Legge elettorale, il centrodestra trova l’accordo
Intesa sul testo bis: no alle preferenze e premio di maggioranza al 42%

ROMA Il centrodestra trova l’accordo sulla legge elettorale, presentando un nuovo testo con le ultime modifiche condivise tra gli alleati, lasciando volutamente fuori le preferenze, vero nodo mai sciolto e materia divisiva. Fino all’ultimo le opposizioni hanno chiesto di vederci chiaro, carte alla mano, anche perché l’approdo in Aula del dossier sulle nuove regole del gioco è stato fissato, nella capigruppo di oggi, il 26 giugno. Ed ecco che il il ‘cartaceo’ si materializza a fine giornata, a Montecitorio, quando la commissione Affari costituzionali torna a riunirsi. Ad annunciare il cosiddetto testo bis o Bignami 2, 20 pagine a cui si allegano anche i facs simile sulla scheda elettorale, è il deputato di Fratelli d’Italia Angelo Rossi, uno dei quattro relatori del testo base sul sistema di voto. Ma cosa cambia rispetto alla precedente versione? Le modifiche, come si legge nel disegno di legge, riguardano il premio di maggioranza, che non scatterà al 40% ma al 42%, che non scatterà se ci dovessero essere maggioranze diverse tra Camera e Senato; nessun ballottaggio; si introduce una soglia massima di seggi raggiungibili (220 a Montecitorio e 130 a palazzo Madama) non permettendo così di raggiungere il 60% dei seggi, e quindi scongiurando che gli organi di garanzia vengono eletti senza accordo tra gli schieramenti. Altro cambiamento riguarda il voto degli italiani all’estero, che fa andare su tutte le furie il Partito democratico. Se per Rossi, l’obiettivo è quello di “scongiurare frodi elettorali nelle circoscrizioni estere intervenendo sulla modalità di voto”, per i dem invece si tratta di disposizioni “poco chiare”. Per Tony Ricciardi, esponente dem nella Prima, c’è in particolare un passaggio, al terzo punto, “dove si parla di ‘modalità di voto’, che significa tutto e nulla. Non puoi delegare al governo come si vota all’estero”. “Questa -avverte – è materia elettorale, ergo parlamentare. C’è il rischio che il governo possa fare quel che vuole, di tutto…”. Materia su cui, assicura il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, la maggioranza è pronta a tendere la mano per il confronto: “Il nuovo testo è assolutamente emendabile. Se c’è un emendamento condivisibile, non abbiamo motivi per non approvarlo. Se c’è un emendamento che stravolge l’impianto, ad esempio cancellando il premio di maggioranza, non possiamo accettarlo”. D’altronde il Bignami 2, aggiunge, “accoglie buona parte delle critiche sollevate”. Non si tratta di un testo blindato, insiste il presidente della commissione Affari costituzionali, l’azzurro Nazario Pagano: “Ho sempre dato la massima disponibilità a dare spazio alle opposizioni, anche in questa circostanza l’ho fatto e lo farò anche in seguito, e ho aperto a nuove audizioni. Mi auguro che si chiuda la partita nei tempi previsti per l’arrivo in Aula”. E a proposito, la proposta del deputato di Forza Italia, accolta dall’Ufficio di presidenza, prevede per la prossima settimana un nuovo, breve, ciclo di audizioni, che si terranno il 3 giugno, mentre il giorno dopo sarà adottato il testo base. (Adnkronos)
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