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Festival dei due Mondi di Spoleto, Oliverio sulla condanna per danno erariale: «Sono allibito»

L’ex governatore ricorrerà in Cassazione: «Inaccettabile una sentenza che ignora i benefici concreti per il territorio»

Pubblicato il: 05/06/2026 – 18:45
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Festival dei due Mondi di Spoleto, Oliverio sulla condanna per danno erariale: «Sono allibito»

«Sono letteralmente allibito dalla lettura del provvedimento della (in)giustizia contabile, che ha condannato alla refusione delle spese legittimamente sostenute dalla Regione Calabria per la promozione della stessa nel contesto di un evento, il festival dei due Mondi di Spoleto, di portata, appunto, mondiale! Ben due sentenze del Giudice Penale mi hanno mandato assolto con la formula più ampia del non aver commesso il fatto, dopo aver valutato le condotte come “cristalline”, ineccepibili dal punto di vista formale e sostanziale». Mario Oliverio commenta così la condanna da parte della Corte dei Conti per danno erariale relativo al Festival dei due Mondi di Spoleto.

Annunciato ricorso in Cassazione

L’ex governatore ricorda le «due sentenze (in primo grado e in appello) chiare, esaustive, riepilogative di fatti, elementi, prove documentali di notevole incremento delle presenze turistiche negli anni successivi nella nostra Regione, passando da meno di 7 milioni a 9 milioni e 500 mila. Di tanto, ai sensi di legge e di giurisprudenza consolidate, avrebbe dovuto prender atto la giurisdizione contabile. 
Non è accettabile una sentenza che sembra voler sindacare nel merito le scelte politiche di sviluppo, ignorandone i benefici concreti per il territorio.
Per queste ragioni, con la serenità di chi ha sempre operato nell’esclusivo interesse dei calabresi, annuncio che ricorrerò in Cassazione. La verità dei fatti, la cristallinità e legittimità del nostro operato, già nettamente acclarati dalle sentenze del Giudice Penale, meritano di essere riaffermate fino in fondo. L’evidente errore sarà portato all’attenzione della Suprema Corte di Cassazione che saprà, presto e bene, emendarlo». (redazione@corrierecal.it)

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