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l’inchiesta a crotone

La pianificazione degli affidamenti e il nodo dei pagamenti: dal Filolao al Gravina, il sistema “Manica” nei licei

L’inchiesta “Teorema” svela la regia occulta dietro gli appalti per le scuole crotonesi: accordi corruttivi per trasformare i lavori pubblici in profitti privati

Pubblicato il: 19/04/2026 – 19:00
di Mariateresa Ripolo
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La pianificazione degli affidamenti e il nodo dei pagamenti: dal Filolao al Gravina, il sistema “Manica” nei licei

CROTONE Una «generale pianificazione degli affidamenti». L’inchiesta della Procura di Crotone “Teorema” scardina la gestione degli appalti diventavano affari privati sotto l’egida di Fabio Manica. Secondo i magistrati, nulla veniva lasciato al caso: l’ex consigliere vicepresidente della Provincia avrebbe agito per «incidere in modo determinante sugli affidamenti di lavori e servizi pubblici», trasformando le manutenzioni scolastiche in un terreno di spartizione scientifica con funzionari compiacenti e professionisti. Al suo fianco, Giacomo Combariati è indicato come il braccio operativo, il gestore della Sinergyplus s.r.l., società che per i magistrati era il vero fulcro degli interessi del politico.

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Le indagini e le “contromisure”

«Hanno bloccato i pagamenti pure». È in questa frase intercettata che si condensa il clima di fibrillazione e paura che ha travolto il sistema al centro dell’inchiesta “Teorema”. Un timore nato – come ricostruisce l’ordinanza – dal fiato sul collo della Guardia di Finanza, quando nel luglio 2025 i militari si presentano nei palazzi della Provincia di Crotone e nei comuni di Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto.
Il terremoto giudiziario ha innescato un repentino cambio di abitudini. Manica, che fino a quel momento frequentava quotidianamente la sede della Sinergyplus – dove «venivano registrate captazioni di rilevante interesse investigativo, in cui veniva discussa la ripartizione dei profitti, le strategie esecutive future ed i rapporti interni all’associazione» –  scompare dai radar subito dopo le acquisizioni documentali del luglio 2025. La prudenza diventa la parola d’ordine che porta a una sistematica «attuazione di adeguate contromisure da parte dei sodali». «A partire dai giorni successivi – viene ricostruito dagli investigatori – gli indagati, palesavano timori per possibili ripercussioni economiche negative derivanti dal blocco dei pagamenti pubblici e contestualmente adottavano una serie di cautele». Gli incontri si spostano nei bar, lontano da uffici potenzialmente intercettati. Significativa è la conversazione tramite Telegram in cui i due concordano di vedersi in un locale: «Tu dove sei?» chiede Manica, e Combariati risponde: «Sono passato dallo studio a chiudere la serranda…»

Gli appalti negli istituti scolastici e il sistema dei pagamenti

Tuttavia, è sul fronte dei pagamenti che il «potere di imperio» di Manica si manifesta con maggiore chiarezza. Quando i professionisti coinvolti iniziano a sollecitare le liquidazioni per i lavori eseguiti, si scontrano con un muro. Un funzionario della Provincia  riferisce a chi preme per i soldi che bisogna «pazientare» perché la decisione non dipende da lui e spiega chiaramente di aver ricevuto disposizioni precise: bisogna «bloccare tutto» in attesa di una nuova programmazione da concordare direttamente con il vicepresidente. «Però la situazione non è buona». «Hanno bloccato tutto… hanno bloccato i pagamenti pure».
Nulla, infatti, – secondo quanto emerge dall’inchiesta – veniva lasciato al caso: dalla scelta dei lavori alla spartizione scientifica degli utili. Un sistema così collaudato che, come scrivono i magistrati, prevedeva la ripartizione del “prezzo” della corruzione ancor prima che i cantieri partissero. Sulla base di questi dati, l’accusa delinea una strategia che ha interessato i lavori per i principali istituti scolastici del territorio, tra cui il Filolao, il Pitagora, il Lucifero e l’ex Gravina, oltre al Desport di Crotone. L’ingerenza di Manica nelle procedure amministrative avrebbe determinato l’adozione di atti definiti come «contrari ai doveri d’ufficio, oltre ad essere atti falsi», ottenendo in cambio denaro pubblico attraverso il meccanismo della volturazione economica. Secondo la Procura, è stata così comprovata la «corresponsione di utilità in favore di Manica Fabio» proprio quale «prezzo per l’ingerenza dello stesso nell’adozione delle determine». 

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