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Elezioni San Giovanni in Fiore, il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti rimarrà neutrale

Riccardo Succurro esprime «l’auspicio di una collaborazione con il Consiglio comunale e l’Amministrazione che il popolo florense eleggerà»

Pubblicato il: 01/05/2026 – 13:50
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Elezioni San Giovanni in Fiore, il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti rimarrà neutrale

SAN GIOVANNI IN FIORE San Giovanni in Fiore entra nel vivo della campagna elettorale per le comunali, mentre dal mondo della cultura arriva un richiamo netto al valore della partecipazione e al ruolo delle istituzioni. Lo firma Riccardo Succurro, presidente del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, che in una lettera indirizzata ai candidati a sindaco e al Consiglio comunale dà una lettura insieme civile e identitaria del momento politico.
Nel testo, Succurro apre con un messaggio diretto alla comunità politica cittadina: “Auguri ai candidati a Sindaco del Comune di San Giovanni in Fiore e ai candidati al Consiglio Comunale, la massima assise della vita democratica della Città”.
Il presidente del Centro internazionale di studi gioachimiti sposta poi l’attenzione sul significato della partecipazione. “Una così larga e diffusa presenza, rappresentativa dei vari strati sociali e generazionali e delle diverse tendenze politiche, è il segnale – sottolinea – di una vitalità e di una fiducia nei valori fondanti della democrazia”. Il giudizio fotografa il clima attuale, segnato da un’ampia offerta politica e da un coinvolgimento diffuso.
Il Centro, però, chiarisce la propria posizione. “Al di là delle tendenze e delle simpatie che ciascun socio manifesterà nella campagna elettorale, il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, in quanto Istituto culturale autonomo, sarà neutrale – si legge nella lettera aperta – per come abbiamo deliberato nell’ultima Assemblea dei Soci”. La scelta difende l’autonomia dell’istituzione e la sua funzione culturale.
La lettera invita i candidati a una direzione di senso. “Auguriamo a tutti voi – scrive Succurro – di dare voce e speranza a quanti decidono di restare su questa montagna ricca di storia, cultura e natura”. È un rimando al tema della permanenza nei territori interni e al bisogno di prospettive concrete per le nuove generazioni.
Non manca un’apertura verso il futuro istituzionale della città. “Il Centro – continua la lettera – esprime l’auspicio di una collaborazione con il Consiglio comunale e l’Amministrazione che il popolo florense eleggerà”. Emerge quindi l’idea di un rapporto stabile tra cultura e amministrazione, a prescindere dai colori politici, capace di sostenere lo sviluppo locale.
La seconda parte della lettera ricostruisce il lavoro svolto dal Centro, con dati che definiscono il peso dell’istituzione nel panorama nazionale e internazionale. “Il Centro ha celebrato 10 Congressi internazionali di Studi Gioachimiti, pubblicato 80 opere di e su Gioacchino da Fiore, organizzato oltre 800 seminari in Italia e all’estero”, precisa Succurro, ricordando anche le attività di formazione, divulgazione e supporto alla ricerca.
Riconosciuto dal ministero della Cultura e con una legge specifica dalla Regione Calabria, “il Centro contribuisce, inoltre, a promuovere l’immagine di San Giovanni in Fiore e della Calabria nel mondo grazie ai testi pubblicati in Giappone, in Europa ed in America”.
C’è poi la dimensione materiale e simbolica del patrimonio custodito. La sede, nell’ala monastica dell’Abbazia Florense, ospita una biblioteca con “libri rari, edizioni a stampa del Cinquecento, manoscritti medievali, fondi archivistici con documenti originali dal 500 al 900”. Un patrimonio che richiama studiosi, istituzioni e visitatori.
Infine, la sottolineatura del carattere volontario dell’impegno. “Nel Centro – rimarca Succurro – operiamo volontari, senza indennità e senza rimborso spesa; i fondi vengono esclusivamente utilizzati per la pubblicazione dei libri, l’acquisto di materiale bibliografico e l’organizzazione di seminari e Congressi”.
Il presidente del Centro internazionale di studi gioachimiti conclude con un riferimento che riguarda storia e spiritualità. “Ci guida – chiarisce – la devozione verso il nostro Maestro Abate, fondatore del Monasterium Sancti Joannis de Fiore”. Il richiamo a Gioacchino da Fiore, nel pieno della competizione elettorale, riporta il dibattito pubblico alla radice culturale della comunità florense.

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