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L’omaggio di Cosenza a Biagio Lecce, simbolo di impresa e passione sportiva. «Ora una strada per ricordarlo» – FOTO E VIDEO

A Palazzo dei Bruzi, istituzioni, famiglia ed ex dipendenti hanno reso omaggio all’imprenditore che ha segnato la storia economica e calcistica della città. Pagliuso: «Da ricordare per sempre»

Pubblicato il: 13/04/2026 – 15:12
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L’omaggio di Cosenza a Biagio Lecce, simbolo di impresa e passione sportiva. «Ora una strada per ricordarlo» – FOTO E VIDEO

COSENZA Stamattina, nell’Aula consiliare di Palazzo dei Bruzi, il Comune di Cosenza ha celebrato la figura di Biagio Lecce, protagonista indiscusso della storia economica e sportiva cosentina e calabrese.
L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio comunale in collaborazione con la Commissione Sport e Cultura, ha rappresentato un momento di riflessione corale su una personalità che ha lasciato un segno profondo nella comunità bruzia. Imprenditore illuminato e presidente del Cosenza calcio negli anni della rinascita, Biagio Lecce è stato ricordato come uomo capace di coniugare visione industriale e passione sportiva, senza mai perdere il contatto umano con il territorio. L’appuntamento ha ripercorso la figura di Lecce sotto diversi punti di vista: umano, imprenditoriale e sportivo, restituendo centralità a una personalità che ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo economico locale e alla crescita del calcio cosentino. In più momenti della mattinata si è percepita una partecipazione autentica, composta, fatta di ricordi condivisi e di un rispetto silenzioso che ha accompagnato ogni intervento.


Ad aprire l’incontro è stato il presidente della Commissione Sport e Cultura Mimmo Frammartino, che ha tracciato un ricordo vivido e partecipato: la gioia delle domeniche allo stadio tra gli anni Sessanta e Settanta, paragonata con amarezza all’immagine odierna di spalti spesso vuoti. Frammartino ha poi ripercorso la “storia nobile” di Biagio Lecce, soffermandosi sul suo percorso imprenditoriale, dalla fondazione del pastificio negli anni difficili della guerra e del dopoguerra fino al successo internazionale del marchio “Pasta Lecce”, capace di varcare i confini nazionali e ottenere riconoscimenti anche negli Stati Uniti.
Un passaggio significativo è stato dedicato anche all’inaugurazione dello stabilimento di Vadue di Carolei, alla presenza del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e del futuro capo dello Stato Sandro Pertini, simbolo del prestigio raggiunto dall’azienda. Non sono mancati riferimenti all’articolo pubblicato dal Corriere della Calabria, che ha contribuito a raccontare e tramandare la storia di questo straordinario imprenditore.


Frammartino ha sottolineato soprattutto la dimensione umana di Biagio Lecce: un imprenditore vicino ai suoi dipendenti, considerati parte di una grande famiglia. Una testimonianza tangibile di questo legame è stata la presenza, in un’aula gremita in ogni ordine di posti, di numerosi ex lavoratori del pastificio, visibilmente emozionati. Una presenza discreta ma significativa, che ha restituito il senso concreto di un rapporto che andava oltre il lavoro.


Momento particolarmente toccante è stato quello della consegna di un riconoscimento da parte del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca al figlio di Biagio Lecce, Piergiorgio (ex portiere del Cosenza), presente insieme ai fratelli Annamaria, Roberto e Brunella, ai nipoti e a tutta la famiglia.
Tra gli interventi, significativo quello di Giovanni Paolo Pagliuso, ex dipendente del Pastificio Lecce e poi presidente del Cosenza calcio. Pagliuso ha ricordato la tenacia e la capacità di guardare sempre avanti del commendatore: «Mi considerava uno di famiglia», ha raccontato, evocando episodi emblematici come l’invenzione del celebre fusillo con il buco e il tentativo da parte di grandi industrie come Barilla di acquisirne il brevetto. «Dava lavoro a oltre 200 persone – ha aggiunto – era un grande uomo, e deve essere ricordato per sempre».


Di grande interesse anche l’intervento di Demetrio Guzzardi, che ha evidenziato il legame tra Biagio Lecce e Don Carlo De Cardona, richiamando la storia del mulino Sant’Antonio di piazza Riforma come simbolo di un’economia radicata nei valori cristiani e sociali.
Ha preso la parola anche lo storico Stefano Vecchione, contribuendo ad arricchire il quadro storico della figura di Lecce e sottolineando come la speranza sia che questa iniziativa possa rappresentare un primo passo verso un riconoscimento ancora più tangibile, come l’intitolazione di una strada cittadina a Biagio Lecce.
La cerimonia è stata accompagnata dalla proiezione di un video commemorativo, accolta da un lungo e sentito applauso del pubblico, quasi a suggellare un momento in cui la memoria si è fatta presenza viva e condivisa. (f.v.)

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