Il miracolo dell’appello Gotha: la cupola c’era, ma aveva un impegno
Cannizzaro: Reggio sempre più su fino a incontrare Dio e… la Madonna

Il drago non esiste più. Era solo una fantasia di certa Magistratura, che lo aveva visto presentarsi con tanto di guanti bianchi di alcune eminenze grigie. E San Giorgio? Può essere riposto ormai nella sua teca, non ha più draghi da combattere. Gli astri congiunti del 25 maggio 2026 si sono allineati con tale geometrica perfezione da far apparire i suoi miracoli roba da fumetti per bambini.
Questa giornata passerà alla storia della città dello Stretto come il giorno del “grande reset”, una sorta di Epifania collettiva in cui la realtà ha superato ogni fantasia. Nel giro di pochissime ore, Reggio ha vissuto un prodigioso uno-due: la vittoria schiacciante di Francesco “Ciccio” Cannizzaro al primo turno delle comunali e il simultaneo crollo in Appello del processo “Gotha”, terminato con l’assoluzione dei principali imputati, tra cui l’ex parlamentare Paolo Romeo – che in primo grado aveva incassato 25 anni di reclusione -, l’ex senatore Antonio Caridi e don Strangio. La Corte d’Appello ha disposto la trasmissione degli atti in Procura affinché rivaluti l’accusa riqualificando l’associazione mafiosa con il concorso esterno.
Mentre i seggi certificavano il trionfo del deputato di Forza Italia, capace di espugnare Palazzo San Giorgio con percentuali da capogiro, a pochi metri di distanza, nell’aula di giustizia, si consumava il vero miracolo giuridico-sociale. Quella presunta “cupola invisibile” che secondo l’accusa muoveva i fili della politica reggina si è dissolta come una “granita di Cesare” sotto il sole di maggio. Non c’era nessun Gotha, erano solo malelingue. La famosa “componente riservata della ’ndrangheta”? Un gigantesco malinteso, probabilmente uno scambio di persona nato durante un rinfresco o un direttivo di partito particolarmente affollato, ma con tanto di vista panoramica sullo Stretto.
Visti i risultati, il ministro Nordio sta valutando di snellire le procedure abolendo direttamente il dibattimento. Ha riunito il suo gabinetto perché elabori la proposta di un più pratico lancio della moneta: testa colpevole, croce innocente. Costa meno, richiede meno anni e ha esattamente lo stesso tasso di prevedibilità dell’attuale sistema a gradi.
Poche ore dopo la lettura del dispositivo della sentenza, i sostenitori di Cannizzaro inondavano le strade sventolando bandiere e intonando le note di quel nuovo “meraviglioso inno” che ha accompagnato la campagna elettorale: “adesso Reggio più su… questa notte diventa luce vera, questa città non è più prigioniera”. Più su Reggio, più su, “fino a incontrare Dio” – canta Renato Zero -, vista la sua invocata benedizione durante i comizi, con tanto di protezione della Madonna della Consolazione.
L’atmosfera sul lungomare Falcomatà è diventata subito surreale: i clacson suonavano a festa per il nuovo sindaco; i legali degli ex imputati si scambiavano abbracci commossi fuori dal tribunale; i cittadini, confusi ma felici, festeggiavano la ritrovata verginità istituzionale della città.
“Ha vinto la buona politica, ha vinto il popolo”, ha commentato un elettore entusiasta mentre distribuiva compresse di pantoprazolo e limonate promesse ironicamente per digerire lo spoglio elettorale. Un altro cittadino saggio e un po’ attempato ha aggiunto: “la sentenza di oggi è la trasformazione del diritto in vera pedagogia sociale: in primo grado ti condannano per farti riflettere sui tuoi errori, nel secondo ti assolvono perché hai capito la lezione. Questa sì che è piena attuazione dell’art. 27 della Costituzione”.
Intanto, dall’entourage del neosindaco trapela un’enorme soddisfazione: governare una città in cui la Magistratura ha appena stabilito che i “poteri occulti” non sono mai esistiti renderà il lavoro della nuova giunta straordinariamente più leggero. Niente più ombre, niente più sospetti… niente congiuntivi. Solo mare, sole e il mitico “modello Reggio” che torna a splendere, più pulito, legittimato e “assolto” che mai.
W Reggio libera, W San Giorgio finalmente senza drago.