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Calabria, enoturismo in ascesa: tra cantine familiari e l’identità enologica dei vini bianchi

Nel 2026 si stimano circa 18 milioni di italiani coinvolti in esperienze legate al vino, in aumento di 4,5 milioni rispetto al 2024

Pubblicato il: 11/04/2026 – 7:15
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Calabria, enoturismo in ascesa: tra cantine familiari e l’identità enologica dei vini bianchi

VERONA La Calabria si prepara a partecipare a Vinitaly 2026oltre 111 aziende tra produttori di vino, spirits e amari, saranno presenti nella più importante vetrina internazionale dei vini e distillati. Eccellenze che raccontano un territorio in pieno fermento, pronto a sorprendere e a conquistare il cuore dei winelovers protagonisti assoluti dei numeri positivi registrati dall’enoturismo: entrato in una nuova fase evolutiva, caratterizzata da una crescita significativa della domanda e da una profonda trasformazione dei comportamenti dei viaggiatori. Nel 2026 si stimano circa 18 milioni di italiani coinvolti in esperienze legate al vino, in aumento di 4,5 milioni rispetto al 2024. I dati, presentati per Vinitaly da Roberta Garibaldi, presidente di Aite – Associazione Italiana Turismo Enogastronomico – riportano al centro le esperienze nei luoghi di produzione: la partecipazione alle visite ai produttori (dalle cantine ai caseifici, dai frantoi ai pastifici) dei turisti italiani negli ultimi tre anni passata è dal 60% nel 2021 al 77% nel 2025, segnando un deciso rafforzamento dell’interesse verso il contatto diretto con i produttori.

La visita in cantina

L’analisi dei comportamenti dei turisti italiani restituisce un elemento particolarmente significativo: al primo posto tra le esperienze enoturistiche più diffuse si colloca la visita a una cantina a conduzione familiare, seguita dall’acquisto di vini a prezzi vantaggiosi. Questo sorpasso indica una trasformazione rilevante della domanda, sempre più orientata alla relazione e all’incontro con le persone, anche in un contesto fortemente digitalizzato. La cantina diventa sempre più una tappa nel viaggio, indipendentemente dalla destinazione e motivazione principale, più che la meta esclusiva di una vacanza dedicata. La dimensione umana emerge come fattore determinante anche nella fidelizzazione: tra le principali motivazioni per tornare a visitare una cantina già conosciuta, i turisti italiani indicano l’accoglienza e la professionalità del personale come elementi centrali, citati dal 68% dei visitatori. Accanto a questo, si segnalano due ulteriori driver strategici di visita: la facilità di prenotazione e organizzazione dell’esperienza.

L’enoturismo in Calabria

Per lungo tempo associata ai grandi rossi e alla viticoltura costiera, la Calabria sta oggi riscrivendo la propria identità enologica attraverso i vini bianchi. Un cambiamento che nasce nelle aree interne e collinari, dove altitudine, escursioni termiche e suoli diversificati permettono di ottenere profili più tesi, freschi e complessi. In questo contesto si inserisce il lavoro delle Donne del Vino, protagoniste di una lettura contemporanea del territorio e di una valorizzazione sempre più precisa dei vitigni. Dalle brezze marine della costa alle vigne d’altura dell’entroterra, i bianchi calabresi si definiscono oggi per equilibrio, verticalità e identità, offrendo una narrazione nuova, che mette in dialogo paesaggi, competenze e visioni. 
E a proposito di enoturismo, la nostra regione è meta tra le più ricercate e apprezzate dai winelovers che desiderano trascorrere il proprio tempo di relax in cantine, all’insegna della qualità e del rispetto dell’ambiente. I recenti eventi come Vinitaly and the City, Merano Wine Festival e il Concours Mondial de Bruxelles hanno spinto gli imprenditori ad aprire le cantine, investendo sull’accoglienza, rendendole coinvolgenti con proposte sempre più aperte alla multiculturalità e all’autenticità. L’enoturismo, d’altro canto, è una forma di aggregazione: il filo conduttore della passione per il vino consente a tantissimi appassionati di divertirsi a contatto con la natura, in maniera totalmente eco sostenibile, arricchendosi di sapori e di cultura che solo il mondo enologico riesce a donare. (f.b.)

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