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Denis Bergamini, verso il verdetto d’appello: a Catanzaro si apre il capitolo decisivo

Il 26 maggio iniziano le discussioni finali nel processo sulla morte dell’ex centrocampista rossoblù. La sentenza è attesa per il 9 luglio

Pubblicato il: 24/05/2026 – 8:31
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Denis Bergamini, verso il verdetto d’appello: a Catanzaro si apre il capitolo decisivo

COSENZA Trentasei anni dopo la morte di Denis Bergamini, il processo d’appello entra nella sua fase conclusiva. Da martedì 26 maggio, nell’aula della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, inizieranno le discussioni finali del procedimento che vede imputata Isabella Internò, ex fidanzata del calciatore del Cosenza, condannata in primo grado a 16 anni di reclusione per l’omicidio, in concorso con ignoti, dell’ex centrocampista rossoblù, trovato morto il 18 novembre 1989 lungo la statale 106, a Roseto Capo Spulico.
Sarà un passaggio decisivo di un processo che, negli ultimi anni, ha riscritto radicalmente la verità giudiziaria su uno dei casi più controversi e dolorosi della storia italiana recente. Dopo decenni segnati dall’ipotesi del suicidio, l’inchiesta riaperta dalla Procura di Castrovillari ha ricostruito uno scenario completamente diverso, culminato nella sentenza di primo grado pronunciata dalla Corte d’Assise di Cosenza.
Il calendario del secondo grado è ormai definito. Martedì 26 maggio, a partire dalle ore 10, prenderanno la parola la Procura generale e i legali di parte civile. L’11 giugno sarà invece il turno della difesa di Isabella Internò, mentre il 9 luglio, sempre alle ore 10, sono previste eventuali repliche e soprattutto la sentenza della Corte d’Assise d’Appello.
L’ultima udienza, celebrata il 27 gennaio scorso, aveva già segnato un punto cruciale nel processo. La Corte, presieduta da Piero Santese con Domenico Commodaro giudice a latere, aveva respinto integralmente tutte le richieste avanzate dalla difesa dell’imputata. Richieste che, se accolte, avrebbero potuto riaprire l’istruttoria dibattimentale e rimettere in discussione alcuni degli elementi cardine emersi nel giudizio di primo grado.
Tra le eccezioni rigettate figuravano la richiesta di nullità della sentenza di primo grado, quella relativa alla presunta incompatibilità di alcuni componenti della Corte d’Assise di Cosenza, le contestazioni sull’apertura delle indagini preliminari da parte della Procura di Castrovillari e le eccezioni sull’utilizzabilità delle dichiarazioni rese da Isabella Internò nel 1989.
La Corte aveva inoltre confermato la validità degli accertamenti scientifici eseguiti sul corpo di Denis Bergamini, compresi gli esami immuno-istochimici e la perizia sulla glicoforina, ritenuta pienamente affidabile. Respinte anche le richieste di nuove audizioni testimoniali e ulteriori approfondimenti istruttori.
Una decisione che, per la parte civile, ha rappresentato la sostanziale conferma dell’impianto accusatorio già riconosciuto in primo grado. «Ci siamo giocati tre quarti del processo, ha vinto la sentenza di primo grado ed è su quella che ora ci confronteremo», aveva dichiarato all’uscita dall’aula l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini insieme alle avvocate Silvia Galeone e Alessandra Pisa.
Particolarmente toccante la reazione di Donata Bergamini, sorella di Denis, presente in aula anche durante l’ultima udienza insieme a Gigi Simoni, ex portiere del Cosenza e amico storico del calciatore. «Non sono riuscita a trattenere le lacrime, è stato uno sfogo di 37 anni in cui la verità è sempre stata evidente», aveva detto lasciando il tribunale di Catanzaro.
Da martedì, dunque, il processo entrerà definitivamente nel vivo delle discussioni finali. Un ultimo passaggio giudiziario atteso da una famiglia che da quasi quattro decenni chiede verità e giustizia per Denis Bergamini, simbolo di una vicenda che ha segnato profondamente non soltanto il calcio calabrese. (f.v.)

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