Gianmarco Mazzi a Reggio Calabria, l’invito a Cannizzaro: «Il 26 maggio ti aspetto al ministero»
Il titolare del Turismo al fianco del candidato sindaco di centrodestra: «Allineamento dei pianeti tra Comune, Regione e governo»

REGGIO CALABRIA La campagna elettorale di Francesco Cannizzaro si sta trasformando in una sfilata di governo. Dopo diversi ministri già passati da Reggio Calabria nelle ultime settimane, oggi è toccato a Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo e uomo di Fratelli d’Italia, prendere posto al tavolo accanto al candidato sindaco del centrodestra. Con lui, l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese e la consigliera regionale Daniela Iiriti: una trinità istituzionale che racconta, più di qualsiasi discorso, quanto il centrodestra stia investendo su questa elezione.
Il messaggio politico è arrivato chiaro, quasi provocatorio: «Sono venuto qua per dire a Ciccio Cannizzaro che lui ha al governo una persona amica». E come a voler rendere tutto più concreto, Mazzi ha già fissato l’agenda post-voto: «Il 25, lui il pomeriggio potrà festeggiare — di notte se vuole. Però il giorno 26 alle 15 lo aspetto al ministero del Turismo, in via della Villada 55, quartiere Coppedè. Ci scriveremo punto per punto tutto quello che dobbiamo fare per Reggio Calabria». Un appuntamento già calendarizzato. La vittoria, nei calcoli del centrodestra, come data certa.

L’allineamento dei pianeti
Mazzi ha usato un’immagine che riassume bene la narrazione della coalizione in questa campagna: «Qua abbiamo un allineamento dei pianeti: c’è il Comune, c’è la Regione e c’è il governo nazionale. Sappiamo quanto conta la Regione per il turismo». Il sottotesto è diretto: votare Cannizzaro significa avere un canale preferenziale con Roma. Non votarlo significa restare fuori dal circuito. Sul posizionamento strategico della città, il ministro ha inquadrato Reggio in una cornice più ampia: «È come dire una porta del Mediterraneo, una porta dell’Europa anche in chiave Piano Mattei. Quello è il ruolo di Reggio Calabria: non essere considerata una città di passaggio».
Cannizzaro: brand, cabinovia e polo congressuale
Francesco Cannizzaro ha giocato la carta dei progetti concreti, quelli che servono a dare carne agli slogan. Prima di tutto, un marchio per la città da inserire nel sistema regionale «Calabria straordinaria». «Vorrei che Reggio avesse il suo brand, poi lo possiamo colorare con qualche terminologia un po’ più fresca e dinamica per come siamo noi. Ho già strappato un impegno del viceministro del Made in Italy: Reggio merita il suo, abbiamo potenzialità nascoste e non valorizzate». Sul turismo crocieristico, ha smentito quella che definisce una leggenda metropolitana alimentata da chi ha governato finora: «Qualche genio di questa città diceva che il porto di Reggio non può ospitare le navi da crociera. Mi sono informato, ho fatto fare lo studio dei tecnici: non è così. Anche Reggio potrà ospitare le grandi navi da crociera». Poi la cabinovia, uno dei progetti più visivi del programma: «Insieme a Giovanni abbiamo già strappato un finanziamento alla Regione per realizzare una cabinovia bellissima che parte dall’area di Pentimele, dal porto, per raggiungere i fortini — una zona collinare stupenda dove creare attrattività del food e della ristorazione, perché è uno dei paesaggi più belli che la città offre».
Cannizzaro poi ha puntato l’attenzione su Pentimele ha annunciato quello che sarà il suo primo atto di giunta, se vincerà: bloccare il progetto attuale e riconvertire lo spazio in un polo congressuale. «Loro, proprio lì, su quel fazzoletto di terra bellissimo che appartiene al Comune, hanno candidato la realizzazione di campi da padel nel cuore della città. Come primo atto di giunta andrò a bloccare quell’opera e a candidare quel fazzoletto di terra per ospitare un polo congressuale, di cui la città è priva».

Il problema dei 48 ore
C’è un dato che Cannizzaro ha citato con una certa insistenza e che fotografa il nodo irrisolto del turismo reggino: i visitatori arrivano, ma non restano.
«Questi turisti, dopo 48 ore, si seccano. Oltre i Bronzi, il gelato, la buona cucina, la passeggiata sul lungomare e il corso, poi decidono di andare via — magari in Sicilia o in Puglia. Noi questo lo dobbiamo assolutamente impedire, creando un pacchetto turistico organizzato che non sia solo l’area urbana, ma Locri, Scilla, Gambarie, la Piana». (redazione@corrierecal.it)
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