Reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, siglata un’intesa a Catanzaro
Ferro: il protocollo è un investimento su sicurezza, legalità e dignità della persona

CATANZARO Favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute o sottoposte a misure alternative alla detenzione attraverso formazione professionale, orientamento e accesso al mondo del lavoro. È questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa sottoscritto in Prefettura a Catanzaro alla presenza della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, del prefetto Castrese De Rosa, dell’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese e del garante regionale dei diritti delle persone detenute Giovanna Russo. L’accordo coinvolge istituzioni, sistema penitenziario, magistratura di sorveglianza, enti formativi, Centro per l’impiego, associazioni datoriali e ordini professionali con l’obiettivo di creare percorsi concreti di inclusione e riduzione della recidiva, in particolare nel settore edile. “Questo Protocollo – ha detto Ferro – rappresenta un investimento concreto sulla sicurezza, sulla legalità e sulla dignità della persona. Offrire a chi sta scontando una pena la possibilità di acquisire competenze professionali significa costruire percorsi reali di cambiamento e, al tempo stesso, rafforzare la sicurezza delle nostre comunità. Il lavoro regolare, la formazione certificata e la vicinanza delle istituzioni sono strumenti essenziali per interrompere circuiti di marginalità e restituire prospettive a persone che possono rientrare nella società in modo responsabile”. De Rosa ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa: “Tendiamo una mano alle persone in difficoltà per dire loro che, una volta usciti dal carcere o dalle misure alternative, la società offre la possibilità di trovare un lavoro e mettere le proprie competenze a disposizione del mondo produttivo. È un protocollo importante che punta concretamente al reinserimento”. Per Russo il protocollo rappresenta “un importante presidio di legalità. Vogliamo dimostrare – ha detto – che l’abbattimento della recidiva è possibile e che una Calabria della legalità esiste, partendo anche dagli istituti di pena. La formazione professionalizzante e il lavoro sono strumenti fondamentali di reinserimento”. Calabrese ha sottolineato come l’obiettivo sia “dare una seconda possibilità a chi ha avuto problemi con la giustizia. Abbiamo messo a disposizione risorse per i percorsi formativi e incentivi alle aziende che aderiranno al progetto. È un segnale importante: le istituzioni ci sono e non abbandonano nessuno”. Il protocollo prevede percorsi individualizzati, attività formative, orientamento e monitoraggio costante dei risultati attraverso una cabina di regia coordinata dalla Prefettura. Alla firma erano presenti anche il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Lucia Castellano, la direttrice della Casa circondariale “Ugo Caridi” Patrizia Delfino e il direttore dell’Uepe (Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna) Rocco Scicchitano.
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