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L’indagine

«Duemila euro, domani parte mia moglie e sono senza soldi»: il geometra del Comune filmato mentre intasca le banconote sugli appalti

Dalle pagine dell’ordinanza cautelare del Tribunale di Reggio Calabria emerge la figura di Arturo Arcano, istruttore tecnico alle Grandi Opere del Comune

Pubblicato il: 20/05/2026 – 10:11
di Paola Suraci
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«Duemila euro, domani parte mia moglie e sono senza soldi»: il geometra del Comune filmato mentre intasca le banconote sugli appalti

REGGIO CALABRIA Nelle 378 pagine dell’ordinanza cautelare un nome ritorna con insistenza quasi ossessiva. Non è quello di un politico né di un grande costruttore. È quello di un geometra comunale: Arturo Arcano, 63 anni, istruttore tecnico al Settore Grandi Opere e Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria, finito in carcere. Per il gip Pina Porchi, che ha firmato l’ordinanza dell’inchiesta della Procura della Repubblica, diretta da Giuseppe Borrelli, con i sostituti Walter Ignazzitto e Fabio Regolo, Arcano non sarebbe stato un semplice funzionario, ma il perno operativo di un sistema in cui – secondo l’impostazione accusatoria – gli interessi privati avrebbero spesso prevalso su quelli pubblici. Un punto di snodo tra uffici e imprese, capace di incidere su pratiche, pagamenti e varianti. Ai domiciliari sono finiti in tre. Giancarlo Cutrupi, 61 anni, anche lui dipendente dell’amministrazione comunale. Demetrio Cama, 51 anni, amministratore della società Ecolog, destinataria di affidamenti diretti del Comune per la gestione del lido e dei rifiuti cimiteriali. E Antonino Ottaviano Scopelliti, 27 anni, amministratore della AS Costruzioni, l’impresa a cui era stato affidato il cantiere da quasi tre milioni di euro per la trasformazione dell’ex cinema Orchidea in un polo museale finanziato dal Pnrr. Quattro nomi, quattro misure cautelari. E sullo sfondo, secondo gli inquirenti, un sistema che aveva trasformato gli uffici del Comune in una stanza di compensazione tra potere burocratico e interessi privati — con il denaro che passava di mano, spesso davanti all’obiettivo silenzioso delle telecamere degli investigatori.

Le telecamere negli uffici: il denaro ripreso in diretta

L’indagine si fonda su intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, ma soprattutto su videoriprese installate negli uffici comunali. Telecamere che, secondo il gip, hanno immortalato episodi considerati decisivi: «Le videoriprese hanno consentito di registrare “in diretta” la consegna del denaro dal privato cittadino al pubblico ufficiale quale controprestazione dell’atto dell’ufficio». Il momento più nitido è il 2 maggio 2025, ore 11:38. La telecamera installata nell’ufficio di Arcano al quarto piano della torre 4 del Cedir riprende Antonino Ottaviano Scopelliti che estrae un blocco di banconote dalla tasca sinistra e lo passa al geometra, il quale lo ripone nella tasca destra dei pantaloni. L’operazione avviene, scrive il Gip, «con una certa discrezione, anche in considerazione del fatto che nell’occasione veniva chiusa la porta del predetto ufficio». Non è un episodio isolato. Il 5 giugno 2025, le stesse cimici ambientali captano un dettaglio ancora più diretto: «Arturo Arcano rientra in ufficio. Si sente solo il rumore cartaceo delle banconote che Arcano sfoglia, conteggiandole».

Quando entra Scopelliti: «Almeno duemila euro quanto che mi caccio qualcosa»

Il 22 maggio 2025, alle ore 12:05 circa, Scopelliti Antonio fa ingresso nell’ufficio di Arcano al quarto piano della torre 4 del Cedir. La telecamera installata dagli inquirenti registra tutto, fotogramma per fotogramma, con l’orario in alto a sinistra corrispondente all’orario reale. La conversazione si prolunga fino alle 12:12. Ma quella visita non arriva dal nulla. Pochi minuti prima, alle 11:55, Arcano era già al telefono con Scopelliti, rassicurandolo sulla pubblicazione imminente del mandato di pagamento relativo al terzo SAL del cantiere Orchidea. E mentre garantiva l’esito burocratico, chiedeva il corrispettivo: «ARCANO Arturo: Che stanno facendo, eh, tutto, anzi forse l’hanno pubblicata, aspetta un attimo… però, anche se ti fa il mandato oggi, prima di lunedì non c’è CONSIGLIO, rientra lunedì mattina… non andrà in banca prima di lunedì… SCOPELLITI Antonio: No ma non c’è problema… ARCANO Arturo: No in settimana i soldi li prendi, solo che io… te l’ho detto oggi… almeno 2.000 (duemila) euro quanto che mi caccio qualcosa…».

Scopelliti non rifiuta, ma chiede qualche giorno in più. Arcano torna sulla promessa, rivendicando l’impegno profuso: ARCANO Arturo: Mi sto ammazzando con queste persone […] ARCANO Arturo: Vedi se tu entro domani mi puoi fare qualche cosa! SCOPELLITI Antonio: No io… in tutte e due le volte… oggi non… forse domani… ARCANO Arturo: Pensa che domani mattina parte mia moglie e sono senza soldi SCOPELLITI Antonio: Ora vediamo se domani riesco ARCANO Arturo: No domani mattina parte. Ecco perché ti avevo detto io entro oggi se mi portavi almeno questa cifra». Poi arriva il momento in cui Arcano vuole dimostrare quanto valga il suo intervento. La determina dirigenziale è già firmata. Manca solo un clic alla ragioneria: ARCANO Arturo: Ti sto dicendo che è già fatta! Te la devono solo pubblicare! […] ARCANO Arturo: Hai visto? È già D.D.! SCOPELLITI Antonio: Mh ARCANO Arturo: Solo che ci vuole l’impulso… deve pigiare il bottone quello della ragioneria… SCOPELLITI Antonio: Sì… ARCANO Arturo: E lo farà oggi e diventerà poi pubblicata all’Albo Pretorio! E io gli dico a Gigi fagli il mandato! Il mandato lo può fare, ma in banca prima di lunedì, massimo martedì, non va!» La conversazione scivola poi su un altro tema: come rispondere alle domande dei consiglieri comunali sul cantiere. Arcano è esplicito: ARCANO Arturo: Tu devi mettere il minimo indispensabile in modo da potergli dire a che punto siamo, né soldi e né niente… […] ARCANO Arturo: A me lo dici. Tu me la devi consegnare depurata di tutto quello che a te non serve!» Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 17:37, Arcano richiama Scopelliti per aggiornarlo. Il funzionario riferisce che il giorno dopo si procederà con la pubblicazione. L’imprenditore, dal canto suo, non ha ancora portato i soldi promessi, ma si impegna: SCOPELLITI Antonio: Questa sera… eh non ce l’ho fatta ARCANO Arturo: Va bo SCOPELLITI Antonio: Eh ve l’ho detto… domani un 99% faccio i salti mortali… ARCANO Arturo: Va bo… va bene, d’accordo vi saluto.

Poche parole, a chiudere una giornata che gli inquirenti considerano emblematica dell’intero sistema: il funzionario che accelera la macchina pubblica, l’imprenditore che promette di saldare il conto. Le telecamere a fare da testimoni silenziosi.

Un funzionario «iper-attivo» fuori dai suoi compiti

Nel provvedimento ricorre anche una definizione particolare usata dalla Procura: «iper-attivismo». Arcano, secondo gli inquirenti, non si sarebbe limitato alle pratiche di sua competenza. In più occasioni sarebbe intervenuto anche in procedimenti estranei al suo ruolo formale, con l’obiettivo – si legge – di ottenere vantaggi personali: «Un chiaro scopo di lucro personale», scrive il gip. In alcuni casi, pur essendo formalmente aiuto al Rup avrebbe di fatto assunto un ruolo dominante nella gestione degli appalti.

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