Bancarotta “Soa Sorgat Srl”, la Cassazione annulla la condanna per il legale rappresentante
Dopo la conferma in Appello della pena a cinque anni, la Suprema Corte dispone un nuovo giudizio: sotto esame il caso da oltre cinque milioni di euro distratti

CATANZARO La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna nei confronti di Alberto Tiriolo, disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro. La decisione è arrivata nella tarda serata di ieri, al termine dell’udienza discussa il 7 aprile 2026 davanti al Supremo Collegio.
A seguito della pronuncia della sentenza dichiarativa del fallimento della “Soa Sorgat Srl”, era stato iscritto sul registro degli indagati il legale rappresentate della società, Alberto Tiriolo, poiché dalla relazione del curatore fallimentare e dalle indagini della Guardia di finanza erano emerse gravi irregolarità addebitate all’amministratore legale rappresentate Tiriolo. In particolare erano state contestate a Tiriolo numerose ipotesi di violazioni fiscali in uno al più grande reato di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale. Era stato inoltre contestato il sistematico ricorso alle fatturazioni false per operazioni inesistenti. Era emerso, infatti, che ingenti somme di denaro (oltre cinque milioni di euro), costituenti il capitale sociale, erano state distratte a vantaggio dei singoli soci o per fini diversi rispetto alla loro naturale destinazione che è il soddisfacimento dei diritti de creditori. Da qui il rinvio a giudizio davanti al Tribunale Collegiale di Catanzaro che, nel 2022, dopo una lunghissima istruttoria dibattimentale, nel dichiarare prescritti i reati fiscali, ha invece condannato Tiriolo alla pena di cinque anni di reclusione ed alle pene accessorie della interdizione perpetua dai pubblici uffici, della interdizione legale per la durata della pena e della inabilitazione dell’esercizio. Tale giudizio di colpevolezza e la pena inflitta erano stati, poi, confermati dalla Corte di Appello di Catanzaro, con sentenza pronunciata nel 2025, che aveva condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali ed alla rifusione dei danni e delle spese legali a favore delle costituite parti civili anche relativamente al secondo grado di giudizio. Da qui il ricorso in Cassazione interposto dai difensori di Tiriolo, gli avvocati Francesco Gambardella e Saverio Loiero, discusso davanti al Supremo Collegio in data 07.04.2026. Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione ha concluso chiedendo che fosse dichiarata l’inammissibilità del ricorso difensivo. La difesa, invece, ha insistito per l’accoglimento dei motivi e quindi per l’annullamento della sentenza di condanna. Nella tarda serata di ieri la Corte di Cassazione ha pronunciato sentenza con cui è stata annullata la sentenza di condanna con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro.
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