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carabinieri sullo stretto

212 anni di Arma, lo Stato si riunisce a Reggio Calabria

Cerimonia storica sul lungomare Falcomatà con il giuramento degli allievi e la premiazione di Federica Brignone

Pubblicato il: 05/06/2026 – 13:15
di Paola Suraci
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212 anni di Arma, lo Stato si riunisce a Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA Duecento dodici anni. L’Arma dei Carabinieri ne ha attraversati di momenti storici, di guerre, di stragi, di rivoluzioni silenziose nei quartieri e nelle campagne di questo Paese. Stamattina ha scelto di festeggiare a Reggio Calabria, sul lungomare Falcomatà, con lo Stretto davanti e ottant’anni di Repubblica che ricorrono. Per la prima volta nella storia, la cerimonia nazionale si tiene in riva allo Stretto. Una scelta che in questa città, dove il rapporto con la Benemerita ha radici antiche e spesso difficili, è stata accolta come un riconoscimento.
Ad aprire la cerimonia lo schieramento dei Reparti rappresentativi di tutte le componenti dell’Arma Sul palco, accanto al comandante generale Salvatore Luongo e al Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Luciano Portolano, una fila di autorità che raramente si vede tutta insieme al Sud: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – prima visita a Reggio da premier – il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone e la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferri e il presidente della Regione Roberto Occhiuto e quello del consiglio regionale Salvatore Cirillo. Nella tribuna d’onore, insieme alle autorità civili militari e religiose, c’è con la fascia tricolore indossata da appena sedici ore, anche il sindaco Francesco Cannizzaro, proclamato ieri sera a Palazzo San Giorgio: prima uscita istituzionale da primo cittadino.
Il momento più raccolto è stato quello del giuramento: i giovani allievi del 144° Corso di Reggio Calabria hanno alzato la mano destra davanti allo Stretto, davanti alle istituzioni, davanti alle famiglie in platea che li guardavano senza fiatare. Luongo aveva scritto per loro nell’ordine del giorno: «in Voi risiede la forza del futuro: siate custodi dei valori che avete ereditato ma anche protagonisti del cambiamento. Ricordate che non vi è progresso tecnico né mutamento sociale che possa sostituire ciò che rende unica l’Arma: l’integrità morale dei propri appartenenti». A seguire, la consegna degli Alamari ai cinque Capi Compagnia. Nell’ordine del giorno, Luongo non aveva lesinato parole dure sui mesi appena trascorsi: «veniamo da mesi intensi e complessi, nei quali l’Arma ha confermato la propria natura di presidio insostituibile di legalità e prossimità. Dalle grandi aree metropolitane ai piccoli centri, dal contrasto alle nuove frontiere del crimine organizzato e digitale fino alle missioni internazionali, ogni Carabiniere ha saputo interpretare il proprio ruolo con disciplina e umanità». E un pensiero fermo ai caduti: «il mio pensiero più commosso va ai Caduti in servizio, nel cui sacrificio insiste il senso più alto della nostra Missione. Ed è a Loro che dobbiamo guardare quando il dovere si fa più gravoso, quando la strada ci appare incerta».
Momento atteso anche la premiazione di Federica Brignone, Maresciallo dell’Arma e campionessa olimpica a Milano Cortina 2026, arrivata in città già ieri sera, con gli altri campioni olimpici. Ha preso la parola Crosetto con parole che non lasciavano spazio all’equivoco: «per molti italiani siete la prima porta a cui bussare, il primo sguardo da incontrare nei momenti di difficoltà, il primo numero da chiamare. Siete presenza, fiducia, vicinanza. E questo è uno degli onori più grandi che la Repubblica possa affidare a un suo servitore». E a chi porta la divisa lontano dai riflettori: «non siete soli. Dietro ogni Carabiniere c’è l’Arma, ci sono le Istituzioni, ci sono milioni di italiani che ogni giorno riconoscono e apprezzano il vostro impegno».
Nel corso della cerimonia la Bandiera dell’Arma è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Civile per l’attività del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro: un’azione che, come ha ricordato Luongo, «ha permesso di sottrarre alle maglie della criminalità migliaia di lavoratori, restituendo loro dignità». Dal Quirinale il presidente Mattarella aveva già fissato il senso del riconoscimento: un comando che «svolge un’opera meritoria in un ambito essenziale per la dignità delle persone, la legalità dell’economia e la coesione sociale».
A chiudere, il GIS – Gruppo Intervento Speciale – con la simulazione di un ship boarding su una nave. Un finale ad alto impatto, a ricordare che dietro le divise in parata c’è qualcosa di molto concreto. Ed ancora il lancio dei Carabinieri Paracadutisti Tuscania. Il lungomare Falcomatà, per una mattina, al centro del Paese. (redazione@corrierecal.it)

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