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Pd, da Lamezia Terme arriva la richiesta di azzerare il partito

La dura analisi nel corso dell’assemblea del Circolo dem lametino. Chiesto un passo indietro dei vertici regionali, provinciali e locali

Pubblicato il: 28/05/2026 – 11:54
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Pd, da Lamezia Terme arriva la richiesta di azzerare il partito

CATANZARO Il risultato delle Comunali e il conseguente flop del centrosinistra nei principali centri chiamati al voto segna evidentemente una ulteriore frattura nel campo largo e nel Partito democratico calabrese, scosso da un risultato imprevisto e imprevedibile. Quasi otto mesi dopo la sconfitta alle regionali, la resa registrata in due piazze strategiche e importanti come gli unici due capoluoghi di provincia al voto nella regione, Reggio e di Crotone, suona come un de profundis.
Ieri, a Lamezia Terme, i membri dell’assemblea del circolo del Pd si sono ritrovati per fare il punto dopo la rovinosa debacle. Al termine della riunione, il duro sfogo è stato raccolto in un documento di chi mette la faccia e le firme per chiedere l’azzeramento dei vertici democrat regionali, provinciali e locali.

Assemblea del Circolo Pd di Lamezia Terme

Il documento dell’Assemblea del Circolo Pd

Nella missiva, indirizzata al segretario regionale del Partito Democratico, al segretario provinciale e al segretario di Circolo di Lamezia Terme, «la maggiore responsabilità – scrivono Francesco Grandinetti , Deborah Chirico, Giovanni Gallo, Gennarino Masi, Antonio Pandolfo, Antonio Sirianni, Giovanna Viola, Vincenzo Trapuzzano Molinaro, Belvedere Francesco, Caparrotta Carmellina Cannovale Scalzo Francesco Cimino Angelo Cimino Carmine Cristiano Antonello D’Agostino Francesco Maria De Tuglie Marisa Foti Concetta Fragale Nella Gallo Antonio Gallo Giovanni Giampà Giovanna Grandinetti Giuseppe Grandinetti Francesco Grimaldi Vincenzo Lo Moro Paolo Luchino Franco Masi Teresa Mazza Ernesta Montesanti Anna Pandolfo Giuseppe Pandolfo Clementina Peri Cesare Piacente Riccardo Pileggi Domenico Rocca Dario Sicilia Giovanni Torchia Vincenzo – va ricondotta al Pd, il partito più strutturato, che non ha neanche tentato di esprimere un candidato alla presidenza ed è apparso costantemente dilaniato da guerre intestine, rispetto alle quali il ruolo del gruppo dirigente regionale e nazionale è apparso caratterizzato da un’assenza di linea politica e da una grave incertezza nelle scelte».
Anche sul voto delle amministrative, il giudizio è lapidario. «Nella maggior parte dei Comuni al voto prevale il centrodestra che conquista al primo turno anche Crotone, con un centrosinistra e un Pd che in casi eclatanti, come Gizzeria e Carlopoli, nella provincia di Catanzaro, hanno persino rinunciato a partecipare alla competizione. Con questo abdicando al dovere di offrire agli elettori un’alternativa al malgoverno delle destre e al prevalere di interessi particolari nella gestione degli enti locali».
Anche a «Lamezia (…) il centrosinistra ha cercato di superare nelle amministrative di maggio/giugno 2025 con una candidatura forte ed unitaria, proposta dal locale gruppo dirigente del Pd anche se osteggiata a lungo all’interno del partito. Nonostante non sia risultata vincente, la scelta politica ha comunque conseguito un risultato importante con il Pd diventato il primo partito in città ed un risultato molto significativo della lista del Sindaco, espressione lei stessa del Pd. Non si è stati capaci o non si è voluto tesaurizzare questo risultato, che pure è stato importante anche per la forte partecipazione giovanile registrata in questa occasione». Ed ancora, scrivono i dem, «in questo quadro, il Partito Democratico locale ha manifestato una grande debolezza proprio sul terreno della capacità progettuale, della visione strategica, della dialettica e del confronto, con il rischio evidente di essere risucchiato nell’immobilismo e nella irrilevanza politica. La gravità della situazione e dei comportamenti posti in essere dal gruppo dirigente, a partire dall’auto-nomina del capogruppo in Consiglio comunale e dal tentativo maldestro di impedire l’entrata nel gruppo del PD Doris Lo Moro, ha raggiunto un tale livello di insostenibilità da indurre la candidata a Sindaco del centrosinistra, figura storica e di primo piano del partito, ad abbandonare dopo sette mesi il Gruppo consiliare del PD per passare al Gruppo misto».

Il futuro

Il presente è nebuloso, il futuro decisamente incerto. «Si vanno avvicinando nuovi e ancora più gravosi impegni politici e amministrativi che richiedono un ripensamento radicale della linea politica del partito, che possa in modo credibile delineare un futuro per la regione, per la provincia e per il comune. Chiediamo una svolta radicale del modo di gestire il circolo di Lamezia e che venga avviato al più presto un vero percorso di confronto senza esclusioni né gerarchie precostituite», urlano dal Circolo di Lamezia Terme. «La mancata partecipazione all’assemblea indetta per il 27 maggio dal Circolo del PD di Lamezia ha il valore di una sfiducia nei riguardi dell’attuale gruppo dirigente locale che si estende al gruppo dirigente provinciale e a quello regionale messo fortemente in discussione anche dai risultati al primo turno delle amministrative in corso». Infine, l’appello. «Se ci fosse un sussulto di dignità e di responsabilità da tali gruppi dirigenti ci sarebbe da aspettarsi che, di fronte alle continue sconfitte accumulate in questi anni, smettano di occuparsi soltanto del loro futuro politico personale e si facciano da parte. Noi lo auspichiamo e lo chiediamo», concludono gli iscritti. (redazione@corrierecal.it)

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