Calabria, invecchiamento e pensioni basse. De Tursi: «Quasi l’80% sotto i mille euro, è povertà reale»
Il segretario della Federazione Pensionati Cisl Magna Grecia Catanzaro-Crotone-Vibo: «Il problema è serissimo e la classe dirigente dovrebbe dare una risposta concreta»

CATANZARO C’è un numero che più di ogni altro fotografa l’invecchiamento della popolazione in Calabria, negli ultimi 24 anni la percentuale di ultrasessantacinquenni è salita dal 17,1% del 2002 al 24,4% attuale, con un aumento di 7,3 punti percentuali, superiore alla media nazionale. L’età media è passata, dunque, da 39,6 a 46,2 anni ma, va sottolineato, è l’intero Paese che fa i conti con un indice di invecchiamento balzato da 131,7 nel 2002 al 207,6. E si è ampliata anche l’aspettativa di vita, per gli uomini ha raggiunto gli 81,4 anni, per le donne 85,5, per il Rapporto annuale ISTAT 2025 si tratta di quasi cinque mesi di vita in più rispetto al 2023. Sono numeri che, ovviamente, vanno salutati con estremo favore ma che, allo stesso tempo, determinano problemi da affrontare, due le prospettive prioritarie: la sostenibilità del sistema pensionistico e poi la disponibilità e l’efficientamento dei servizi socio-assistenziali. Prospettive di cui è consapevole la Federazione Pensionati Cisl Magna Grecia Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia con il segretario generale Pino De Tursi che evidenzia come «la questione dei pensionati è ormai da decenni una priorità nel dibattito nazionale e locale, la denatalità che registra livelli non più accettabili e critici pregiudica la tenuta del sistema previdenziale e pensionistico. Si aggiungiamo poi che il nostro è un Paese che invecchia sempre di più ed ha un debito pubblico mostruoso è evidente come la situazione sia seria e richieda risposte immediate, ma anche di medio e lungo periodo».
Un problema serio
E’ un ragionamento che vale soprattutto nella nostra realtà dove si aggiunge un reddito pro-capite abbastanza basso e con una maggiore concentrazione di pensionati a basso reddito. «Basti pensare che – aggiunge De Tursi – quasi l’80% delle pensioni erogate nell’area centrale della Calabria non supera in mille euro, ci troviamo di fronte a povertà reale». «Il problema è serissimo e la classe dirigente dovrebbe essere particolarmente sensibile ed impegnata nel dare una risposta concreta ai bisogni fondamentali delle persone, dei pensionati. Vale la pensa sottolineare anche la difficoltà di accesso al lavoro, meno lavoratori ci sono e più va in sofferenza il sistema pensionistico». Il quadro che delinea De Tursi non è incoraggiante ed è reso ancor più fosco dalla poca disponibilità di servizi «oltre all’aspetto reddituale – sottolinea il segretario della Federazione Pensionati Cisl – abbiamo anche una difficoltà reale nella disponibilità e nell’erogazione dei servizi socioassistenziali. Non è una novità, il sistema sanitario arranca, tante persone evitano di curarsi perché non hanno sufficienti disponibilità. Come sindacato in più occasioni abbiamo sollecitato le Aziende Sanitarie ad attivarsi con più forza per ridurre i tempi delle liste d’attesa che sono, in definitiva, il primissimo segnale di un sistema che non funziona in modo efficace ed efficiente. In molti sono costretti infatti a rivolgersi a strutture private che hanno un costo e se questa circostanza viene messa in relazione con una pensione al di sotto delle mille euro ben si comprendono le difficoltà nel curarsi». C’è un altro tema sul quale la Federazione Pensionati della Cisl è impegnata nel costruire percorsi di assistenza ed accompagnamento ad anziani e pensionati e si tratta della profonda trasformazione di abitudini e servizi imposta dalla digitalizzazione. Facendo sempre riferimento al Rapporto annuale ISTAT 2025 dedicato agli anziani emerge come lo scorso anno l’83,1% della popolazione di sei anni e più ha navigato su Internet almeno una volta nei tre mesi precedenti l’intervista. Tra gli under 45 il dato supera ovunque il 95%, con punte del 98% nella fascia 15-24 anni. Poi, man mano che si avanza con l’età, la quota cala in modo progressivo e abbastanza netto.
Tra i 65 e i 74 anni, la percentuale di chi ha usato Internet si attesta al 72,5%: quattro punti e mezzo in più rispetto al 2024, quando era al 68,1%. Il gruppo più distante dalla rete è quello degli over 75 fermo al 35,7%. Ma parliamo di accesso alla rete, la capacità di utilizzare infrastrutture informatiche è invece tutt’altra cosa «c’è una difficoltà di digitalizzazione informatica da parte di generazioni che non hanno vissuto questo tempo. Noi, evidenzia De Tursi, ne siamo pienamente consapevoli e stiamo attivando alcune procedure per venire incontro a queste esigenze. Faccio un esempio. Nella città di Crotone abbiamo avviato un progetto specifico sviluppando un confronto con studi professionali e organizzazioni di volontariato. Stiamo costruendo una casa “ability”, una struttura di accoglienza per garantire il cosiddetto “invecchiamento attivo” ed aiutare i pensioanti e gli anziani nella conoscenza e nell’utilizzo di strumenti informatici».
«L’obiettivo – conclude De Tursi – è quello di sviluppare accordi di partenariato con le Aziende Sanitarie, i servizi sociali dei comuni, gli studi professionali consentendo a chi è anziano e solo di avere la possibilità di usufruire di servizi informatici e superare la barriere imposta dalla mancata conoscenza o dalla poca dimestichezza». (redazione@corrierecal.it)
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