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Amministrative in Calabria, l’unità ostentata dal centrodestra e i tormenti del Pd

Alla vigilia delle amministrative, il centrodestra esibisce compattezza soprattutto a Reggio Calabria, mentre il Pd fa i conti con tensioni in diverse realtà, da Catanzaro a Cosenza fino a Crotone

Pubblicato il: 26/04/2026 – 9:50
di Clemente Angotti
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Amministrative in Calabria, l’unità ostentata dal centrodestra e i tormenti del Pd

CATANZARO Se il centrodestra calabrese ostenta unità e mostra di voler innestare il turbo in vista degli appuntamenti amministrativi del 24 e 25 maggio prossimi, come dimostra la ‘piazza’ di Reggio Calabria dove domina l’iperattivismo del parlamentare azzurro Francesco Cannizzaro, vice capogruppo alla Camera e uomo forte di Fi, il fronte progressista, diretto concorrente in questo turno che vede interessata una miriade di comuni piccoli e grandi della regione, appare complessivamente meno tonico e reattivo. A tenere banco dalle parti dell’opposizione, facendo lievitare le preoccupazioni di quella parte politica, però è il clima di permanente ed esasperata conflittualità che, da qualche mese e soprattutto in alcune realtà urbane di primaria importanza della regione, si respira all’interno del maggiore partito della coalizione, il Pd. Ad eccezione della città Reggio dove, dopo le divergenze seguite agli esiti delle elezioni regionali di ottobre e la recente celebrazione delle primarie, pare sia scoppiata la pace con la candidatura a sindaco dell’attuale facente funzioni Domenico Battaglia, un’aria nettamente differente è quella che, al contrario, si percepisce in altre latitudini della regione.
A cominciare da Catanzaro dove, ad una manciata di settimane dal tentativo (nato morto) di un centrodestra in cerca d’autore di defenestrare il sindaco Nicola Fiorita, il Pd continua a lambiccarsi il cervello dopo le dimissioni del segretario cittadino e si ritrova costretto a vivere alla giornata. Acefalo e diviso come non mai, il popolo dem dei Tre Colli, continua a lacerarsi per la mancanza di una leadership in grado di imporre la propria presenza. E il malessere, alimentato da una situazione di palese incertezza, diventa tangibile tra i democrat catanzaresi più impegnati che parlano ormai apertamente di crisi interna al partito lamentando, tra l’altro, anche la persistenza di un rapporto ‘disarmonico’ con l’amministrazione comunale della loro città.
Stessa situazione, più o meno, a Cosenza dove il segretario provinciale si è dimesso e si è aperta una difficile fase di transizione. Il partito cittadino aveva già dovuto subire la scossa delle dimissioni del proprio direttivo, effetto non isolato ma, anzi, moltiplicatosi in conseguenza dei poco lusinghieri risultati delle elezioni provinciali che hanno visto la vittoria del candidato del centrodestra con relativa coda di critiche e rilievi ai vertici dirigenziali. Il flop alle consultazioni di secondo livello per il presidente e il Consiglio della Provincia di Cosenza poi ha, di risulta, innescato una serie di reazioni negative con la messa sotto accusa della gestione della federazione provinciale, i cui riflessi negativi non hanno risparmiato gli ambienti di Palazzo dei Bruzi.
Tempi piuttosto grami in casa Pd anche a Crotone, città che si prepara ad andare alle urne e dove il fronte progressista (Pd, M5s, Avs, Rifondazione comunista e +Europa) si è ritrovato,non senza qualche patema, intorno alla candidatura di Giuseppe Trocino, avvocato ed ex presidente dell’Ordine forense, esponente di movimenti civici. In quella che una volta, tanti anni fa, era considerata la ‘Stalingrado del sud’, la città operaia per eccellenza in Calabria, dove il Pci mieteva consensi e sfornava classe dirigente di primo piano, le cose per una parte consistente degli eredi di quella tradizione hanno preso un’altra piega da tempo. E non in meglio. A febbraio il segretario provinciale, a causa dei malumori legati agli esiti delle elezioni regionali dell’ottobre scorso, si è dimesso lasciando gli incarichi e dando luogo ad un altro terremoto politico. Dagli inizi di marzo è stato chiamato a reggere la segreteria il deputato Nico Stumpo, parlamentare di lungo corso, originario della provincia, è nato a Cotronei. La sua sarebbe una nomina di peso, ma a tempo. E che, nelle intenzioni di chi l’ha disposta, dovrebbe essere d’aiuto al superamento della fase di impasse causata dal clima conflittuale che si coglie negli ambienti piddini, con un occhio particolare alle scadenze elettorali: oltre che ne capoluogo si voterà in centri nevralgici come Cutro e Cirò Marina.
Aria di crisi interna ai dem anche a Vibo Valentia dove tra una fibrillazione e l’altra in Comune, la segretaria provinciale del partito è stata messa sul banco degli imputati con una mozione di sfiducia sottoscritta da alcune decine di iscritti che le rimproverano una gestione ‘poco democratica e personalistica”. Si profila la nomina di un commissario. E ancora: le cose per i dem non vanno granché bene pure a Lamezia Terme, quarta città per popolazione della regione. Insomma, il quadro politico non è dei più confortanti e l’attenzione, nelle ore che seguono la presentazione di liste e coalizioni, è tutta rivolta a quello che tra circa un mese sarà l’esito delle urne. (redazione@corrierecal.it)

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