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il nuovo presidente del Tribunale

Reggio Calabria, Campagna: «Darò tutto per il Tribunale della mia città»

Il magistrato reggino verso l’insediamento, raccoglie l’eredità di Arena e punta su organizzazione, giovani togati e superamento delle criticità logistiche

Pubblicato il: 18/04/2026 – 9:44
di Paola Suraci
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Reggio Calabria, Campagna: «Darò tutto per il Tribunale della mia città»

REGGIO CALABRIA Con l’insediamento ormai alle porte e la nomina già deliberata dal Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, Giuseppe Campagna si appresta a guidare il Tribunale di Reggio Calabria in una fase delicata e strategica della sua storia recente. Magistrato profondamente legato alla sua città, Campagna raccoglie il testimone della Presidente Maria Grazia Arena, in un passaggio che segna continuità istituzionale ma anche nuove prospettive organizzative e di sviluppo.
Lo incontriamo nella sua prima uscita pubblica nel nuovo ruolo, all’Università Mediterranea per la Giornata nazionale del Made in Italy, il Presidente affronta con chiarezza di visione e senso di responsabilità i temi centrali del suo mandato.

Presidente, è la prima uscita in questa nuova funzione. Un nuovo incarico e nuovi traguardi da raggiungere. Cosa farà? Qual è la sua idea di direzione del Tribunale di Reggio Calabria?

«Intanto sento molto la responsabilità dell’incarico che mi è stato affidato, perché per me è un onore guidare il Tribunale nella mia città. Come sapete sono reggino autentico, amo la mia città, non sono andato via da questa città per tanti motivi e con l’età probabilmente si sviluppa ancora di più un senso di appartenenza alla propria terra. È chiaro che darò tutto me stesso, spenderò qualsiasi energia per cercare di far funzionare al meglio l’ufficio di cui sarò il responsabile.
Si possono fare tante cose, però la cosa principale è far capire alla società civile che il Tribunale è un’istituzione al pari delle altre, che deve dialogare con la società civile, si deve aprire alla società civile e deve poi coinvolgere tutte le altre istituzioni, perché la giustizia non è solo di chi la gestisce, non è del Presidente del Tribunale, è della cittadinanza e della collettività territoriale in cui insiste questo Tribunale.
È una sfida difficile perché i problemi sul momento sono tanti, ma io confido sui colleghi e sul personale amministrativo e su tutti, perché il Tribunale continua ad avere la tradizione di essere un avamposto contro il malaffare e la criminalità organizzata, ma anche sul versante della giustizia civile, perché proprio in questo settore economico la giustizia civile è un pilastro fondamentale per portare avanti queste iniziative e queste attività imprenditoriali nel nostro territorio».

Lei succede alla Presidente Maria Grazia Arena. Ci sarà un passaggio di testimone graduale? Ci sono già stati i passaggi di consegne?

«Sono stato deliberato dal Plenum del Consiglio Superiore l’8 aprile e aspettiamo il via libera da parte del Ministero della Giustizia per l’insediamento. Voglio però cogliere l’occasione per ringraziare Maria Grazia Arena, alla quale mi lega un rapporto affettivo e personale importante, ma dal punto di vista professionale devo molto alla Presidente Arena perché mi ha insegnato tanto in questi anni. Spero di ereditare tante sue buone qualità che ho avuto modo di apprezzare, soprattutto nel periodo in cui sono stato Presidente di una sezione civile del Tribunale.
La Presidente Arena, pur tra molte difficoltà, ha guidato il Tribunale con grande equilibrio e autorevolezza, affrontando e risolvendo con pragmatismo e tempestività le criticità che si sono via via presentate. Per me è un onore succederle; mi auguro, con impegno e dedizione, di essere all’altezza del lavoro svolto e di proseguire nel solco tracciato. La forza me la danno i Presidenti di sezione che collaboreranno con me e tutti i colleghi. Il Tribunale di Reggio è un tribunale giovane, meta di magistrati di prima nomina, apparentemente inesperti ma pieni di entusiasmo e voglia di fare, stimolati dal fatto di lavorare in un tribunale importante sia sul versante penale che civile. Faccio leva anche sull’entusiasmo di questi colleghi giovani perché mi possano accompagnare in questa nuova avventura».

Potrebbe inaugurare il nuovo Tribunale

«Sì, forse avrò l’onore di inaugurare il nuovo Tribunale. Mi pare che i lavori stiano andando, per fortuna, a gonfie vele. Ho letto che nel giro di un anno si potrebbero concludere, per cui potrei avere questo onore.
Devo dire che ero molto scettico perché ricordo quando il Presidente Gerardi mi disse che saremmo entrati nel nuovo Tribunale. Era il lontano 2012. Da allora sono passati 14 anni e ancora siamo al CEDIR. I locali del CEDIR sono particolarmente angusti, non consentono a tutti i magistrati e al personale amministrativo adeguate postazioni di lavoro. Tra mille difficoltà ci barcameniamo per portare avanti la macchina burocratica e amministrativa. Sono arrivati nuovi magistrati, c’è stato un ampliamento dell’organico e anche sotto quel versante abbiamo difficoltà logistiche. Non vediamo l’ora di entrare nel nuovo Tribunale. Speriamo che accada al più presto». (redazione@corrierecal.it)

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