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l’intervista del Corriere della Calabria

L’alluvione, lo stop forzato e la lenta ripresa. Dal Museo al Parco, «Sibari non si ferma»

Lavori in corso a Casa Bianca, al Parco del Cavallo e al Museo archeologico. Il punto sui siti del direttore Filippo Demma

Pubblicato il: 15/04/2026 – 19:09
di Fabio Benincasa
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L’alluvione, lo stop forzato e la lenta ripresa. Dal Museo al Parco, «Sibari non si ferma»

COSENZA Dallo scorso 16 febbraio, il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide è temporaneamente chiuso al pubblico per consentire l’avvio di una serie di interventi di riqualificazione e miglioramento, finalizzati a gli spazi accoglienti, accessibili e dinamici. Nel Museo di Sibari, in particolare, sono in fase di completamento tutti gli interventi finanziati dal Pnrr dedicati all’accessibilità, con l’obiettivo di superare le barriere architettoniche e garantire a tutti un’esperienza di visita pienamente inclusiva.
Work in progress anche gli interventi di riqualificazione che interessano le aree esterne e i percorsi di collegamento del Parco. «Sibari non si ferma», recita un claim sulla pagina ufficiale del Museo, ma «si prende il tempo necessario per crescere». Chiaro ed evidente come il sito paghi il conto salatissimo degli effetti devastanti legati ai violenti cicloni che si sono abbattuti sulla Calabria e in particolar modo sulla Sibaritide. Difficile dimenticare l’immagine catturata dall’alto da SibariFly: un’immensa distesa d’acqua frutto della furia del Crati che aveva rotto gli argini lungo l’intero tratto di foce. Le falle avevano permesso all’acqua di defluire e senza più argini né ostacoli, di invadere case, strade e campagne. A sud, nel territorio di Corigliano-Rossano con due falle, quella più importante in località Thurio. E poi Ministalla e soprattutto Foggia. A nord invece, nel comune di Cassano allo Ionio, tre falle in contrada Lattughelle e una ai laghi di Sibari.

piana sibari alluvione

Sui lavori in corso a Casa Bianca, al Parco del Cavallo e al Museo archeologico nazionale della Sibaritide e sulla futura riapertura dei siti è intervenuto – in una intervista al Corriere della Calabria – il Direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari Filippo Demma.

Qual è la situazione attuale?

«La situazione è purtroppo lievemente peggiorata rispetto al momento nel quale abbiamo immediatamente reagito all’alluvione. Avevamo svuotato completamente l’invaso che si era creato a Casa Bianca a causa dell’alluvione, purtroppo non è stato possibile riparare immediatamente le pompe idrovore: la piana di Sibari è al di sotto del livello del mare, l’acqua sale dal basso ed è mantenuta a livello sotterraneo da pompe idrovore (le stesse distrutte dall’alluvione). Abbiamo ottenuto un finanziamento ministeriale d’urgenza e le abbiamo ricomprate, ma la guerra in Ucraina e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno rallentato evidentemente tutte le consegne, soprattutto quelle legate all’industria pesante, che sono in ritardo».

I tempi?

«Non arriveranno prima della fine del mese di aprile, ed è stato impossibile riparare le pompe a gasolio per poter mantenere l’area asciutta, perché – sempre a causa della situazione attuale internazionale – non c’è disponibilità di gasolio e la ditta di manutenzione non è in grado di assicurare la fornitura di carburante idonea a mantenere le pompe in esercizio».

Qual è la soluzione? 

«Abbiamo atteso l’arrivo delle pompe elettriche, che stanno installando in queste ore, per risvuotare da capo l’area. Al Parco del Cavallo, purtroppo, riscontriamo il medesimo problema. La riparazione di alcune pompe è stata resa impossibile dal fatto che i pezzi necessari arriveranno in ritardo, questo ha causato altri allagamenti, successivi alle operazioni di pulizia che avevamo avviato. Adesso dovremmo essere riusciti a riparare anche le pompe di Parco del Cavallo e abbiamo una squadra di sedici operai che sta ripulendo l’area, che riaprirà – mi auguro – al più presto. Credo entro la seconda metà del mese di aprile. Nessuno vuole tenere chiuso il Parco del Cavallo, c’è un problema di sicurezza: sul fango si scivola. I finanziamenti del Ministero sono già arrivati e sono già stati impiegati, le ditte sono state contattate, e le pompe già ordinate». 

Teme ripercussioni sul turismo?

«Non c’è un problema di turismo, non c’è un problema di frequentazione turistica. Casa Bianca è sempre stato chiuso, non è la parte aperta al pubblico. La stavamo ristrutturando per poterla aprire per la prima volta questa estate. Al Museo, invece, i lavori Pnrr hanno subito un rallentamento perché l’acqua ha raggiunto il metro e ottanta all’interno degli ambienti semiinterrati della struttura, causando l’inumidimento di tutte le pareti e dei pavimenti, che prima di essere sostituiti devono asciugarsi. Anche in questo caso, abbiamo registrato un ritardo dal momento in cui abbiamo tolto tutta l’acqua piovuta giù durante l’ondata di maltempo. Entro il mese di maggio dovrebbe tornare tutto a posto». (f.benincasa@corrierecal.it)

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