Ricette bloccate e ambulatori in tilt, la Fimmg di Reggio Calabria: «Disagi per medici e pazienti»
A lanciare l’allarme è la sezione territoriale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, guidata dal segretario provinciale Francesco Biasi

REGGIO CALABRIA I medici di medicina generale della provincia di Reggio Calabria denunciano i gravi disservizi che, da alcuni giorni, stanno interessando gli ambulatori a causa di problemi informatici su scala nazionale. A lanciare l’allarme è la sezione territoriale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, guidata dal segretario provinciale Francesco Biasi, che segnala: «Da qualche giorno, a causa di problemi informatici a livello nazionale, si sono registrati numerosi disservizi negli ambulatori dei medici di medicina generale (Mmg) con tempi dilatati e spesso anche impossibilità di erogare le ricette dematerializzate».
Clima di tensione con i pazienti
«Ciò ha determinato un clima di tensione crescente con i pazienti – si legge nella nota – perché ognuno, focalizzandosi sul proprio bisogno, non percepisce il maggior disagio del medico di medicina generale che quotidianamente presta il suo servizio sanitario ad una moltitudine di pazienti dislocati su un territorio vasto con interventi effettuati anche presso il domicilio dell’utente. Tutto ciò è stato determinato da interventi strutturali al sistema Tessera Sanitaria legati a necessarie esigenze di sicurezza informatica e tutela dei dati ma messi a regime senza opportuni test preventivi di tenuta del sistema e senza doverosa ponderazione delle conseguenze in caso di malfunzionamenti. Temiamo che questo sia solo il primo di una serie di interventi imposti dall’alto senza condivisione con le parti interessate e senza avere contezza delle conseguenze. La riforma pensata dalla politica per la medicina generale vorrebbe eliminare la figura dei medici di famiglia, che con i loro ambulatori coprono capillarmente tutto il territorio nazionale, zone disagiate comprese, e prospettano la figura di medici dipendenti che prestano servizio ad ore nelle Case di Comunità (in tutta Italia, al primo semestre 2026, risultano attive circa 660 Case di Comunità delle 1.038 previste dal PNRR per coprire 7.854 Comuni da confrontare con gli oltre 35mila ambulatori esistenti). Chi ne farà le spese? Ancora una volta i cittadini ed ancora una volta i medici di medicina generale – conclude – che con il loro impegno assiduo e costante hanno, almeno sin ora, rappresentato i primi attori per l’attuazione ed il primo baluardo a difesa dei principi costituzionali di universalità, equità ed uguaglianza sanitaria».