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Reti irrigue, in Calabria il più grande intervento “no dig” d’Europa

Oltre 2 km di condotte risanate con la “calza” del relining, senza scavi invasivi

Pubblicato il: 28/04/2026 – 12:58
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Reti irrigue, in Calabria il più grande intervento “no dig” d’Europa

ROMA In Europa è il più impegnativo intervento di risanamento per lunghezza, diametro e pressione d’esercizio, quello avviato dal Consorzio di bonifica della Calabria, utilizzando tecnologie “no dig” (senza scavo) sulla condotta irrigua, che serve 2380 ettari nei comuni di Catanzaro, Cropani, Botricello, Sellia Marina, Andali, Belcastro, ricadenti nei comprensori Alli-Tacina ed Alli-Copanello: si tratta di oltre due chilometri di tubazione, che sarà oggetto di manutenzione straordinaria, grazie al finanziamento di 6 milioni di euro dal Fondo Nazionale Investimenti Irrigui (Legge 178/2020) per il risanamento mediante il processo del “relining”. Il “relining” è un metodo non distruttivo, utilizzato abitualmente per riparare e risanare le tubazioni, rivestendo dall’interno il tubo con diversi strati di un esclusivo composito plastico rinforzato, particolarmente resistente agli agenti chimici; in pratica si inserisce una “calza” impregnata di resina all’interno del tubo esistente, garantendo una contenuta riduzione della sezione, grazie ad una perfetta aderenza. Il composito, una volta indurito, forma una condotta nuova, sicura ed autoportante con una durata certificata di almeno 50 anni. Questo innovativo procedimento permette di limitare lo scavo e la demolizione solo ad un tratto di pochi metri, da cui si inserisce la calza, evitando lo smaltimento del vecchio tubo. Ciò consente maggiore rapidità d’intervento e quindi minori costi, anche perché evita qualsiasi interferenza con altri sottoservizi; ulteriore vantaggio è l’abbattimento dell’impatto acustico. «L’obbiettivo del nostro impegno è operare al meglio in programmazione, tempi, risorse e spazi per portare le aziende pronte alle sfide di un’agricoltura moderna; nel caso specifico, i lavori saranno ultimati entro la fine del 2026» precisa il commissario straordinario dell’ente consortile, Giacomo Giovinazzo. «E’ un’ulteriore dimostrazione dell’attenzione costante all’innovazione, presente nel mondo dei Consorzi di bonifica: dal consiglio irriguo di Irriframe alla certificazione di sostenibilità idrica Goccia Verde, dal Piano Invasi Multifunzionali alle soluzioni operative per mantenere i presidi agricoli nelle aree montane e marginali» commenta Massimo Gargano, direttore generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi). «Le nostre sfide quotidiane sono a 360 gradi lungo l’intera Penisola; per questo, giovedì 30 Aprile, presenteremo a Taglio di Po, in provincia di Rovigo, il nostro impegno contro la subsidenza, che dagli anni ’60 del secolo scorso penalizza pesantemente le popolazioni del Polesine. Il timore è che la paventata ripresa delle trivellazioni in Alto Adriatico possa accentuare un fenomeno tuttora presente, le cui conseguenze sono aggravate dalla crisi climatica, che provoca l’innalzamento del mare e la conseguente risalita del cuneo salino, compromettendo la vita delle popolazioni locali. Ci vuole un’assunzione di responsabilità a livello nazionale» conclude Francesco Vincenzi, presidente di Anbi.

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