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Spiagge libere, dalla Regione Calabria nuovi fondi ai Comuni

Fondi per pulizia, accessibilità e assistenza ai bagnanti. Mancuso: «Priorità per chi è stato colpito dal maltempo»

Pubblicato il: 28/04/2026 – 13:32
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Spiagge libere, dalla Regione Calabria nuovi fondi ai Comuni

CATANZARO «Pulizia spiagge, accessibilità e salvamento: la Regione Calabria introduce misure innovative per la stagione balneare 2026. Priorità ai Comuni colpiti dagli eventi atmosferici di inizio anno». Così il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici e alla Difesa del suolo della Regione Calabria, Filippo Mancuso, comunica la pubblicazione sul Burc numero 86 del 27 aprile 2026 dell’Avviso rivolto ai Comuni costieri per l’erogazione dei contributi – stagione 2026 – destinati alla pulizia delle spiagge libere e agli interventi per garantire sicurezza e accessibilità ai soggetti diversamente abili negli arenili destinati alla libera balneazione. «Per la prima volta – viene spiegato in una nota della Regione – l’Avviso prevede il finanziamento di misure dedicate alla sicurezza, al salvamento e all’accessibilità delle spiagge libere, con priorità ai Comuni, inseriti nelle ordinanze del capo dipartimento della Protezione civile numero 1180 e 1181 2026, colpiti dagli eventi meteorologici eccezionali di gennaio e febbraio. L’Avviso finanzia interventi per la pulizia delle spiagge (Azione 1) e per accessibilità e salvamento (Azione 2)». «Questa edizione dell’Avviso – specifica Mancuso – rappresenta un passo avanti importante. In un anno segnato da eventi meteorologici estremi che hanno messo a dura prova i nostri litorali. Abbiamo scelto non solo di confermare il contributo per la pulizia delle spiagge libere, ma di introdurre, per la prima volta, misure dedicate al salvamento e all’accessibilità. Si tratta di una sperimentazione innovativa, nata anche dal confronto con le amministrazioni costiere, che ci hanno segnalato l’esigenza di rendere le spiagge libere più sicure e realmente fruibili da tutti». «Con queste risorse – conclude Mancuso – vogliamo conciliare la tutela degli arenili con l’inclusione dei bagnanti, in particolare delle categorie più deboli. È un segnale concreto di attenzione verso i territori e verso una gestione moderna e responsabile del nostro patrimonio costiero».

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