Trotta (Cgil): «Senza risposte a breve dalla Regione scatterà la mobilitazione»
Su salari, sanità, lavoro, infrastrutture il richiamo alla politica a risolvere questi temi anziché parlarne solo in campagna elettorale

GIOIA TAURO «Abbiamo scelto di fare al Porto di Gioia Tauro la manifestazione unitaria del Primo Maggio per dare un messaggio: il lavoro buono, dignitoso e di prospettiva, è possibile con i giusti investimenti! Ma il lavoro dignitoso sta anche nel vivere e lavorare in pace. Stiamo, invece, vivendo in un contesto internazionale difficile e noi siamo contro la guerra e per la pace. Vivere in pace significa anche investire su welfare e sui contratti di lavoro, sulla sanità e sulle infrastrutture e non investire in armi. Esprimiamo solidarietà a tutti i popoli che in questo momento subiscono la guerra»: inizia così l’intervento del segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, nell’ambito della manifestazione unitaria del Primo Maggio che si è svolta oggi a Gioia Tauro.
«L’economia di guerra – ha detto Trotta – sta già avendo degli effetti devastanti come la crisi energetica che sta falcidiando i redditi delle famiglie. E questo aggrava ancora di più la situazione di lavoratori e pensionati su cui la pesa la perdita del potere d’acquisto legata alla questione salariale e pensionistica. Al governo continueremo a chiedere risorse per i rinnovi contrattuali equi, per il miglioramento del sistema sanitario pubblico e dei servizi. Temi calati in un contesto drammatico in cui la produzione industriale nazionale sta calando e la Calabria, secondo i dati Inps, ha salari più bassi del 20 per cento rispetto alla media del Paese, ha le pensioni più basse d’Italia, nonché il reddito pro capite più basso».
«Grandi temi come quello sanitario e quello industriale si inseriscono in Calabria su un radicamento del precariato, la presenza del caporalato, di lavoro sfruttato o in nero, lavoro povero, lavoro sottopagato, part time involontario. Agricoltura, commercio, turismo, edilizia i settori più penalizzati. Senza dimenticare il grande tema della sicurezza sul lavoro. È inaccettabile che nel 2026 si assista a tre morti al giorno e a un infortunio ogni 50 secondi. È una vera e propria strage indegna di un paese civile ed è doveroso lanciare un appello alle parti datoriali: ci sono lavoratori a cui non vengono forniti i dispositivi di sicurezza. Non è ammissibile, bisogna ancora lavorare molto sulla cultura della sicurezza» ha aggiunto il numero uno della Cgil calabrese.

«Anche i lavoratori della sanità meritano attenzione: subiscono gli effetti di un mancato turnover, di mancanza di strutture e di uno sfruttamento lavorativo che valica i limiti contrattuali e si ripercuote sui cittadini. La situazione dell’emergenza urgenza è drammatica e non va meglio nella medicina territoriale e di prossimità. Sono tanti i settori che necessitano di interventi mirati. Con Cisl e Uil abbiamo sottoposto una piattaforma rivendicativa al presidente Occhiuto in più tavoli. Ma non possiamo più attendere. Chiediamo tempi brevi e certezze per i calabresi altrimenti andremo alla mobilitazione. Tra i temi che abbiamo posto c’è quello della fuga dei giovani dalla Calabria, il completamento orario degli ex Lsu, Tis, la vicenda Konecta. La Calabria ha bisogno di un progetto organico che guardi al manifatturiero, al turismo, al commercio, all’agricoltura, al lavoro, alla forestazione con un piano del lavoro. Chiamiamo la politica all’assunzione delle sue responsabilità: questi ed altri temi vanno tolti dalle campagne elettorali e risolti per il bene dei calabresi» ha concluso Trotta.