«No alla censura reazionaria dell’Università pubblica. Difendiamo Riace e la sociologia del futuro»
Arci Calabria, Pd, Bruno, Si-Avs in difesa dell’ateneo di Catanzaro nella polemica aperta da Fratelli d’Italia

CATANZARO «La bizzarra presa di posizione di Orsomarso sull’iniziativa dell’Università di Catanzaro sulla “sociologia dei fenomeni migratori” non è solo un attacco gratuito al modello di ospitalità di Riace – un faro di umanità e rinascita contro lo spopolamento delle nostre terre calabresi – ma un assalto frontale all’autonomia delle università, luoghi sacri di pluralismo e confronto libero». Lo afferma n una nota Rosario Bressi, presidente Arci Calabria, intervenendo nella polemica aperta da Fratelli d’Italia. Secondo Bressi «Domenico Lucano, ex sindaco visionario e oggi parlamentare europeo, merita il palco della Magna Graecia non per “sponde politiche”, ma per il suo impegno concreto che ha salvato un borgo dalla morte demografica, trasformando l’accoglienza in opportunità per tutti. E il Magnifico Rettore Giovanni Cuda fa solo il suo dovere ospitando voci che la destra vorrebbe seppellire sotto valanghe di decreti securitari. Questa è la vera faccia della “repressione” della destra di governo: soffocare il dissenso, zittire chi osa chiamare “opportunità” l’arrivo di rifugiati e migranti, mentre le aree interne muoiono di abbandono. Orsomarso e i suoi ci vedono complotti elettorali dappertutto, ma la realtà è che Arci Calabria – da sempre in prima linea per i diritti, l’antifascismo e la giustizia sociale – denuncia questa voglia ossessiva di controllo: prima negano spazi di preghiera, ora vogliono il bavaglio alle cattedre. L’Università non è il vostro feudo, è patrimonio di tutti! Chiamiamo la cittadinanza calabrese a riempire quel seminario: andate, ascoltate, resistete! Riace – conclude il presidente di Arci Calabra – non è un modello da demonizzare, è la Calabria che vince contro il declino. Contro la barbarie razzista di Fratelli d’Italia, Arci grida forte: accoglienza sì, repressione no! La nostra regione ha bisogno di ponti, non di muri».
L’intervento di Sinistra italiana-Avs
Anche il coordinamento provinciale di Sinistra italiana-Avs con il dirigente Francesco Tallarico replica a FdI: «Il seminario organizzato dall’Università Magna Grecia, con la presenza del parlamentare europeo Domenico Lucano, ha fornito l’occasione al Coordinamento Cittadino di FDI, nonché partito della Presidente del Consiglio, di esternare il proprio pensiero, autoritario, farneticante, nel quale confluiscono fantasmi del razzismo e della xenofobia. L’attacco portato al parlamentare europeo e all’ateneo universitario è grave ed inqualificabile. E’ bene precisare che il castello accusatorio nei confronti di Domenico Lucano che prevedeva dei reati molto gravi (concussione – peculato – truffa), legati alla gestione del “sistema Riace”, è caduto in maniera netta con la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria e successivamente confermato dalla Cassazione. Si è registrata solo – rcorda Si-Avs – una condanna di un reato minore; si è avuta la certezza che nessuna somma di denaro è stata distratta dalle attività gestite. Il modello Riace ha consentito un’integrazione totale, con la quale si è accolto “l’altro” aiutandolo a integrarsi nel rispetto delle sue tradizioni e dei suoi valori. Questa è la destra che governa il paese, che conosciamo bene per come abbia tentato di ridisegnare l’architettura istituzionale dello Stato, rompendo il modello che si regge sulla Costituzione, annullando i diritti sociali che sono i pilastri della democrazia».
L’ntervento di Bruno
«C’è un punto che dovrebbe essere chiaro a tutti: l’università non è un luogo neutro perché silenzioso, ma perché aperto. Aperto al confronto, al pluralismo, alla complessità». È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenendo nel dibattito scaturito attorno al seminario in programma all’Università Magna Graecia di Catanzaro dedicato all’esperienza di accoglienza di Riace. «Stiamo parlando di un seminario, non di una celebrazione né di una presa di posizione politica – sottolinea Bruno – ma di un momento di analisi e riflessione critica su un caso di studio che, negli anni, ha alimentato un confronto ampio, anche acceso. È esattamente questo il compito dell’università: affrontare temi complessi senza semplificazioni e senza timori». Il capogruppo di Tridico Presidente contesta le polemiche sollevate da esponenti di Fratelli d’Italia: «Le accuse di iniziativa “unilaterale” o addirittura di propaganda sono fuori luogo. Si confonde il confronto con l’adesione, l’ascolto con la condivisione. Invitare un relatore non significa sposarne le tesi, ma metterle a disposizione della comunità accademica per essere analizzate, discusse, anche contestate». Bruno richiama quindi il principio dell’autonomia universitaria: «Se si comincia a stabilire chi può o non può parlare in un’università sulla base dell’appartenenza politica o delle idee espresse, si svuota l’università della sua funzione più profonda. Il problema non è Mimmo Lucano, ma il principio che si vuole mettere in discussione». E aggiunge: «È utile ricordare che l’Università Magna Graecia ha sempre ospitato voci diverse. È accaduto anche con esponenti dell’attuale maggioranza di governo, come il sottosegretario Delmastro, intervenuto in occasione di iniziative sul referendum. In quel caso nessuno ha sollevato dubbi sulla neutralità dell’ateneo. Non si possono usare due pesi e due misure». Per Bruno, l’esperienza di Riace rappresenta comunque un tema legittimo di studio: «Al di là delle valutazioni politiche, si tratta di un’esperienza concreta che ha inciso su dinamiche sociali e demografiche del territorio. Analizzarla in un contesto accademico non significa promuoverla, ma studiarla. Ed è esattamente ciò che deve fare un’università». Il consigliere Bruno ricorda anche precedenti momenti di confronto sul territorio: «Lo stesso Mimmo Lucano è stato ospite, in passato, in contesti istituzionali senza che questo generasse scandalo. Quando ero presidente della Provincia, fu invitato alla giornata inaugurale di “Settembre al Parco”, proprio per favorire un confronto aperto su temi complessi». Infine, Bruno ribadisce il valore del dibattito: «Le università non devono essere luoghi rassicuranti, ma spazi vivi, dove le idee si confrontano anche duramente. È così che si formano coscienze critiche. Ridurre tutto a una polemica politica significa non cogliere il senso di queste iniziative». «Difendere l’università – conclude – significa difendere la sua libertà. Non limitando il confronto, ma ampliandolo. Non chiudendo le porte, ma aprendole. Perché è così che si costruisce conoscenza e si formano cittadini davvero liberi».
L’intervento del Pd
In difesa dell’Università anche la federazione provinciale del Pd e i Giovani Democratici. «Fratelli d’Italia Catanzaro attacca l’università Magna Graecia perché ospiterà Domenico Lucano in un convegno sul tema dell’immigrazione. Il nostro intento non è primariamente quello di difendere la presenza di Lucano che, peraltro, è eurodeputato di un altro partito, bensì quello di sottolineare il ruolo dell’ateneo come spazio aperto di dialogo, di confronto e anche di “scontro” costruttivo tra pensieri differenti e di rimarcare la visione di futuro che le azioni politiche di Mimmo Lucano hanno rappresentato per la Calabria. Ognuno può avere un proprio legittimo giudizio sul modello di accoglienza che il Sindaco Lucano ha costruito; lo si può condividere o criticare, ma è innegabile che il “modello Riace” sia stato un fenomeno che ha attirato l’attenzione anche fuori dai confini nazionali. Dinanzi al costante e impietoso declino demografico della Calabria e, soprattutto, delle aree interne, il sistema di accoglienza strutturato dal Comune di Riace aveva costituito una concreta speranza di rinascita in cui, a prescindere dalla provenienza di ognuno, venivano messi al centro la dedizione, il servizio e le energie per la comunità. Il seminario, organizzato proprio all’interno del ciclo di seminari del corso di laurea di Sociologia, vedrà la presenza di illustri relatori e questa cosa vuol rimarcare il fatto che, differentemente da quanto FdI vorrebbe far pensare, l’evento non sarà una parata propagandistica fine a sé stessa, bensì una reale occasione di confronto e analisi su temi fondamentali per chi sarà chiamato a interpretare e governare i fenomeni sociali. L’università di Catanzaro – ricordano Pd e Gd di Catanzaro – ha già ospitato Lucano al pari di esponenti di altre forze politiche. Da ultimo, ricordiamo la presenza del già sottosegretario Delmastro, condannato in primo grado per rivelazioni di segreti d’ufficio (utilizzati barbaramente in aula per attaccare le opposizioni). Il suo arrivo a Germaneto, accolto dallo stato maggiore locale di Fratelli d’Italia, è avvenuto all’indomani dell’emersione della vicenda che lo vedeva legato in affari con persone vicine ad ambienti della camorra. Eppure né noi né gli altri partiti, per ragioni di opportunità politiche (e non giudiziarie che sono, al momento, assenti), abbiamo messo bocca su tale incontro. Ciò in quanto riteniamo l’ateneo il primo presidio della crescita umana e culturale di ogni ragazzo, in cui la presenza e l’interazione di idee, posizioni e visioni diverse e contrapposte non possono che essere utili e benefiche. L’ateneo è la culla del confronto e del dibattito, al di sopra di ogni colore politico. Se lamentele non sono pervenute da nessuno studente che questo luogo lo vive ogni giorno, non riusciamo a comprendere le finalità di uno stizzito comunicato in tal senso. Invitiamo Fratelli d’Italia e tutti gli altri partiti a concentrarsi sulle reali problematiche che attanagliano la nostra università, soprattutto in un momento in cui il Presidente della Giunta Regionale sembra indebolirla e depotenziarla a favore di altri territori. Parliamo di servizi, opportunità e possibilità che mancano, che devono essere costruite e garantite. È su questo che la Politica è chiamata ad esprimersi, non su polemiche sterili fondate sulla mera contrapposizione ideologica».
L’intervento di Grandinetti
Giulia Grandinetti, referente regionale Unione Giovani di Sinistra (organizzazione giovanile di Sinistra Italiana) osserva: «Non saremmo soliti rispondere a provocazioni strumentali, ma riteniamo necessario intervenire di fronte alle accuse mosse dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia di Catanzaro contro il seminario che si terrà presso l’Università Magna Graecia, nell’ambito del ciclo “Itinerari di sociologia pubblica in Calabria”. L’invito a Mimmo Lucano si inserisce in un contesto di confronto e approfondimento su un tema centrale per il presente e il futuro del nostro territorio. L’obiettivo del dibattito non è “celebrare” o fare propaganda, ma discutere criticamente politiche pubbliche di accoglienza e coesione territoriale. Il “modello Riace” si inserisce perfettamente in questo dibattito, poiché rappresenta un’esperienza concreta di accoglienza e integrazione, capace di intrecciare solidarietà, diritti e sviluppo locale. Discutere questa esperienza non significa fare propaganda, ma esercitare pienamente la funzione critica e plurale che appartiene a ogni spazio universitario. Riteniamo grave e inaccettabile – sostiene Grandinetti – il tentativo di delegittimare un momento di confronto pubblico attraverso attacchi politici che mirano esplicitamente a condizionare la libertà del dibattito accademico e a stabilire chi possa o non possa prendere parola nelle sedi universitarie. Colpisce, tra l’altro, che si affermi che l’Università di Catanzaro diventi in questa occasione spazio di propaganda politica, quando nelle scorse settimane abbiamo assistito ad iniziative pubbliche e momenti di forte esposizione politica anche nell’ambito della campagna referendaria, senza che ciò suscitasse analoghe polemiche. Sembra che il problema non sia la presenza della politica in università, ma che la si ritiene legittima solo quando coincide con la propria visione. Come Unione Giovani di Sinistra Calabria, riteniamo che i valori dell’uguaglianza, della solidarietà e dell’inclusione non siano elementi estranei alla dimensione accademica, né forme di propaganda, ma principi che dovrebbero orientare il confronto culturale e scientifico all’interno di una comunità universitaria per leggere la realtà contemporanea senza semplificazioni ideologiche e costruire una società più giusta e consapevole. Difendere questi spazi significa difendere la democrazia».
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