Agricoltura, firmato il rinnovo del contratto nazionale 2026-2029
Confagricoltura: «Segnale concreto per i lavoratori»

ROMA La scorsa notte è stato siglato a Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura, l’accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti per il quadriennio 2026-2029.
L’aumento retributivo previsto è del 5,1% per il biennio 2026/2027, suddiviso in due tranche. Si tratta di un aumento in linea con gli indicatori di riferimento, finalizzato a salvaguardare il potere d’acquisto dei lavoratori e a dare certezza alle aziende nella programmazione della propria attività nel medio periodo.
Tra le novità più significative si segnalano alcune misure contrattuali che cercano di andare incontro all’esigenza più sentita dalle imprese agricole: la difficoltà di reperire e soprattutto di mantenere in servizio i lavoratori. A tal fine è stata prevista la possibilità di stipulare contratti a termine di durata triennale, di sottoscrivere convenzioni per la programmazione delle assunzioni, e l’istituzione di un elemento aggiuntivo della retribuzione per i lavoratori a termine che reiterano i rapporti di lavoro con la stessa azienda.
Sono stati inoltre individuati i criteri per l’individuazione del Trattamento Economico Complessivo, elemento di riferimento per la determinazione del “giusto salario” di cui al decreto-legge 1° maggio scorso.
Non sono mancati segnali di attenzione anche nei confronti dei lavoratori che possono trovarsi in situazioni particolari attraverso un ampliamento delle tutele previste dal sistema di welfare contrattuale.
Il contratto interessa quasi 170.000 imprese e oltre 1 milione di lavoratori. Soddisfazione è stata espressa dal vicepresidente di Confagricoltura con delega al lavoro, Sandro Gambuzza, presente alle trattative, che sottolinea «il senso di responsabilità che ha qualificato l’intera trattativa da parte della nostra Organizzazione, nonostante le difficoltà che, a livello nazionale e internazionale, stanno caratterizzando l’attuale fase economica».
«Nonostante l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà d’approvvigionamento delle materie indispensabili all’attività produttiva, – aggiunge – abbiamo voluto dare un segnale concreto ai nostri collaboratori e dipendenti, consapevoli dell’importanza che il fattore umano riveste per le aziende agricole italiane, soprattutto in un periodo come questo, in cui l’incertezza derivante dal contesto internazionale richiede un maggiore impegno produttivo per rimanere competitivi».
«Le imprese – conclude il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – hanno fatto la loro parte, non senza importanti sacrifici, pur in un momento di difficoltà. Ora ci aspettiamo interventi legislativi che possano accompagnare il rinnovo contrattuale favorendo la stabilizzazione occupazionale in agricoltura».
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