Cosenza calcio tra silenzi e spinta per la cessione. E spunta un post (subito rimosso) della VF Group
Dopo il Consiglio comunale aperto di martedì scorso, in casa rossoblù nessun commento. Intanto fa discutere l’uscita pubblica (con immediato passo indietro) dell’azienda di Vincenzo Oliva

COSENZA Sono giorni caldi a Cosenza. E non soltanto per il tepore ormai stabile della primavera, ma per una temperatura ben più difficile da regolare: quella, incandescente, che avvolge il destino del Cosenza Calcio. La recente decisione del Consiglio comunale aperto ha agitato acque già turbolente. L’ipotesi di non concedere il nulla osta per l’utilizzo dello stadio San Vito-Marulla nella prossima stagione – e, in prospettiva, di revocare la convenzione per la gestione dell’impianto – ha riacceso una speranza che covava sotto la cenere: quella di una svolta nella proprietà del club. Da oltre un anno, infatti, la piazza chiede con insistenza al presidente Eugenio Guarascio un passaggio di consegne. Eppure, mentre la città alza la voce, la società si è rifugiata in un silenzio che pesa. Dopo la risoluzione, particolarmente severa, approvata dal Consiglio comunale, Guarascio non ha replicato. Nessuna parola, nessun segnale. Come se il tempo del club scorresse su un binario parallelo, impermeabile al clamore esterno. Un atteggiamento che, inevitabilmente, alimenta il malcontento della tifoseria. A rendere il quadro ancora più intricato è intervenuto un episodio che ha il sapore del giallo: un post social (subito screenshottato da tifosi e addetti ai lavori) pubblicato e poi rimosso dalla VF Group dell’imprenditore calabrese Vincenzo Oliva. Un nome che non è nuovo alle cronache rossoblù: già nel giugno scorso, Oliva sembrava a un passo dall’acquisizione del club, affiancato da un gruppo di investitori emiliani. Di quella trattativa, lo scorso marzo nel corso di un incontro a Palazzo dei Bruzi con i tifosi, ha parlato apertamente il sindaco Franz Caruso, raccontando un retroscena che aggiunge ulteriori sfumature alla vicenda. L’incontro, avvenuto in un bar cittadino tra il primo cittadino e Oliva, precedette la concessione del nulla osta per la stagione 2025-2026. Fu proprio in quell’occasione che Oliva prospettò una firma imminente per il passaggio di proprietà. Una promessa che, col senno di poi, appare come un miraggio: la trattativa si arenò, pare, sulle modalità di pagamento richieste da Guarascio. Un semplice intoppo negoziale o qualcosa di più sottile? La domanda resta sospesa. Così come resta sospeso il significato del messaggio diffuso – e subito ritirato – dalla VF Group (sponsor anche quest’anno del club silano): parole che evocano presenza, responsabilità e condivisione del progetto rossoblù. «Essere sponsor significa esserci davvero. VF group scende in campo al fianco del Cosenza Calcio, condividendo un percorso fatto di lavoro, ambizione e responsabilità. Perché i progetti importanti si affrontano insieme, dall’inizio alla fine».

Nel frattempo, il presente del Cosenza Calcio è segnato da una paralisi che difficilmente potrà protrarsi oltre la fine della stagione. Le voci di una possibile cessione tornano a intensificarsi, ma non è la prima volta che accade. La differenza, oggi, è nel contesto: mai come ora la dirigenza sembra stretta tra due fuochi: da un lato l’amministrazione comunale, dall’altro una comunità intera che ha scelto la forma più eloquente di dissenso, svuotando gli spalti dello stadio.
La domanda, a questo punto, non è più se qualcosa cambierà, ma come. Cessione o scontro frontale: il bivio è tracciato. E a Cosenza, dove il calcio è molto più di un gioco, il tempo delle attese sembra ormai agli sgoccioli. (f.v.)
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