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vittime innocenti

La strage del 12 aprile 1943, quando le bombe caddero sull’asilo di Vibo Marina

Otto bambini morirono in quel bombardamento che segnò per sempre la comunità. 83 anni dopo, la storia si ripete: nelle guerre di oggi a morire sono ancora i bambini

Pubblicato il: 12/04/2026 – 19:00
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La strage del 12 aprile 1943, quando le bombe caddero sull’asilo di Vibo Marina

VIBO VALENTIA «La pace di quella comunità fu in quel giorno frantumata, come un vaso di coccio sotto un colpo di pietra». Era il 12 aprile 1943: alle 17:55 il rumore di un aereo in volo sovrasta la frazione di Vibo Marina, allora popolata da qualche centinaio di persone. Era un rumore a cui le persone, in quegli anni, ormai avevano fatto l’abitudine: l’Italia era in guerra e non passava giorno o notte che il boato di qualche sparo si sentisse da lontano, anche se fino ad allora Vibo Marina era stata solo sfiorata dalla crudeltà della guerra. Nessuno poteva pensare, d’altronde, che una guerra tra le grandi potenze del mondo potesse toccare un piccolo paese della Calabria.

Le bombe sull’asilo

«Si era in guerra ed è risaputo che ogni guerra è portatrice di rovine e di morte. Ma noi abitanti di un piccolo paese non eravamo assolutamente preparati al peggio» ricorda in una testimonianza Domenico Satriani, storico medico vibonese scomparso nel 1996. Quel giorno, quando avvenne la strage, lui aveva solo 13 anni. «Un piccolo centro, un piccolo porto – si pensava – non sarebbero stati certamente oggetto di attenzione da parte dei bombardieri americani e inglesi». Invece, quel pomeriggio del 12 aprile 1943 gli aerei da guerra non si limitarono a sovrastare Vibo Marina. Alle 17:55 venne avvertito «un sibilo assordante, intenso, infernale, improvviso, indescrivibile». Il silenzio rotto da un boato impressionante.  «Sembrava che un cataclisma si stesse rovesciando su di noi. E cataclisma fu». In poco tempo tutto diventa polvere e nebbia, rotta solo dalle urla di terrore e dolore.

I bombardamenti a Crotone, Cosenza e Vibo Marina

Quel giorno, in Calabria, altri bombardamenti colpirono Crotone e, soprattutto, Cosenza. In totale furono centinaia le vittime: nella città bruzia altri 5 bambini morirono mentre uscivano dalla loro scuola sita nel quartiere Spirito Santo. Un giorno tremendo nella storia della Calabria. A Vibo Marina, a perdere la vita furono 8 bambini: la più piccola, Franca Neri, aveva solo 7 mesi. Morì insieme ai fratelli Nicolina, Vincenzo e Anna, rispettivamente di 10, 7 e 3 anni. Anche la madre Mariantonia Romano perse la vita a soli 33 anni. Insieme a loro morirono sotto le bombe Annunziata Corso di 7 anni, Lucia De Lorenzo di 11 anni, Rosaria De Lorenzo, di 5, Giovanna Lenza di 14 e Rosina Sacco, di 29 anni. I loro nomi sono oggi ricordati da una targa che, ogni anno, la Pro Loco insieme alla scuola locale commemorano in memoria di quei bambini uccisi dalla violenza della guerra. «La morte di giovani innocenti sia per tutti seme di pace» è scritto sotto il triste elenco della strage di Vibo Marina. Un monito che riecheggia ancora oggi, davanti a tragedie come quella della scuola elementare Shajarah Tayyebeh, nella città iraniana di Minab, dove ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono stati i più piccoli, oltre 100 tra bambini e bambine, vittime innocenti di una violenza che attraversa il tempo e i confini. (ma.ru.)

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