Omicidio Ceravolo, a Dasà partono gli applausi alla notizia degli arresti. Colosimo: «Un passo avanti per la giustizia»
Don Luigi Ciotti: «Ho sentito Martino, un’esplosione di gioia. Ma il dolore resta». Il prefetto: «Questi territori meritano di essere liberati»

VIBO VALENTIA La notizia viene accolta da un lungo applauso: una sala gremita e unita nel ricordo per Pino Russo, vittima innocente di ‘ndrangheta, ma il pensiero non può non andare anche a Filippo Ceravolo. La “sua” Soriano non dista molto dalla biblioteca in cui stamattina si è svolta la cerimonia d’intitolazione della sala conferenza a Giuseppe Russo Luzza. «Qui dietro c’è il campetto che porterà il nome di Filippo» ricorda il sindaco di Dasà Raffaele Scaturchio. Oggi ci sarebbe dovuto essere anche il papà, Martino Ceravolo, insieme alla famiglia, di rientro dalla Svizzera appena saputa la notizia degli arresti: «L’ho sentito, è stata un’esplosione di gioia, ma non dobbiamo dimenticarci che il dolore non si ferma» ha detto don Luigi Ciotti. «Siamo grati a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo risultato, ai magistrati, alle forze di polizia, alle prefetture per il contrasto alla criminalità. Ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte: delega e rassegnazione sono due malattie, non è facile ma serve uno scatto da parte di tutti. Nella vita a volte tacere diventa una colpa, parlare un obbligo e un imperativo».

Il prefetto: «Questi sono territori che meritano la libertà»
Ringrazia Polizia e Carabinieri anche il prefetto di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo, non solo per il continuo impegno sul territorio: «Stamattina i Carabinieri sono stati autorizzati ad avvisare per primi i genitori di Filippo Ceravolo, segno anche della loro sensibilità e umanità» ha affermato il prefetto. «Abbiamo ricevuto questa bella sorpresa che speriamo ponga fine a un’ingiustizia nei confronti di un ragazzo vittima innocente della ‘ndrangheta. Non possiamo ancora dire che è stata fatta giustizia, ci sarà un processo, ma certamente è stato messo un punto importante. Per questo noi ringraziamo le forze di polizia che non demordono mai e continuano a lavorare per fare giustizia». È questo quello che chiedono i territori, spiega Colosimo. Soprattutto le Preserre vibonesi, da Soriano a Dasà, passando per Gerocarne e Acquaro: sono i paesi dove l’attività di polizia ultimamente è più intensa, come dimostrano gli arresti di oggi, ma anche l’operazione di settimana scorsa. «È stato un risultato magnifico, un’operazione che conferma come lo Stato sia presente e attento su questi territori che meritano di essere liberati dalla schiavitù della ‘ndrangheta». Anche perché – conclude il prefetto – «’ndrangheta significa sopraffazione, violenza, negazione delle libertà. Queste comunità invece hanno diritto e bisogno di ritornare a essere veramente libere». (ma.ru.)
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