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Bonaccini a Crotone: «Se il Ponte sullo Stretto è la priorità del Governo, siamo un Paese di matti»

Il presidente del Pd a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Trocino. «Meloni non è invincibile. Sulla sanità si stanno favorendo i privati»

Pubblicato il: 11/05/2026 – 22:28
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Bonaccini a Crotone: «Se il Ponte sullo Stretto è la priorità del Governo, siamo un Paese di matti»

CROTONE «Se l’investimento più importante per il Paese per il Governo è il ponte sullo stretto di Messina, io dico che è un Paese di matti». Lo ha affermato il presidente del Pd, Stefano Bonaccini, durante il suo intervento a Crotone per la campagna elettorale del candidato sindaco del centrosinistra, Giuseppe Trocino. «Io non sono contrario a un ponte sullo Stretto – ha specificato – ci mancherebbe. Il problema è che non è la priorità, perché tu arrivi in Sicilia, c’è un binario unico e ci metti 4 ore a fare 50 km in treno». «Prima del Ponte – ha aggiunto – bisognerebbe pensare alle infrastrutture necessarie oggi. Solo che per fare il ponte hanno cancellato 14 miliardi di euro di fondi Pnrr, soldi che non vedremo mai. Questo avviene in un momento in cui, anche per responsabilità di questo governo, l’Italia è l’ultimo dei 27 Paesi per crescita in Europa. Senza il Pnrr che terminerà quest’anno, saremmo stati in recessione. Io non so di che cosa questo Paese potrà fregiarsi per ripartire».

«Uniti per battere la destra, Meloni non è invincibile»


«Avete l’occasione – ha detto ancora Bonaccini – per dimostrare che dopo il referendum la destra si può battere ancora. L’unità non è condizione sufficiente per vincere ma è condizione necessaria per provarci». «Queste elezioni amministrative – ha sottolineato – coinvolgono centri importanti e speriamo di confermare quanto emerso dal referendum: ovvero che né la destra né Giorgia Meloni sono invincibili e che i territori dimostrano che si può vincere. Dobbiamo dimostrarci affidabili e per farlo è indispensabile rimanere uniti, lavorando per riunire chi prima era diviso. Credo che il Pd non sia mai stato unito come oggi. In passato abbiamo perso perché litigiosi e divisi. Meloni è arrivata a palazzo Chigi grazie alle nostre divisioni e ripetere lo stesso errore non ci verrebbe più perdonato. Abbiamo bisogno di unità per vincere perché se sta unito il PD lo sarà anche il centrosinistra». «Tutti quelli che vorranno battere la destra – ha aggiunto il presidente dem – sanno che senza il Pd non ce la si può fare. Ma da solo il Pd non basta. Per questo penso che ci sia bisogno di civismo. Noi credo che abbiamo dimostrato di saper cucire, di non guardare all’interesse particolare”. Guardando alle imminenti sfide, Bonaccini ha tracciato la rotta dichiarando che c’è “la possibilità di un riscatto, di una ripartenza, confidiamo che ci sarà, più in generale nel Paese». Questo rilancio passa obbligatoriamente dalle sfide locali. Sul fronte delle elezioni amministrative il presidente del Pd, ha detto: «A Crotone c’è bisogno di una svolta, c’è bisogno di immaginare una prospettiva che sia appunto quella di rimettere al centro, senza promettere miracoli, quegli investimenti a partire anche da un tema di un nuovo certo tipo di turismo e di cultura, che garantiscano, insieme all’eccellenza del territorio, anche però la capacità di rilanciare la stessa manifattura. Credo che ci sia bisogno di un cambio a Crotone e quindi c’è bisogno che vinca Trocino».

«Sulla sanità il governo sta favorendo i privati»


«Al contrario di ciò che il governo Meloni aveva promesso – ha detto ancora Bonaccini a Crotone – i tempi delle liste d’attesa per curarsi si stanno evidentemente allungando e ci sono le stime che dicono che più di sei milioni di italiani hanno persino rinunciato a curarsi». «Una delle questioni che più si porranno da qui al prossimo anno verso le elezioni politiche – ha aggiunto – è lo sfascio della sanità pubblica in questo Paese. Ho visto un’indagine uscita poco tempo fa che dice che l’ottanta per cento degli italiani mette, nella regione dove vive, la sanità al primo posto dei problemi, e quindi questo significa che strutturalmente la si sta depotenziando perché stanno favorendo il privato». Quindi riferendosi ancora al governo ha detto: «Una delle differenze tra noi e loro è il fatto che per noi il diritto alla cura e all’istruzione deve essere garantito in via prioritaria dallo Stato, per evitare che conti il conto corrente bancario o l’assicurazione privata in tasca per determinarlo».

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