«Il centrosinistra festeggia ma i No non erano tutti per loro»
Gratteri sul referendum: al governo non conviene continuare ad attaccare la magistratura

ROMA “Dal referendum sono uscito più forte e più sicuro. Mi è servito a conoscere il genere umano, le persone che mi stanno attorno. Mi sono allenato a resistere allo stress, perché per mesi ogni giorno ho avuto attacchi sui giornali e nelle televisioni. Mi sono arricchito dal punto di vista umano. E’ stato bellissimo vedere i colleghi magistrati che non si sono mai spinti oltre quello che gli compete uscire e parlare con la gente, incontrare le persone. Più attacchi mi hanno fatto, più affetto e solidarietà ho ricevuto. Abbiamo coadiuvato un pezzo di Italia”. Così il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri a Otto e mezzo su La7. “Quando durante lo spoglio – continua Gratteri – ho visto che a metà spoglio alcuni partiti iniziavano a dire ‘abbiamo vinto’ e a parlare di primarie, dicevo attenzione, state un po’ zitti! Perché tutti quei voti al No non sono al centrosinistra; ci sono almeno 3 milioni di voti che arrivano dal centrodestra. Per mettersi a dire ‘abbiamo vinto’ ce ne vuole. Inviterei alla prudenza e a continuare a lasciare lavorare questo governo fino alla scadenza della legislatura. Non parlo delle indagini in corso, ma la storia giudiziaria ci insegna che oggi la politica è più debole perché è stato tolto il finanziamento pubblico ai partiti. Molte persone per bene li finanziano, ma anche figure borderline. La mafia oggi è meno riconoscibile: è imprenditrice, è nel mondo delle professioni. Spesso nelle nostre indagini li abbiamo visti tutti seduti allo stesso tavolo, assieme anche alla politica. Non è impossibile per i partiti vigilare di più. La differenza tra un leader e un altro è il saper selezionare. In questi casi è pericoloso il cerchio magico, l’impedire a chi comanda di vedere la realtà. Se la storia serve a imparare, penso che, visti i risultati, al governo non convenga continuare ad attaccare la magistratura. L’arroganza e l’aggressività non pagano, ce lo ha spiegato questo risultato elettorale. Penso che quest’anno e mezzo di legislatura che rimane sarebbe bene che il governo lo utilizzasse per fare riforme che servono a velocizzare i processi e a investire”, ha concluso Gratteri. (LaPresse)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato