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Lo studio

Sedentarietà, sovrappeso e fumo tra le principali cause della trombosi

Italiani informati, ma gli stili di vita restano a rischio

Pubblicato il: 13/04/2026 – 22:58
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Sedentarietà, sovrappeso e fumo tra le principali cause della trombosi

Sedentarietà, sovrappeso, fumo, cattive abitudini alimentari e predisposizione genetica sono tra le principali cause della trombosi, patologia legata alla formazione di un trombo nei vasi sanguigni che può ostacolare o bloccare la circolazione del sangue, provocando infarto, ictus ed embolie.
Quasi tutti ne hanno sentito parlare, il 97,5%, e oltre il 74% si dice abbastanza o molto informato. Ma il quadro sugli stili di vita resta critico: il 25,7% non pratica mai attività fisica e il 44% conduce una vita sedentaria, nonostante l’86,8% dichiari di prestare attenzione all’alimentazione. Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio promosso dall’Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari (Alt), diffusi alla vigilia della 15ª Giornata nazionale per la lotta alla trombosi, in programma il 15 aprile. Tema dell’edizione 2026 è: “Trombosi: sicuro di conoscerla? Prevenirla è il tuo primo passo”.
Dall’indagine emerge inoltre che oltre il 68% degli intervistati si informa sulla salute attraverso internet, una quota superiore rispetto a chi si rivolge al medico di base, poco più del 50%. In particolare, il 67% del campione ha visitato il sito di Alt per ottenere informazioni o per esperienze dirette con la patologia.
Il campione risulta composto soprattutto da donne, il 72,3%, residenti prevalentemente nel Nord Italia, quasi il 70%, con una distribuzione piuttosto equilibrata tra le diverse fasce d’età.
Resta alta anche la consapevolezza del rischio: circa il 90% riconosce che la trombosi può colpire chiunque. Eppure la richiesta di chiarezza è forte: il 92% degli intervistati chiede informazioni più semplici e accessibili sulla prevenzione.
«Perché si verifichi una trombosi – spiegano gli esperti dell’associazione – sono necessari più fattori: uno squilibrio del sistema della coagulazione del sangue, una lesione dell’endotelio che riveste l’interno delle vene o delle arterie e un rallentamento della circolazione sanguigna». «Non si eredita la trombosi, né l’infarto o l’ictus – aggiungono – ma si può ereditare la tendenza a sviluppare queste malattie. La scienza ha dimostrato che possiamo fare molto per evitarle, a partire dalla conoscenza: è importante saper riconoscere i sintomi premonitori e modificare i fattori di rischio che possono essere corretti».
Secondo gli esperti, «la migliore prevenzione della trombosi è lo stile di vita: niente sovrappeso, attenzione all’alimentazione, attività fisica costante, niente fumo, riduzione dello stress e monitoraggio regolare di pressione, colesterolo, trigliceridi, glicemia e diabete».

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