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Sottosegretari, il Codacons presenta una denuncia alla Procura e un esposto alla Corte dei Conti

L’associazione ha chiesto il sequestro delle nomine

Pubblicato il: 19/04/2026 – 13:25
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Sottosegretari, il Codacons presenta una denuncia alla Procura e un esposto alla Corte dei Conti

CATANZARO «In una terra dove il diritto alla salute continua a rimanere un miraggio e le liste d’attesa sono infinite, la macchina del potere si muove con efficienza solo per blindare nuove cariche. Per provare a fronteggiare questo paradosso sono stati depositati una denuncia alla Procura della Repubblica ed un esposto alla Corte dei Conti per fermare il blocco illegittimo del referendum sullo Statuto regionale».  Lo annuncia in una nota Francesco Di Lieto (nella foto), del Codacons Calabria. «L’iter referendario – sostiene Di Lieto – è oramai paralizzato dal mese scorso nei cassetti del Consiglio regionale. La procedura era stata attivata da cinque cittadini elettori per consentire ai calabresi di potersi esprimere sulla legge regionale n. 9/2026, che ha introdotto i Sottosegretari. Da allora, manca una pubblicazione sul Burc che la legge impone sia “immediata”. Ma in Calabria un atto dovuto è stato trasformato in un’arma di ostruzionismo per far scadere il termine del 3 giugno. Questa data è una “ghigliottina” fissata dalla Costituzione (art. 123). La legge regionale n. 9 che introduce i sottosegretari, infatti, è stata pubblicata il 3 marzo 2026. Da quella data decorrono i tre mesi non solo per “chiedere” il referendum ma anche per raccogliere circa 30mila firme e ottenere le certificazioni da centinaia di comuni. Negando la “immediata” pubblicazione sul BURC, il Segretariato Generale ha scientemente sabotato il referendum. Un triste sequestro della sovranità popolare …è solo per tutelare le poltrone. Scaduto il 3 giugno, la legge diventa definitiva, le poltrone diventano intoccabili. E così mentre il referendum viene congelato, la Giunta ha già nominato i primi Sottosegretari con decreti d’urgenza. Un passo importante della denuncia – spiega il Codacons – è il falso ideologico (art. 479 c.p.). La legge n. 9/2026 dichiara una finta “invarianza finanziaria”, ma la legge attuativa n. 12/2026 e i decreti di nomina la smentiscono, attivando indennità e strutture per circa un milione di euro l’anno. Sostenere nel corpo di una legge che le modifiche statutarie sono “senza spese” mentre si autorizzano spese milionarie non è solo uno schiaffo alla miseria di questa regione è un reato. Ma non è solo sul falso che si fonda la denuncia; vi è una precisa sequenza di illeciti: 1. Omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.): il Segretario Generale ignora un obbligo di legge privo di discrezionalità. 2. Attentato ai diritti politici (art. 294 c.p.): l’inerzia punta a estinguere il diritto costituzionale al referendum. 3. Abuso d’Ufficio: la condotta omissiva garantisce un vantaggio immediato all’apparato politico tramite lo sviamento di potere». Di Lieto conclude: «Non potendo più aspettare, è stato chiesto alla Magistratura il sequestro preventivo del decreto di nomina n. 26/2026 ed il blocco di ogni spesa correlata. Parallelamente è stato presentato un esposto alla Corte dei Conti per accertare un danno erariale concreto ed in progressivo aggravamento. Quando la burocrazia viene usata per soffocare la democrazia e coprire lo spreco di denaro pubblico, la parola deve passare necessariamente ai giudici. Mentre le opposizioni collezionano post e la Giunta colleziona poltrone qualcuno ha scelto di denunciare».

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