Strage di Amendolara, Gallo fa scudo: «No alla criminalizzazione dell’agricoltura calabrese»
L’assessore ribadisce che la Regione si costituirà parte civile. «In questi anni le nostre azioni sono state tante»

CATANZARO «Credo che sia giusto che la nostra Regione, che in questi anni ha lavorato fortemente sul cambio della propria reputazione, si costituisca parte civile. Il risarcimento sarà naturalmente devoluto a politiche che potranno migliorare l’azione contro il caporalato e le azioni anche a sostegno di chi è migrante, di chi è in cerca di una vita migliore e qui ha trovato la morte in maniera tragica. Noi dobbiamo avere rispetto per le vittime, dobbiamo fare in modo che vengano puniti gli autori di questi efferati delitti, ma non può essere criminalizzata l’agricoltura calabrese, non può essere criminalizzata la Calabria». A dirlo l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, a margine di una conferenza stampa in Cittadella, con rifermento alla strage dei braccianti stranieri ad Amendolara.
«Il popolo calabrese non può rispondere di comportamenti efferati»
«Questi episodi purtroppo – aggiunge Gallo – avvengono in maniera diffusa perché nel nostro Paese, in Europa, la gestione delle migrazioni non è stata una gestione da Europa civile: questo fenomeno è stato subìto e non gestito in maniera adeguata. E allora è chiaro che dietro l’angolo ci sono tanti fenomeni come quelli che si sono verificati, che sono purtroppo fenomeni tristi e negativi. In questi anni le nostre azioni sono state tante: le azioni sul caporalato, l’istituzione del tavolo sul caporalato, alcuni progetti che io ho guidato, da assessore al Welfare, il progetto Supreme, il progetto Supreme Plus, la rimozione ormai prossima delle tendopoli, quindi di quei quartieri ghetto di San Ferdinando, di Rosarno, altre azioni che sono state condotte all’interno del Dipartimento Agricoltura, come il fatto che le aziende che aderiscono alla rete nazionale per il lavoro di qualità sono aziende che hanno nei nostri bandi ben 4 punti in più e sono aziende controllate quotidianamente dall’Inps per tutto quanto attiene ai rapporti di lavoro con i propri subordinati. E poi – prosegue Gallo – anche l’azione annunciata dal presidente, l’azione sul social housing, i finanziamenti per realizzare all’interno delle aziende agricole unità abitative, per consentire che i lavoratori immigrati, lontani dai dormitori e dai quartieri ghetto, possano non avere bisogno di trasferirsi dalle proprie residenze ai luoghi di lavoro, ma possano risiedere laddove si lavora. Attraverso tutti questi strumenti noi abbiamo dato risposte concrete. Chiaramente non possiamo rispondere, non può rispondere il popolo calabrese di comportamenti efferati che sono non consoni a quanto avviene alle nostre latitudini». (a. cant.)
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