A Panettieri anche il cimitero parla di vita – VIDEO
Nel piccolo comune montano il cimitero riqualificato diventa il simbolo di una memoria che non si spegne, tra cura dei luoghi, presepe vivente e musei identitari

A Panettieri anche chi non c’è più sembra continuare a far parte di una comunità viva. È questa la sensazione che si prova arrivando nel piccolo comune montano dove la cura dei luoghi è diventata negli anni la cifra distintiva. A queste latitudini tutto rimanda alla vita, più che alla sola resilienza e nulla appare lasciato al caso. Persino il cimitero, recentemente riqualificato, rompe l’immaginario dell’abbandono e si presenta come un “quartiere ordinato”, attraversato dall’idea di una continuità silenziosa tra chi appartiene al presente e chi invece al passato. Letto così, Panettieri appare come un luogo in cui la memoria è una forma viva di appartenenza, radicata nei luoghi e nella comunità.
La stessa energia si ritrova nel presepe vivente, che ogni anno trasforma il borgo in un teatro diffuso, in un rito collettivo dove tutti diventano attori, artigiani e custodi di saperi antichi.


Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui. Negli anni, infatti, il comune ha costruito un sistema culturale capace di raccontare la propria identità attraverso linguaggi diversi. Il Museo del Pane per esempio, ricavato all’interno di un antico forno, restituisce un’esperienza immersiva dove il pane diventa gesto, memoria e racconto condiviso. Poco distante, il Museo del Brigante aggiunge una chiave di lettura legata alla figura di Giosafatte Tallarico e alle vicende del brigantaggio postunitario. Attraverso documenti e allestimenti, il percorso evita ogni semplificazione e restituisce la profondità storica di una stagione segnata da conflitti sociali, marginalità e forme di ribellione.
In un tempo in cui molti centri interni si spopolano, a Panettieri accade qualcosa di diverso, la comunità si racconta e si rinnova. Alla fine resta un’impressione netta. In questo piccolissimo comune la continuità tra passato e presente non è un concetto astratto ma una condizione impressa nei luoghi e nel modo in cui vengono vissuti. Un modello che meriterebbe forse di fare scuola. (redazione@corrierecal.it)


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