Cosenza, la mozione “Riparte da noi” contro l’immobilismo del Pd: «È tempo di rimettersi in cammino»
Dura critica nel confronti del partito. Citato anche il caso di Villapiana: «In alcuni territori Pd assente o allo sbando»

COSENZA «La vittoria del No al referendum ci consegna una grande responsabilità nella capacità di egemonia politica che rimetta al centro della politica i diritti dei cittadini. Ma lo stato attuale del Partito Democratico nella provincia di Cosenza, non consente di poter esercitare questo ruolo». Inizia così il comunicato della mozione “Riparte da noi” contro la situazione attuale all’interno del Pd cosentino. «Non si tratta di aprire polemiche strumentali o di alimentare contrapposizioni interne. Si tratta, piuttosto, di prendere atto di una condizione oggettiva: è trascorso quasi un anno dal congresso e non si è dato vita ad alcun organismo dirigente».
Una federazione «bloccata»
«Sulla mancata elezione della Commissione provinciale di garanzia c’è stato persino un richiamo formale dell’organismo di garanzia nazionale. In questo stesso arco di tempo si sono susseguite due richieste, con richiamo al rispetto dello statuto, di convocazione straordinaria dell’ assemblea provinciale, di cui una con proposta di mozione di sfiducia al segretario provinciale. Entrambe rimaste finora inevase. Si sono poi susseguiti più ricorsi – in alcuni casi accolti anche a livello nazionale – a cui non si è data alcuna risposta e per i quali ci sono state persino indicazioni precise dagli organismi nazionali anche queste disattese. Nulla di tutto questo è bastato a rimettere in moto la vita politica del partito. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una Federazione di fatto bloccata, incapace di esercitare il proprio ruolo di guida politica e di coordinamento nei territori».
Pd assente o allo sbando in alcuni territori
«Questo immobilismo pesa oggi in modo ancora più grave perché si colloca in una fase decisiva. Siamo alla vigilia della presentazione delle liste per le elezioni amministrative in ventuno comuni, tra cui alcuni centri urbani come come Castrovillari, San Giovanni in Fiore e Castrolibero, nei quali i circoli locali sono lasciati soli ad affrontare difficoltà politiche e organizzative che rischiano di tradursi, ancora una volta, in risultati negativi. Siamo alle porte della scadenza dei termini per la presentazione delle liste e il PD è assente o allo sbando. Emblematico è il caso del comune di Villapiana. Peggio di quanto è già accaduto alle elezioni provinciali e, prima ancora, alle elezioni regionali. Per il rinnovo del Consiglio provinciale, di fatto, la federazione ha agito quasi come voler con premeditazione rinunciare a vincere le elezioni: la coalizione di centrosinistra divisa, un candidato presidente non condiviso, due liste rabberciate, di cui una incompleta e l’altra concentrata solo sulla fascia dei grandi comuni senza la approvazione degli organismi dirigenti del partito e senza il coinvolgimento delle rappresentanze istituzionali territoriali».
«Accendere i fuochi nei territori»
«Cosa assai più grave, poi, è stata l’utilizzazione delle candidature femminili come orpello e semplici riempitivi. Le donne sono state candidate solo per non contravvenire alla norma sulla parità di genere. Infatti , molte di loro hanno registrato addirittura zero voti. È mancato, in altre parole, un qualsiasi lavoro di coordinamento, di presenza e di indirizzo politico che è funzione essenziale di una federazione provinciale. Una federazione serve esattamente a questo: “accendere i fuochi” nei territori, a rimettere in movimento circoli, amministratori e comunità locali, a costruire iniziativa politica e a dare direzione. Eppure nulla, in questi mesi, ha realmente impedito di farlo. Nessuno ha impedito di convocare gli organismi, di promuovere iniziative, di costruire momenti di confronto, di rimettere in moto il partito. Per questo il tema oggi non può essere ridotto a una questione di ruoli o di posizionamenti personali. Il tema è la responsabilità politica di rimettere in funzione un partito che, così com’è, non è nelle condizioni di affrontare le sfide che ha davanti. Serve uno scatto di responsabilità e generosità. In forme aperte, partecipate e realmente utili, occorre definire un percorso condiviso che consenta di riattivare il partito e di accompagnare in modo credibile le imminenti scadenze politiche ed elettorali».
L’appello a Nicola Irto
«Serve restituire centralità ai circoli, sostenere gli amministratori locali, ricostruire una rete politica nei territori che oggi appare sfilacciata e indebolita. Serve, soprattutto, “accendere i fuochi” di una nuova iniziativa politica diffusa. Un ruolo che non riguarda solo la dimensione provinciale. La federazione di Cosenza è la più grande della Calabria e il suo stato di salute incide inevitabilmente sull’intero partito regionale. Per questo il nostro appello, come mozione “Riparte da Noi”, è rivolto anche al livello superiore di direzione politica e al segretario regionale Nicola Irto, affinché ci si assuma fino in fondo la responsabilità di contribuire a sbloccare questa situazione e a rimettere il partito in condizione di funzionare. Allo stesso modo il livello nazionale del Partito Democratico non può continuare a ignorare ciò che accade nella più grande federazione della Calabria. Le prossime sfide – le elezioni amministrative già alle porte e, soprattutto, le elezioni politiche del prossimo anno – non consentono ulteriori ritardi. Non è più tempo di rinviare. È tempo di rimettersi in cammino».
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