il commissariamento, dalla gestione “ordinaria” delle questioni sanitarie a quelle più di loro competenza, il “riaffermare” la legalità in un’Azienda sciolta per infiltrazioni mafiose.
Gli accertamenti sulle infiltrazioni mafiose
Su quest’ultimo aspetto si è concentrato il loro mandato. Una relazione finale è stata redatta e indirizzata al Prefetto Anna Aurora Colosimo e – fanno capire i commissari senza scendere troppo nei dettagli – da questo punto di vista si è dovuto lavorare tanto. Un impegno silenzioso per cercare di scardinare quelle zone d’ombra e procedure anomali che negli anni hanno corroborato l’Azienda dall’interno. «Dopo lo scioglimento abbiamo dovuto approfondire certi aspetti e dare delle regole precise» afferma il commissario Gianfranco Tomao. «Abbiamo fatto tanti accertamenti che hanno portato anche a situazioni di cui non posso parlare, ma che possono rivestire anche profili di carattere penale. Abbiamo consegnato tutto alla Procura della Repubblica». Anche per questo, spiega, non è stata richiesta la proroga del commissariamento: «Riteniamo sia stato fatto tutto ciò che era necessario. Oggi quello che occorre è un manager, un direttore generale o un commissario che curi tutta l’attività da un punto di vista ordinario, facendo tesoro di quello che è stato fatto».
A «due cifre» le procedure sospette
Nel mirino della commissione soprattutto le procedure amministrative, con i commissari che hanno cercato di indicare un percorso normativo da seguire all’insegna della trasparenza e della legalità. «Noi non siamo carabinieri – spiega Orlando -, ma quando abbiamo avuto una ragionevole certezza o un fondato sospetto che le procedure non fossero regolari lo abbiamo segnalato. Poi eventualmente la magistratura vedrà, lo abbiamo fatto più di una volta. Parliamo di due cifre» precisa Orlando. La strada, dunque, da un punto di vista “legale” è tracciata secondo i commissari: «Chi arriverà dopo di noi si troverà la strada tracciata e potrà concentrarsi sul migliorare i servizi sanitari» aggiunge Tomao.
Sui servizi sanitari
Da un punto di vista sanitario, la relazione finale dei commissari è più prudente. Pur sottolineando come il loro sforzo sia stato massimo. «Sicuramente non abbiamo fatto tutto ciò che c’era da fare per portare l’Azienda al primo posto in Italia, ma non ci siamo mai tirati indietro e abbiamo messo l’Asp su una buona strada» premette Gianluca Orlando, che però non manca di sottolineare con amarezza come i commissari siano stati fin dai primi giorni sottoposti a dure critiche da parte dell’opinione pubblica. Il commissario si è tolto anche qualche “sassolino” dalla scarpa. «Quando costruisci un edificio si parte dalle fondamenta. E le fondamenta non sempre si vedono». Soprattutto se procedure vanno completamente riviste per riportarle nell’ambito della legalità. Orlando cita un esempio in particolare, quello della gara per la mensa: «Ci abbiamo messo un anno e mezzo, ma per un motivo preciso. Ci siamo accorti che si pagava un costo del pasto al giorno altissimo rispetto ai prezzi Anac, mi chiedevo perché dopo tanti anni ancora siamo in proroga e perché due volte è andata deserta. Qualcosa mi suonava strano. Abbiamo provato una nuova procedura e sottoscritto il contratto due settimane, dopo 17 mesi, ma che farà risparmiare 500 mila euro all’anno che possono essere investiti su altri servizi. Ma ci sono voluti 17 mesi per farlo ed è una discorso che riguarda tante altre cose».
Alcune procedure sono state “riviste”
Su diversi bandi – fa capire la commissione – si è dovuto intervenire a posteriori perché non curati in maniera ottimale. Come quello riguardante gli anestesisti – di cui il territorio vibonese è in grave carenza – risalente ad alcuni anni fa e che i commissari hanno deciso di non prendere in considerazione all’emergere di determinate situazioni, sulle quali però mantengono il massimo riserbo: «Nella relazione pubblica di scioglimento c’è scritto che alcuni uffici amministrativi non seguivano un corso regolare. Quando una procedura si “blocca” vuol dire che qualche intoppo amministrativo c’è stato» spiegano.
Le critiche a Miserendino: «Io rispondo con i numeri»
A far parte della triade commissariale anche Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero. Un doppio incarico per cui ha spesso ricevuto critiche, soprattutto sulla mancanza di un apporto concreto all’Asp vibonese. Critiche che Miserendino respinge: «Parlano i numeri che ho sempre mostrato. Non mi sembra che Vibo abbia avuto risorse inferiori». E rivendica una serie di servizi arrivati all’Asp di Vibo: «Dal 4 maggio si attiva su tutto l’ospedale di Vibo la cartella clinica, c’è il pronto soccorso integrato con il 118 dell’emergenza-urgenza. C’è il nuovo sistema del laboratorio analisi, sono state avviate le prime televisite. Si tratta di servizi che ci sono in tutte le regioni che oggi danno grandi risultati e che prima qui non c’erano. I numeri sono migliorati e Vibo sta andando meglio. Poi non sono risolti tutti i problemi, ma io non ho la bacchetta magica. Continueremo a lavorare».
Tomao: «Servono tempo, pazienza e risorse»
Dal commissario Tomao, infine, un parere sullo stato di salute dell’Asp e della sanità vibonese: «Ad oggi credo che sia buono. Chiaro che si può fare sempre meglio e di più, però per le risorse che abbiamo avuto a disposizione e le difficoltà note a tutti, non solo di questo territorio, di reperire il personale medico specializzato, le condizioni sono sicuramente buone. Possono essere sicuramente migliorate ancora, ma occorre avere tempo, pazienza e anche le risorse giuste, non solo dal punto di vista economico ma anche umano. Soprattutto, occorre che ci sia la disponibilità di medici e sanitari di venire a lavorare qui». (ma.ru.)
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