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VERSO LE AMMINISTRATIVE DI MAGGIO

Elezioni 2026, ecco perché il voto in questi tre centri del Cosentino va ben oltre il dato locale – NOMI

Prove di campo largo, civismo e (dis)continuità sono i nodi delle sfide di Castrovillari, San Giovanni in Fiore e Castrolibero

Pubblicato il: 18/04/2026 – 19:30
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Elezioni 2026, ecco perché il voto in questi tre centri del Cosentino va ben oltre il dato locale – NOMI

COSENZA Prove di campo largo ma anche civismo e (dis)continuità con le amministrazioni precedenti: sono questi i temi caldissimi delle sfide di Castrovillari, San Giovanni in Fiore e Castrolibero, i tre popolosi centri della provincia di Cosenza chiamati al voto a fine maggio con altri 18 Comuni. Qui le dinamiche locali delle coalizioni in campo avranno ricadute anche negli equilibri “macro” dei partiti e movimenti chiamati alla sfida, e a una settimana esatta dalla presentazione delle liste si limano gli ultimi dettagli e s’inizia a tirare la linea su programmi e nomi da schierare. Ma procediamo con ordine.

La sfida ai piedi del Pollino

Il centro più popoloso tra quelli chiamati al voto nel Cosentino è Castrovillari, dove il centrodestra corre con due candidati: qui, per il dopo-Lo Polito, Leonardo Graziadio di Solidarietà e Partecipazione (riconducibile all’area che fa riferimento al consigliere regionale Ferdinando Laghi) si è da poco ritirato per appoggiare il candidato di “Civicamente” Luca Donadio, avvocato, il cui Polo Civico ha appena incassato l’appoggio dei Cinque Stelle in campo con la lista “Piazza in Movimento”. A comporre il quadro di questa appassionante sfida a quattro anche Anna De Gaio (candidata unitaria del centrodestra, foto in alto), Ernesto Bello (centrosinistra, sostenuto da Pd, Democratici per Castrovillari, Progressisti e almeno un’altra civica) ed Emilio Salerno, commissario cittadino della Lega già consigliere e assessore comunale, sostenuto dalla lista Futuro Castrovillari dall’inequivocabile simbolo del tricolore su fondo blu e lettering destrorso.   

Nell’ex roccaforte rossa della Sila

Nell’ex fortino del Pci – poi roccaforte di centrosinistra che ha espresso tra gli altri un presidente della Regione, dieci anni fa – Marco Ambrogio, candidato della “continuità” per il post-Succurro (spiega tutto il suo slogan «il futuro continua»), sfiderà Luigi Candalise, 35enne guida escursionistica (foto in basso), sostenuto dal Partito democratico ma anche da Alleanza Verdi Sinistra e Rifondazione Comunista oltre che dal collettivo civico “Spontaneamente” (in questo esperimento di campo largo ma anche “civico” si può includere anche il Movimento 5 Stelle, sebbene non partecipi con tanto di simbolo); della partita saranno anche Pino Belcastro (già sindaco tra 2015 e 2020, lanciato dal Comitato 18 gennaio e di area centrosinistra con lunga militanza nei sindacati e poi nei dem) e Antonio Barile, area centrodestra, già sindaco quindici anni fa che mercoledì prossimo si ripresenterà alla città.

Il post-Orlandino alle porte del capoluogo

A Castrolibero – che a differenza dei due comuni già citati non andrà a un eventuale ballottaggio – la candidata a sindaco Nicoletta Perrotti (qui la notizia anticipata dal Corriere della Calabria a novembre e qui i nomi della sua Lista Rinascita Civica) sfida Pasquale Villella (area centrosinistra, con la sua lista CambiaMenti correrà insieme ad altri due simboli: Partecipazione È Libertà e Castrufrancari nel Mondo, foto in basso a destra) e Francesco Serra – sindaco facente funzioni dopo l’approdo di Orlandino Greco in consiglio regionale – che, in sintonia con la maggioranza, aveva contribuito a costruire la candidatura della Perrotti ma a sorpresa ha annunciato di voler partecipare all’agone e ha incassato il sostegno di Francesco De Cicco (con Serra nella foto in basso a sinistra), ex assessore plenipotenziario al Comune di Cosenza e oggi consigliere regionale di opposizione oltre che leader del movimento Democratici Progressisti Meridionalisti.

Residua il movimento Castrolibero Domani, che potrebbe esprimere un proprio autonomo aspirante alla fascia tricolore. Il centro dell’area urbana cosentina si dimostra insomma laboratorio politico: comunque andrà, il quarto di secolo dell’ex enfant prodige leader di IdM e oggi consigliere regionale in quota Lega vedrà voltare pagina: se nel segno della continuità o della svolta, lo diranno le urne dopo il 25 maggio. (EFur)

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