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Strage di Amendolara, Bombardieri: «Qui è la tratta degli schiavi. Indagare sulle coperture della mafia»

Il leader della Uil: «Spero che si riesca a identificare quale clan mafioso copre quei due delinquenti». «Affrontare il problema energia a livello europeo». “Stoccata” a Sbarra sulla Zes

Pubblicato il: 03/06/2026 – 15:12
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Strage di Amendolara, Bombardieri: «Qui è la tratta degli schiavi. Indagare sulle coperture della mafia»

CATANZARO La strage dei braccianti ad Amendolara «dà un quadro ancora più preoccupante della battaglia che noi facciamo sulla sicurezza sul lavoro e sul caporalato. Noi pensiamo che qui si possa parlare di tratta degli schiavi. Voi siete calabresi come me, ma pensate veramente che due persone provenienti da fuori Italia possano gestire il caporalato in un paese senza la copertura della mafia? Allora la domanda che io pongo è: ci fermiamo a identificare i due pakistani oppure le forze dell’ordine vanno a ricercare quali sono le coperture della mafia?». A dirlo è Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, parlando con i giornalisti a Catanzaro, a margine del congresso della Uiltec.
«Perché – aggiunge Bombardieri – bisogna dire con forza e con coraggio che quelle operazioni in Calabria avvengono se c’è la copertura della mafia. Allora non basta identificare chi ha dato fuoco alla macchina: è necessario identificare le coperture che quei due delinquenti avevano, e le coperture le dà la mafia. Quindi io mi aspetto e spero che si parli non di incidente sul lavoro, non di caporalato, ma di tratta degli schiavi, e che si riesca a identificare quale clan mafioso copre quei due delinquenti».
Ovviamente c’è anche un tema più complessivo che riguarda i controlli, ma Bombardieri ribadisce: «Voi sapete che noi facciamo questa battaglia da quattro anni. Abbiamo chiesto al governo e ottenuto dal governo risorse per aumentare le ispezioni e il numero degli ispettori. Chiediamo l’introduzione dell’omicidio sul lavoro. Però, di fronte a un’efferatezza del crimine come quella che abbiamo visto qui, vuol dire – prosegue il leader della Uil – che c’è qualcuno che pensa di controllare il territorio a prescindere dalle forze di polizia. Lo dico da calabrese: mi sbaglio?».

Il tema Zes e la “stoccata” a Sbarra

Un passaggio Bombardieri l’ha poi dedicato alla Zes: «I fondi strutturali servono a colmare le diseguaglianze, e lo dico in Calabria con ancora maggiore convinzione. Capisco che ci sia qualche sottosegretario che ci spiega che la Zes funziona, ma noi ricordiamo che in Calabria la Zes aveva la funzione di intervenire e aiutare le aree complessivamente disagiate. Se la Zes diventa una Zes italiana – e io sono favorevole a farla diventare tale dal punto di vista della sburocratizzazione, io spero – prosegue Bombardieri – che qualche sottosegretario della Presidenza, di origine calabrese, mi spieghi come si intenda intervenire per eliminare le diseguaglianze. Ricordo che arrivare in Calabria è complicato, perché l’autostrada è quella che è, la Statale 106 è ferma e non c’è il raddoppio della ferrovia. Ci sono molti problemi infrastrutturali sui quali – conclude il segretario della Uil – mi pare non vi sia una discussione seria, se non quella della propaganda».

«Affrontare il problema energia a livello europeo»

Infine, il capitolo caro energia: «Io penso – ha aggiunto Bombardieri – che il problema energetico vada affrontato a livello europeo, perché se pensiamo di affrontare nel nostro Paese l’aumento dei costi dell’energia da soli, non ne veniamo a capo. Noi pensiamo che sia l’Europa a dover intervenire, intanto sulla transizione energetica e svolgendo un ruolo attivo nella ricerca della pace, cosa che mi pare non sia in grado di fare. Inoltre, occorre ricercare soluzioni alternative, perché nella transizione fino adesso è stato tenuto in considerazione tutto, tranne la transizione sociale. Ma, per non sottrarmi alla domanda, io – ha sostenuto il segretario della Uil – chiedo al governo e, ovviamente, alla politica e alle Regioni: perché non è possibile aumentare l’estrazione di gas italiano? Perché non possiamo estrarre il gas che già c’è a Ravenna, in Basilicata e a Crotone? Qualcuno, spero, me lo spieghi. Perché non possiamo estrarre quel gas e destinarlo alle aziende energivore, magari condizionando il prezzo al fatto che non vadano via, che non delocalizzino e che applichino i contratti maggiormente rappresentativi, come è stato richiesto da noi e ottenuto con l’intervento del Governo? Quindi – ha concluso Bombardieri – è un tema complesso, nel quale ci sono più interlocutori. Per noi il primo interlocutore diventa ovviamente l’Europa, perché le scelte che facciamo in Italia danno una risposta, ma fino a un certo punto: sono scelte temporanee e non strutturali». (a. cant.)

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