“The Unknown”: se la Calabria diventa la nostra Cambogia
Huffington Post commenta il nuovo gioco d’avventura prodotto dalla Rai e ambientato in Calabria

ROMA Ha debuttato su Rai 2 in prima serata “The Unknown – Fino all’ultimo bivio”, il nuovo gioco d’avventura prodotto dalla Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Banijay Italia. Alla conduzione, una coppia inedita: Elettra Lamborghini e Gianluca Fubelli. Il viaggio si snoda tra le bellezze della Calabria — tra borghi, parchi naturali e scenari mozzafiato tutti da scoprire — e mette alla prova i concorrenti con sfide fisiche e mentali, spostamenti inattesi e prove legate al territorio. Così Sebastiano Pucciarelli ne scrive su Huffington Post in un servizio dal titolo “Se la Calabria diventa la nostra Cambogia”.
“Se la Calabria diventa la nostra Cambogia“
Prendete l’ennesimo format olandese di reality show itinerante, alla Pechino Express o Money Road; aggiungete una mezza dozzina di vip (quel mix collaudato di sportivi, volti tv e reduci di altri reality), più altrettanti non famosi ma forse aspiranti tali (di certo tipi umani riconoscibili: bagnino, tatuatore, pugile, rapper, modella, scrittrice); guarnite con una bizzarra coppia di conduttori, nelle persone della neo-commentatrice di Eurovision Elettra Lamborghini e del neo-vincitore di LOL Gianluca “Scintilla” Fubelli; impiattate il tutto “in una delle regioni più affascinanti e misteriose d’Italia… la Calabria” (così recita la voce narrante). Ciliegina sulla torta: un titolo roboante come The Unknown – Fino all’ultimo bivio, invece di un più ruspante Crotone Express o Tropea Road.
Poteva essere la ricetta per un disastro, e invece si è rivelata una pietanza fusion alquanto gustosa, questa nuova proposta del lunedì sera generalista – che per Rai 2 segna anche il ritorno al reality, da quando Pechino ha traslocato su Sky e Il Collegio è meno frequentato di prima.
Intanto il meccanismo. I due team, abbandonati bendati in una valle interna della Calabria, si trovano a scegliere tra il noto e l’ignoto: davanti a un totem devono decidere se raggiungere la prossima tappa in bicicletta oppure… boh? Perché l’altra opzione è coperta, e solo una volta effettuata la scelta scopriranno che l’alternativa era proseguire a piedi. Giubilo, baci e abbracci, salvo poi accorgersi che la pedalata riserva fango, cadute e intemperie – persino una grandinata.
Ecco un primo punto segnato dal format: la fatica vera e un pizzico di sadismo, che ha subito l’effetto di “maltrattare” le nostre cavie come in un piccolo Squid Game (non è questo che chiediamo ai reality?), ma anche di svelare dinamiche e caratteri curiosi. Ecco la sofferenza dei poco prestanti e l’insofferenza degli atletici, il divario tra zavorre e muli… in sostanza il dilemma tra individualismo e solidarietà, visto che ogni missione va compiuta in gruppo. A fine puntata, dopo una sequela di altri bivi, la squadra perdente dovrà votare un compagno da eliminare.
Tra le personalità spiccano i profili più improbabili per un reality d’avventura: la storica annunciatrice Mediaset Emanuela Folliero, che esordisce inforcando un binocolo, ma senza togliere i tappi dalle lenti, e poi accenderà di desiderio l’attempato bagnino della squadra avversaria; e soprattutto l’intellettuale del gruppo Pino Strabioli, trent’anni di teatro e musica raffinata, e una tragica inadeguatezza alle prove fisiche. Per lui, da subito in affanno, è tutto un “che orrore… ma ‘sta roba andrà in tv?… eliminatemi… mandatemi via… una carriera rovinata”. C’è da credergli quando a TV Talk confessa di essere stato “raggirato” sulla durezza delle sfide e sulla promiscuità dei pernottamenti, ma, per uno che ha sempre criticato questi programmi e chi li frequenta, il contrappasso è irresistibile, sia a livello comico che umano. Perché regala battute fulminanti (“sembri Elton John depresso”, gli dice la comica Manzini dopo una notte disagevole), ma riserva pure affinità impreviste, come quella tra il colto Strabioli e la habitué dei reality Soleil Sorge – una che in pochi anni ha già completato il Grande Slam Isola-Pechino-GF VIP. Nella seconda puntata si sono accesi anche i più classici dei contrasti da convivenza tv, non a caso tra due ormai veterane del genere, come la suddetta Sorge e l’imitatrice Manzini (curiosamente ubiqua in queste settimane, visto che è tuttora inquilina del GF, mentre The Unknown è stato girato un anno fa).
D’altronde anche la conduzione, non troppo invasiva, lavora sull’idea della strana coppia, e il duo Lamborghini-Scintilla (detto così sembra la nuova fuoriserie della casa bolognese) oscilla tra leggerezza comica e bullismo divertito.
Un altro punto a favore di questo esperimento di fine stagione sta nel concept del bivio, un dispositivo narrativo tanto semplice quanto efficace, con un retrogusto di saggezza popolare: meglio la prudenza o il rischio? Chi si accontenta, poi gode davvero? Chi va piano, va effettivamente sano e lontano? A ben vedere, il format può essere riassunto nell’antico adagio “Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova” – una molla perfetta anche per coinvolgere lo spettatore.
Perché, lo spiega bene il libro sui quiz di Armando Vertorano, nell’era Auditel il vero concorrente dei game televisivi è chi guarda da casa, di cui il personaggio sullo schermo è in fondo solo un avatar.
A proposito di Auditel, il pubblico ha abbastanza apprezzato queste prime due puntate: un dignitoso 4,6% di share (quasi il doppio in Calabria), con circa 700mila spettatori (picchi sui teenager) e un ottimo gradimento social. Del resto quale ambientazione migliore, per affrontare l’ignoto, della Calabria profonda? Una valida alternativa low cost alle location esotiche di questo tipo di programmi (e alle nostre ferie incagliate nello stretto di Hormuz): come l’Asia, la terra dei Bronzi conserva un fascino misterioso, tra natura selvaggia e villaggi remoti, indigeni impenetrabili e lingue ostiche – voilà la sfida a imparare frasi in dialetto arbëreshë, come a Pechino Express col Tailandese!
Calabria is the new Malesia, non ci credete? Chiedetelo a Sandokan o a Temptation Island, che su queste sponde hanno girato le loro avventure da (foto)romanzo. Se non altro The Unknown apre nuove strade alla divulgazione del territorio, oltre Linea verde e le sue cento sorelle. E nuovi terreni di caccia per le film commission, oltre l’ennesima serie gialla con fondali da cartolina.
Non sappiamo ancora se ci sarà una seconda edizione, ma tendenzialmente vale la regola aurea del Grande Fratello: l’effetto sorpresa funziona alla prima edizione, poi pubblico e concorrenti mangiano la foglia e il déjà-vu è sempre in agguato. Per ora godiamoci questa bella sorpresa di fine stagione, che, volendo esagerare, si presta persino a una lettura sociologica: finora le celebrità sono risultate più scaltre e vincenti, come a suggerire che in fondo chi “ce l’ha fatta” ha dei talenti che mancano alle persone comuni… peccato che la casta, pur arrivando per prima, poi faccia spesso scelte sbagliate. Ecco l’opzione amara della fama: avrai pure una marcia in più dei poveri cristi, specie in materia di giochi televisivi, ma forse finirai ugualmente per dilapidare tutto e dormire all’addiaccio in un tugurio. (Sebastiano Pucciarelli-Huffington Post).
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