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Tradizione e innovazione, identità e visione: Confartigianato Calabria celebra il Made in Italy

Al Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro una giornata di confronto con imprese, istituzioni e protagonisti del territorio

Pubblicato il: 15/04/2026 – 20:00
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Tradizione e innovazione, identità e visione: Confartigianato Calabria celebra il Made in Italy

CATANZARO “Il valore del saper fare”. Tra identità, imprese e futuro, Confartigianato Calabria ha celebrato il Made in Italy al Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro con una giornata di confronto e approfondimento: artigianato, cultura e innovazione al centro di due tavole rotonde con imprese, istituzioni e protagonisti del territorio. Un momento autentico di riflessione collettiva, perché il Made in Italy, nel quale rientra alla perfezione il Made in Calabria, non è soltanto un marchio: è identità, memoria, lavoro quotidiano e visione. E l’evento di oggi è stato anche, attraverso testimonianze significative di vere eccellenze calabresi, il racconto di mani che costruiscono, trasformano, innovano senza perdere il legame con le radici. Ed è proprio attorno a questo racconto che si è snodata l’iniziativa “Made in Italy: identità, qualità, futuro”.

L’intervento di Barbalace

«Parlare di Made in Italy – ha commentato il segretario di Confartigianato Calabria, Silvano Barbalace – significa parlare di identità, cultura e saper fare, che trovano la loro massima espressione proprio nell’artigianato. Attraverso le testimonianze dirette degli artigiani è emerso un aspetto importante: pur appartenendo a settori diversi, tutti condividono una stessa passione e la consapevolezza che il loro lavoro crea valore. Fare l’artigiano è un mestiere nobile, che offre opportunità di crescita e di raggiungere traguardi significativi. Il messaggio emerso è chiaro e positivo. Non mancano le difficoltà, spesso storiche, ma la vera sfida per il futuro riguarda le competenze: è necessario lavorare sia sull’inserimento di nuove professionalità nelle imprese, sia sul coinvolgimento delle nuove generazioni, affinché si avvicinino a mestieri che rischiano di andare perduti. Diventa quindi centrale investire sulla qualità, sulla qualificazione e sulla valorizzazione delle competenze». Secondo Barbalace «un altro punto fondamentale è che gli artigiani non temono il futuro né l’innovazione: al contrario, sono pronti ad affrontare le sfide con determinazione e spirito di collaborazione». Naturalmente, queste sfide richiedono un contesto istituzionale, economico, sociale e formativo adeguato. «Confartigianato – ha sostenuto Barbalace – continuerà a svolgere un ruolo attivo, non solo di rappresentanza, ma anche di accompagnamento delle imprese nei loro percorsi di crescita e sviluppo. Fondamentale è anche il contributo delle istituzioni, che attraverso strumenti normativi ed economici possono sostenere lo sviluppo del territorio. Dispiace l’assenza di rappresentanti della Regione Calabria, che avrebbero potuto trarre spunti utili dalle testimonianze degli imprenditori artigiani».

L’intervento di Ascioti

A sua volta il presidente di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti, ha evidenziato: «Ricordo che da ragazzo esistevano le scuole di avviamento al lavoro, un modello che univa davvero scuola e pratica. In quelle realtà gli artigiani insegnavano direttamente ai giovani, trasmettendo competenze concrete. Non a caso, negli anni ’60 grandi aziende come Sip ed Enel attingevano proprio da queste scuole per formare le proprie maestranze. Successivamente sono nati gli istituti professionali, che restano ottime scuole, ma spesso troppo sbilanciate sulla teoria e poco sulla pratica. È proprio da qui che bisogna ripartire: recuperare un percorso formativo che integri davvero formazione e lavoro. La formazione teorica è importante, così come quella universitaria, ma manca ancora un collegamento concreto con il mondo produttivo. L’artigianato, invece, è movimento, esperienza, crescita. Lo dico anche per esperienza personale: da ragazzo andavo a scuola la mattina e il pomeriggio nelle botteghe artigiane. Lì non si imparava solo un mestiere, ma si cresceva anche come persone. Le botteghe erano luoghi di formazione completa, professionale e umana. Ed è proprio questo il valore che oggi dovremmo recuperare: un modello che – ha rilevato Ascioti – formi non solo lavoratori, ma anche persone».

L’intervento di Falcone

Infine, il contributo di Giada Falcone, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato: «Come Confartigianato Calabria stiamo portando avanti un progetto importante: valorizzare l’artigianato come una tradizione viva e dinamica, capace di innovarsi continuamente. Per farlo è essenziale introdurre nuove figure professionali, dando nuova linfa alle imprese e avvicinando i giovani a un settore che non è di serie B, ma di serie A. Proprio per questo è fondamentale puntare su una formazione qualificata e professionale. I dati – ha rimarcato Falcone – dimostrano che il Made in Italy è competitivo a livello internazionale e, guardando al futuro, crescerà la domanda di nuove competenze che devono essere adeguatamente formate. Investire in questo settore, anche in Calabria, è possibile e il territorio offre opportunità. Tuttavia, per costruire progetti solidi e duraturi servono preparazione, determinazione e senso di responsabilità, insieme a un contesto istituzionale favorevole». (c. a.)

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