Cosenza, prima indagine sul “caporalato”: dieci assoluzioni e una condanna – NOMI
L’inchiesta era partita nel 2016, a seguito di denunce da parte di alcuni migranti ospitati presso Centri di accoglienza di Spezzano Sila e Spezzano Piccolo

COSENZA Il Tribunale di Cosenza in composizione collegiale, presieduto dalla presidente Paola Lucente, con a latere i giudici Marco Bilotta e Fabio Giuseppe Squillaci – dopo oltre 6 anni di dibattimento – ha emesso la sentenza a carico dei 13 imputati coinvolti, a vario titolo, nella prima indagine per il reato di “caporalato” della Procura della Repubblica di Cosenza. L’inchiesta era stata avviata nel 2016, a seguito di alcune denunce pervenute ai carabinieri dell’altopiano Silano da parte di alcuni migranti ospitati presso Centri di accoglienza dislocati nei comuni di Spezzano Piccolo e Spezzano Sila. Nel 2017, all’esito dell’attività di indagine, la Procura chiedeva e otteneva l’applicazione di misure cautelari a carico degli indagati in quello che veniva indicato come il primo procedimento instaurato in Italia per il nuovo reato di “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”.
La sentenza
Oggi, all’esito di una lunga e complessa attività processuale, il Tribunale ha dichiarato la non colpevolezza della quasi totalità degli imputati, assolvendo per insussistenza dei reati loro contestati, Giuseppe Gabriele e Giorgio Gabriele, titolari della omonima azienda agricola (difesi dall’avvocato Andrea Onofrio del foro di Cosenza), Vittorio Imbrogno ritenuto dall’accusa il “caporale” (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano), Franco Provato (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere), Gianluca Gencarelli (difeso dall’avvocato Ugo Ledonne), Pietro Cortese (difeso dall’avvocato Nicola Rendace), Vincenzo Perrone e Salvatore Perrone (difesi dagli avvocati Tiziano Gigli, Franz Caruso e Mattia Caruso), Vincenzo Paese (difeso dagli avvocati Ubaldo e Marlon Le Pera), Renato Gabriele – imprenditore nel settore della manutenzione ed edilizia – difeso dall’avvocato Fabrizio Falvo. Unico imputato condannato è M.G.L., per il quale il Tribunale ha dichiarato la penale responsabilità e deciso la condanna ad un anno di reclusione. (f.b.)
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