Vibo, il monito di Falvo ai giovani: «La ’ndrangheta ci ha resi più poveri, la legalità è l’unica strada» – VIDEO
All’evento “Semi di Legalità” l’ultimo messaggio prima del trasferimento a Potenza. «Intercettare il bisogno di legalità»

VIBO VALENTIA «In tutti gli incontri che abbiamo fatto con i ragazzi, abbiamo cercato di spiegare loro che la via del rispetto delle regole è l’unica percorribile, a maggior ragione alle nostre latitudini dove c’è tanto bisogno di legalità». È un concetto che l’ormai ex procuratore capo di Vibo Valentia, Camillo Falvo, ha ribadito in tante occasione in questi anni in cui ha preso parte ad eventi pubblici nel Vibonese e in Calabria, e lo ha ribadito a maggior ragione dopo il suo saluto, in vista del nuovo incarico alla Procura di Potenza, e nel corso dell’evento “Semi di Legalità” organizzato proprio a Vibo dalla Cisl Magna Grecia.

«Sono arrivato quando sentivo dire ai ragazzi, quasi con orgoglio, di vivere in un posto dove avevamo l’organizzazione criminale più forte al mondo, senza rendersi conto che era quella che ci ha reso forse la regione più povera in Europa», ha rimarcato Camillo Falvo. Le cose sono cambiate «ci è voluto un po’ di tempo, noi abbiamo visto l’albero della legalità di Falcone e Borsellino essere tranciato due giorni dopo che l’avevamo piantato, imbrattare le targhe “Qui la ‘ndrangheta non entra”, episodi rispetto ai quali stata fatta tanta strada».
C’è, però, ancora qualcosa che si può fare secondo il procuratore Falvo e cioè «uno sforzo in più, di solito facevamo gli incontri con chi non aveva tanto bisogno di parlare con noi, dobbiamo fare uno sforzo ulteriore, andare ad intercettare quel bisogno di legalità, di confronto e questo penso che sia il messaggio che oggi dobbiamo mandare a questi ragazzi». (redazione@corrierecal.it)
L’intervista:
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