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il saluto del procuratore

Camillo Falvo: «Vibo era una polveriera, oggi è cambiata. Ai cittadini dico di non abbassare mai la testa»

Il procuratore saluta commosso la provincia che lo ha accolto nel 2019: «Lascio una città meravigliosa. Lo Stato è più forte della ‘ndrangheta»

Pubblicato il: 13/04/2026 – 15:12
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Camillo Falvo: «Vibo era una polveriera, oggi è cambiata. Ai cittadini dico di non abbassare mai la testa»

VIBO VALENTIA «In un’intercettazione qualcuno aveva detto: tanto noi restiamo, loro prima o poi vanno via. Questo non è vero: lo Stato rimane, anche più forte di prima». È un’aula gremita quella che stamattina, presso il Tribunale di Vibo Valentia, ha salutato il procuratore Camillo Falvo, in procinto di lasciare gli uffici vibonesi per trasferirsi alla guida della Procura di Potenza. Dopo 7 anni di inchieste, operazioni, arresti per la provincia vibonese si chiude l’era Falvo, insediatosi nel 2019, anche se – ricorda il procuratore – «è come se fossi qui da più di 12 anni, da quando nel 2014 arrivai come sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia». Una cerimonia commossa e partecipata: a fare gli “onori” di casa il neopresidente del tribunale Abigail Mellace, presente insieme al prefetto Anna Aurora Colosimo, i vertici delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali, esponenti della società civile. Accanto a Falvo anche i “colleghi” con cui ha condiviso il percorso: il procuratore di Cosenza Vincenzo Capomolla, i sostituti procuratori Andrea Buzzelli e Annamaria Frustaci, il neoprocuratore di Lamezia Elio Romano. In prima fila, visibilmente commossi, anche i genitori del procuratore.

«Lascio una città meravigliosa»

Da Falvo parole d’amore per la città che lo ha accolto anni fa e che oggi lo saluta: «Non è mia abitudine emozionarmi, ma sento molto il distacco da un’esperienza che è stata entusiasmante e intensa. Ho ricevuto tanto da Vibo – afferma commosso – e con questo stato d’animo lascio questa città meravigliosa. Lascio veramente il cuore, perché penso che l’esperienza vibonese per me non sarà più ripetibile da nessun’altra parte». Sono anni in cui Vibo Valentia è cambiata profondamente, fin dal giorno del suo arrivo: «Quando sono arrivato mi è stato detto: ti dovrai occupare di Vibo, è una polveriera e non sappiamo dove mettere mani. E così è stato veramente, con un inizio “scoppiettante”: c’erano faide in corso, tante indagini e processi. Io ho avuto la fortuna di veder cambiare questa città».

Il cambiamento di Vibo

«Per me è stato un onore e un privilegio essere procuratore a Vibo» continua Falvo, che nel corso del suo intervento ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato insieme a lui, tra cui Concettina Iannazzo, che subentrerà in attesa del nuovo procuratore. Dalla “polveriera” che aveva trovato, Falvo lascia una provincia, che lui definisce tra le più belle d’Italia, profondamente cambiata: «La situazione non è paragonabile a quella che trovai nel 2014. Lo testimoniano non solo le operazioni ma soprattutto i risultati, ovvero che da anni non c’è un omicidio in questo territorio. Questo dimostra che le cose sono cambiate». L’impegno, però, deve continuare, come ribadisce nel messaggio che indirizza alla città: «Vorrei che la cittadinanza ricordasse il baratro in cui a un certo punto la città era caduta. Nei racconti dei collaboratori di giustizia abbiamo sentito di una Vibo in mano alla criminalità: oggi non è più così. Io vorrei dire alla gente di non arretrare mai, di non abbassare mai la testa. Di pretendere quella legalità che gli è dovuta e che a queste latitudini ha un prezzo maggiore. Perché la legalità in tanti posti è un diritto, ma qui è un diritto che bisogna prendersi con le unghie, anche a prezzo della paura e della denuncia. Per questo non bisogna arretrare mai. Ad un certo punto noi ci eravamo messi in testa di poter fare una cosa che sembrava impossibile: di liberare il territorio da una ‘ndrangheta che sembrava invincibile. Ma non lo è, lo Stato è più forte e lo ha dimostrato. Cambieranno i procuratori, i sostituti, ma Vibo non deve mai girarsi dall’altra parte e i cittadini dovranno sempre denunciare per riappropriarsi del ruolo che una provincia meravigliosa, tra le più belle d’Italia, merita». (ma.ru.)

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