Il teatro abbraccia il Centro Calabrese di solidarietà Ets tra emozioni, solidarietà e speranza
Al Comunale di Catanzaro la commedia “Quel cuore che ti amava tanto” di Piero Procopio diventa un gesto concreto a sostegno della realizzazione di un progetto a Villa Emilia

CATANZARO Una commedia capace di far sorridere, commuovere e, alla fine, lasciare nel pubblico una sensazione profonda di speranza. Ma soprattutto una serata che ha trasformato il teatro in un luogo di incontro, solidarietà e vicinanza concreta verso chi ogni giorno combatte per ricostruire la propria vita. È questo il significato più autentico dell’evento andato in scena ieri sera al Teatro Comunale di Catanzaro, dove la compagnia Teatro Hercules ha portato sul palco “Quel cuore che ti amava tanto”, spettacolo diretto da Piero Procopio e promosso a sostegno della Comunità terapeutica Villa Emilia del Centro Calabrese di Solidarietà ETS. Una platea partecipe, emozionata, spesso sospesa tra risate e silenzi carichi di significato, ha accompagnato la rappresentazione interpretata da Piero Procopio insieme a Mattia Procopio, Vanessa Curto, Valentina Rames, Teresa Barbagallo e Rossella Petrillo. «Per noi essere qui questa sera è motivo di grande emozione e anche di profonda gratitudine», ha spiegato Procopio. «Quando il teatro incontra realtà come il Centro Calabrese di Solidarietà, che ogni giorno lavora accanto alle persone più fragili con straordinaria umanità, allora il palcoscenico assume un significato ancora più forte». La commedia affronta il tema della malattia attraverso la storia di una giovane ragazza terminale e della sua famiglia, alle prese con il dolore ma anche con la quotidianità fatta di bollette da pagare, difficoltà economiche, cure, paure e piccoli momenti di normalità. Una scelta narrativa che volutamente parte da toni brillanti e ironici per accompagnare lentamente il pubblico dentro una dimensione molto più intima e profonda. «Gli attori hanno vissuto questo spettacolo con una partecipazione autentica – ha raccontato ancora il regista – lasciandosi attraversare dalle emozioni del racconto e dal clima che si respirava in teatro. A un certo punto ciascuno inevitabilmente ritrova qualcosa di sé: la propria famiglia, gli affetti, le fragilità, le persone amate». Eppure, nonostante il tema delicato, il messaggio finale resta fortemente positivo. «Alla fine resta soprattutto un inno alla speranza, alla dignità e alla vita. Ed è questo che ci ha emozionato di più nel portarlo in scena davanti a una realtà che ogni giorno lavora proprio per restituire speranza alle persone». Ma il cuore della serata era anche un altro: sostenere concretamente il progetto “Oltre il gioco e il diritto di ricominciare”, illustrato dalla presidente del Centro Calabrese di Solidarietà ETS, Isolina Mantelli, insieme ai componenti del settore fundraising Vittoria Scarpino, Katia Vitale e Nino Piterà. «Essere qui questa sera significa scegliere di stare accanto alla parte più fragile, ma anche più forte, della nostra società», ha affermato Mantelli. «Più fragile per le ferite, la solitudine e le difficoltà vissute da tante persone; più forte perché capace ancora di sperare, rialzarsi e ricominciare». Il progetto punta alla riqualificazione degli spazi esterni della comunità terapeutica Villa Emilia attraverso il recupero del campo sportivo e la realizzazione di nuove aree di incontro e aggregazione. Gazebo, spazi accoglienti, luoghi dedicati allo sport, alle famiglie e alle relazioni umane: non semplicemente opere materiali, ma strumenti per favorire percorsi di rinascita personale e collettiva. «Vogliamo restituire ai nostri ragazzi luoghi dove vivere lo sport come strumento educativo e terapeutico, ma anche spazi capaci di favorire gli incontri con le famiglie e le relazioni umane – hanno spiegato Vittoria Scarpino, Katia Vitale e Nino Piterà, motore del settore fundraising –. Non si tratta soltanto di sistemare un campo da calcio o un’area esterna, ma di creare luoghi dove le persone possano ritrovare fiducia, serenità e possibilità di futuro». Un progetto che assume un valore ancora più simbolico nell’anno del quarantesimo anniversario del Centro Calabrese di Solidarietà ETS. «Vorremmo lasciare ai nostri ragazzi uno spazio dove poter giocare a calcio, ma soprattutto dove poter tornare a giocarsi la vita – hanno sottolineato ancora Scarpino, Vitale e Piterà –. Perché dietro ogni percorso di recupero ci sono relazioni, ascolto, condivisione e possibilità di ricominciare». Particolarmente significativo anche il puzzle solidale proposto nel corso della serata: ogni partecipante, attraverso una donazione, ha potuto sottoscrivere un tassello destinato a comporre un’opera collettiva che sarà collocata nei nuovi uffici della struttura. «Quel puzzle ci ricorderà che ciascuno di noi è responsabile di un pezzo di storia che nessun altro potrebbe scrivere al posto nostro. E noi quella storia non vogliamo dimenticarla». Nel corso della serata il Centro Calabrese di Solidarietà ha rivolto un lungo ringraziamento a tutte le realtà che stanno sostenendo il progetto e il percorso della comunità terapeutica. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al Rotary Club Catanzaro e alla presidente Maria Vittoria Raschellà «per aver dato ai ragazzi la possibilità di essere presenti a teatro e vivere questa serata insieme alla città», oltre che alle studentesse del Corso di laurea in Comunicazione e società digitali dell’Università della Calabria che si sono occupate della comunicazione dell’evento. Alla fine dello spettacolo, tra applausi lunghi e occhi lucidi, il senso più autentico della serata era chiaro a tutti: non soltanto assistere a una rappresentazione teatrale, ma scegliere di essere parte di una comunità capace ancora di prendersi cura delle proprie fragilità.
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato