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Fiom: «Mentre il mondo cambia, la Calabria resta immobile. Non c’è una visione industriale»

Si è svolta l’assemblea regionale della FIOM CGIL Calabria alla presenza del Segretario Regionale della CGIL Calabria Gianfranco Trotta e del Responsabile del centro studi della FIOM Cgil Nazionale M…

Pubblicato il: 09/04/2026 – 20:12
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Fiom: «Mentre il mondo cambia, la Calabria resta immobile. Non c’è una visione industriale»

CATANZARO Si è svolta l’assemblea regionale della FIOM CGIL Calabria alla presenza del Segretario Regionale della CGIL Calabria Gianfranco Trotta e del Responsabile del centro studi della FIOM Cgil Nazionale Matteo Gaddi. «Viviamo una fase di profonda instabilità internazionale, tutt’altro che neutra: pesa concretamente sulle vite delle persone, sulle economie locali e sulle prospettive di sviluppo del nostro Paese, e in modo ancora più marcato del Mezzogiorno. Le guerre in corso e le nuove spinte egemoniche stanno ridefinendo gli equilibri economici e politici globali, mentre l’Europa e l’Italia ne pagano un prezzo altissimo, soprattutto sul piano sociale. A Gaza assistiamo, purtroppo, a una strage diventata silenziosa: una tragedia umanitaria inaccettabile fatta di bombardamenti, fame e mancanza di cure, che sta cancellando un popolo nel silenzio assordante di troppe cancellerie occidentali. In Ucraina continua un conflitto che, oltre al dramma umano, ha generato una crisi energetica scaricata su famiglie e imprese, tra speculazioni e scelte politiche sbagliate. E ciò che sta accadendo nella nuova guerra del Golfo, al netto della follia di alcune scelte internazionali, mette in evidenza tutta la fragilità dell’Europa — e non solo dell’Italia. Una fragilità che ha conseguenze enormi: dall’aumento dei costi energetici alle tensioni sulle filiere industriali, fino all’emergere di nuove fragilità sociali. Dallo Stretto di Hormuz passa una quota decisiva delle materie prime strategiche per l’industria globale. E mentre l’Italia dimostra di non avere una vera visione industriale, dove i dati ci dicono che la produzione e il profitto supera di gran lunga il valore aggiunto sui salari, la Calabria resta ferma. Questo è il punto: mentre il mondo cambia, la Calabria resta immobile. Non c’è una visione industriale. Non c’è una strategia energetica. Le rinnovabili sono cresciute senza programmazione: parchi eolici autorizzati, senza reali ricadute occupazionali e senza che una parte significativa dell’energia prodotta resti sui territori e nel frattempo vengono messe in discussioni le produzioni delle centrali a Biomasse. È l’ennesimo modello estrattivo applicato al Sud: si prende, non si restituisce. Il PNRR, che doveva rappresentare una svolta, sta fallendo nella sua capacità di ridurre i divari. I dati continuano a dirci che la Calabria resta tra le regioni più povere d’Europa». E’ quanto si legge in una nota a firma dell’Assemblea Regionale FIOM CGIL Calabria.

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