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L’abbraccio tra sport, inclusione, cultura e legalità. Quirino Ledda vive per sempre nel quartiere Corvo di Catanzaro

Nel quartiere a sud del capoluogo inaugurato l’impianto dedicato al volto storico della sinistra. Emozionante il ricordo del figlio Giuseppe

Pubblicato il: 27/05/2026 – 14:01
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L’abbraccio tra sport, inclusione, cultura e legalità. Quirino Ledda vive per sempre nel quartiere Corvo di Catanzaro

CATANZARO Si chiama “PalaLedda” e sarà un luogo nel quale lo sport si intreccia con l’inclusione sociale come missione, la cultura legata alla bellezza come filosofia e con la legalità come bussola morale. Nel quartiere Corvo, a sud di Catanzaro, è stato inaugurato l’impianto sportivo dedicato a Quirino Ledda, storico esponente della sinistra, indimenticato dirigente del Pci, del sindacato e di Legacoop, scomparso alcuni anni fa. Ledda, sardo di origine, ha legato il suo nome a Catanzaro e alla Calabria in modo indissolubile, forte dell’amore per la nostra terra ricambiato con un impegno politico e civile straordinario, fatto di grandi battaglie contro il malaffare e la ’ndrangheta, che reagì nel marzo del 1982 facendo saltare la sua abitazione proprio nel cuore del quartiere Corvo. «Non mi muovo dalla Calabria», disse Ledda che, pur pagando un caro prezzo per quell’attentato, addirittura raddoppiò il suo impegno nella politica, nel sindacato e poi anche come grande propulsore sul piano culturale grazie al suo smisurato senso e culto della bellezza (a lui si deve il recupero di luoghi simbolo di Catanzaro come Palazzo Fazzari e il gioiello della chiesetta di Sant’Omobono nel centro di Catanzaro, recuperata insieme al suo amico fraterno, l’arcivescovo Antonio Cantisani). Oggi Catanzaro rafforza quel legame dando il via al “PalaLedda”, destinato a bambini e a giovani di un quartiere dalle tante problematiche ma anche dalle tante potenzialità.

L’inaugurazione

Molto struggente la cerimonia di inaugurazione, impreziosita dalla presenza del figlio, Giuseppe Ledda, che nel quartiere Corvo è cresciuto coltivando affetti rimasti incrollabili. Tanti i bambini con relative famiglie a colorare di gioia la mattinata. Tantissimi anche i “compagni” di Ledda, a dare un tocco ancora più significativo ed evocativo all’evento. «Vedere oggi un palazzetto dello sport intitolato a mio padre – ha sostenuto Giuseppe Ledda – è un’emozione enorme. È stato l’unico calabrese a ricevere tre cittadinanze onorarie, nei comuni di Fabrizia, Nardodipace e Caraffa, grazie al suo impegno nelle battaglie politiche, sindacali e soprattutto nella lotta contro la mafia e la ’ndrangheta. Per questo ringrazio l’amministrazione comunale per il riconoscimento. Anche se per la sua attività politica trascorreva molto tempo in giro per la Calabria, ogni sera tornava in questo quartiere, che per lui aveva un valore speciale. Qui, nel 1982, la nostra famiglia e molti altri condomini subirono un attentato, conseguenza delle sue denunce e del coraggio con cui faceva nomi e cognomi nella lotta contro la criminalità organizzata. Oggi – ha detto Giuseppe Ledda – il suo esempio resta un punto di riferimento: alcune battaglie si sono affievolite nel tempo, ma è proprio da figure come Quirino che bisogna ripartire, perché rappresentava una storia e un modo di fare politica diversi, fondati sul coraggio e sulla rottura con il passato». Il sindaco Nicola Fiorita ha osservato: «Un nuovo impianto sportivo che amplia l’offerta del quartiere, area strategica per lo sport e per rilanciare la sua vocazione originaria: innovativa e vivibile. Negli ultimi anni qui sono stati aperti un centro sociale, un bike park unico nel Sud e ora questo impianto, accanto al principale palazzetto della città, offre nuove opportunità ai residenti delle periferie sud, a lungo considerate dormitori. Il quartiere è dedicato a Quirino Ledda, politico e sindacalista che qui ha vissuto, ha subito un attentato per la sua lotta alla mafia e ha sempre creduto nel rilancio di questa comunità».

La struttura

Il “PalaLedda”, struttura promossa dal Comune di Catanzaro e finanziata con fondi Pnrr per circa 1,15 milioni di euro, è «pensata – si legge in una nota dell’amministrazione – per ospitare discipline diverse: padel, pallavolo, basket, boxe e arti marziali, e per essere uno spazio aperto a tutte le fasce della popolazione: bambini, ragazzi, associazioni e famiglie. Non è solo un edificio sportivo: l’obiettivo dichiarato è contribuire alla rigenerazione del quartiere e creare nuove occasioni di incontro e partecipazione. L’impianto ha una superficie coperta di circa 1.115 mq (pianta di circa 33 x 33 metri) e ospita: un campo da padel; un’area polivalente per pallavolo e basket; un ring per boxe e arti marziali; spogliatoi e dotazioni accessorie. Sul fronte tecnologico: carpenteria metallica, involucro prefabbricato coibentato, illuminazione Led, ventilazione meccanica, climatizzazione e impianto fotovoltaico. Il progetto punta su semplicità, leggibilità e radicamento nel contesto. Il tratto più caratteristico è il porticato perimetrale – pensato come un moderno peristilio – che avvolge il volume sportivo e crea uno spazio di transizione tra l’edificio e il quartiere. La sequenza regolare degli elementi verticali bianchi genera un gioco di luci e ombre che cambia nel corso della giornata. Lo spazio esterno è stato curato come parte integrante del progetto: superfici drenanti, percorsi di accesso e verde pensati per integrarsi progressivamente con il contesto urbano». (a. c.)

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