Reggio Calabria, fuori dal cancello dopo dieci anni. Il caso del canile di Mortara
I volontari di “Dacci Una Zampa” dichiarati “irregolari” dopo un decennio di lavoro gratuito

REGGIO CALABRIA Dentro ci sono più di cento cani. Aspettano la ciotola dell’acqua pulita, aspettano il cibo, aspettano qualcuno che conosce il loro nome, la loro patologia, le loro abitudini. Fuori, sotto il sole di questa mattina, ci sono i volontari di Dacci Una Zampa ETS. Fermi al cancello del canile comunale di Mortara, periferia sud di Reggio Calabria. Non entrano.
Non perché non vogliano. Non perché non sappiano cosa fare. Ma perché il Comune di Reggio Calabria, con una nota protocollata il 24 aprile scorso, li ha definiti «presenti sine titulo» all’interno della struttura — ospiti irregolari, dopo dieci anni trascorsi a pulire quei box ogni mattina.


Dieci anni al cancello, adesso fuori
Dal 2017 al 14 gennaio 2026 il canile di Mortara è rimasto sotto sequestro giudiziario. In quel lungo decennio i volontari di Dacci Una Zampa sono entrati ogni giorno, anche durante i giorni della pandemia del Covid 19, con regolare autorizzazione del Gip e del Custode Giudiziario. Hanno pulito, disinfettato, somministrato farmaci, dato da mangiare. Il risultato di quei dieci anni – dicono i volontari – sono 306 cani adottati: microchippati, censiti, seguiti con controlli prima e dopo l’affido. Tutto a spese dei volontari. Zero euro pubblici.
Da marzo 2026, con il sequestro revocato e la struttura tornata nella disponibilità dell’ente, l’associazione, il 13 marzo con una Per, ha chiesto di formalizzare la propria presenza con una convenzione, strumento previsto espressamente dal D.C.A. 67/2018 della Regione Calabria. La risposta è arrivata con la nota prot. 107109 del 24 aprile: niente convenzione, presenza «irregolare», e comunicazione generica di essersi attivati con «altre associazioni» — quali, e con quali modalità, non è stato precisato.
«Tale definizione stride fortemente con 10 anni di attività all’interno del canile e 306 cani fatti adottare», ha risposto l’associazione.
L’assessore sul posto
Stamattina al cancello i volontari hanno incontrato l’assessore all’Ambiente Filippo Burrone. Al nostro microfono ha detto: «C’è da risolvere con l’associazione, c’è da creare una gestione unitaria fra più associazioni all’interno del Canile di Mortara dove ci siano più sensibilità, più persone che si possano prendere cura dei nostri amici a quattro zampe. Da parte dell’amministrazione comunale l’attenzione è sempre stata massima».
Sul futuro della struttura: «Il Canile va rilanciato, va ammodernato e poi si dovrà procedere a un bando per la gestione del canile stesso. Nelle more di questo bando l’idea è quella di coinvolgere quanti più soggetti del terzo settore affinché si possano prendere cura degli animali».
Sull’altro nodo della mattinata — le dimissioni del direttore sanitario e la restituzione delle chiavi — Burrone ha precisato: «Il problema di questa mattina è realmente un non problema. Siamo venuti a conoscenza di una lettera di disimpegno del direttore sanitario soltanto stamattina e siamo venuti qua insieme al dirigente, insieme a tutti i rappresentanti del Settore che si occupano del Canile. A stretto giro di posta, immagino già domani mattina, verrà inviata una convocazione a chi vorrà partecipare a questo tavolo per la gestione unitaria del Canile». E sui cani: «Il 30 aprile scadeva l’incarico al direttore sanitario, già il primo maggio si è proceduto alla nomina del nuovo. Va dato anche merito a chi si è sempre preso cura degli animali, ma ci mancherebbe altro».
«Domani vediamo»
Candida Naccarato, portavoce di Dacci Una Zampa, è stanca ma non molla. I cani per lei e gli altri volontari, sono tutto. Parla e spiega: «Con le dimissioni del responsabile, la restituzione delle chiavi, una PEC che ci nega la convenzione come il DCA 67/2018 prevede, ci è stata negata la possibilità di avere un titolo per stare dentro la struttura. Ci hanno detto che siamo “sine titulo” — non siamo riconosciuti, non siamo autorizzati».
Dopo il confronto di questa mattina con il dirigente comunale, i volontari sono entrati nel canile per dare da mangiare e accudire i cani: «Ci stanno permettendo di entrare all’interno del canile con il dottor Richichi». Dentro, ad aspettarli, più di cento cani, tra trenta dell’associazione e quelli del Comune. «Per noi sono tutti uguali — conosciamo tutti, patologie, alimentazione, conoscono tutti».
La posizione dell’associazione non è cambiata: «Non chiediamo fondi. Non chiediamo incarichi. Chiediamo solo il riconoscimento legale della nostra attività di volontariato, svolta da 10 anni con autorizzazione del Gip, per continuare a tutelare i cani». Naccarato chiude con la stessa sobrietà con cui racconta dieci anni di mattine al canile: «Spero, mi auguro, che stiano trovando una soluzione buonaria, legale, per autorizzarci a svolgere il nostro volontariato all’interno del canile di Mortara. Domani vediamo». (redazione@corrierecal.it)
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