La quindicesima edizione di Trame nel segno di “Terra e Libertà”: «Un omaggio a chi lotta e resiste contro le mafie»
Sei giorni densi di incontri e dibattiti, che si svolgeranno dal 16 al 21 giugno a Lamezia Terme. Il ricco programma prevede ben 130 ospiti e 70 eventi

ROMA Il rapporto tra mafie e potere, con un focus sul tema della corruzione; l’evoluzione e le alleanze tra la ’ndrangheta e le organizzazioni criminali straniere, da quella albanese ai cartelli sudamericani; ma anche il tema della libertà legato alla costante lotta contro i fenomeni criminali che attanagliano i territori da Sud a Nord, dalle periferie alle grandi città. E ancora: il dramma del caporalato, tema tragicamente attuale dopo l’assassinio di quattro giovani ad Amendolara, nel Cosentino.
Questi temi e molto altro saranno al centro di sei giorni densi di incontri e dibattiti, che si svolgeranno dal 16 al 21 giugno a Lamezia Terme. Il ricco programma prevede ben 130 ospiti e 70 eventi, tra cui presentazioni di libri, mostre, spettacoli musicali e teatrali, oltre a diversi podcast.
Si è tenuta questa mattina, nella sala conferenze della Federazione Nazionale della Stampa Italiana a Roma, la conferenza stampa di lancio di questa quindicesima edizione di Trame, il Festival dei libri sulle mafie. Un traguardo importante per una manifestazione che rappresenta un presidio fondamentale di resistenza culturale e analisi geopolitica dei fenomeni criminali. Il cuore di quest’anno pulsante sarà il binomio “Terra e libertà”.
All’incontro hanno preso parte Giovanni Tizian, Direttore Artistico del Festival, Nuccio Iovene, Presidente della Fondazione Trame, e Maria Francesca Gentile, capo ufficio stampa del Festival, che hanno tracciato le linee guida di un’edizione che si preannuncia densa di appuntamenti, dibattiti e testimonianze.
Il tema dell’edizione: “Terra e libertà”
A margine della presentazione, il presidente Nuccio Iovene ha espresso grande soddisfazione per il percorso della manifestazione: «Questo quindicesimo anniversario è un traguardo che rappresenta un profondo motivo di orgoglio. Quindici anni fa abbiamo fatto una scommessa e oggi possiamo dire di averla vinta. È stato un cammino difficile, soprattutto all’inizio, ma nel tempo è cresciuto il sostegno attorno a questo evento. La risposta più bella arriva dai territori: sono tanti, e soprattutto giovani, coloro che partecipano e ci sostengono ogni anno».
Il direttore artistico, il giornalista Giovanni Tizian, ha anticipato alcuni dei temi chiave che guideranno la sei giorni lametina: dalle nuove rotte del narcotraffico globale alla penetrazione delle mafie nel tessuto economico del Nord, fino al ruolo cruciale del giornalismo d’inchiesta. Il programma completo vedrà la partecipazione di scrittori, magistrati, giornalisti, attivisti e voci della società civile. Tra i protagonisti più attesi spiccano i nomi di Giovanni Melillo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo; Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli; Salvatore Curcio, Procuratore della Repubblica di Catanzaro; Michela Ponzani, che proporrà lo spettacolo Liberi sempre, e Pietro Grasso, già magistrato e Presidente del Senato.
Tizian ha poi posto l’accento sulla necessità di non abbassare la guardia e sull’ispirazione che ha guidato la scelta del tema di quest’anno: «La recente tragedia di Amendolara ci impone di riflettere ancora moltissimo sul fenomeno mafioso e sulle sue evoluzioni. Siamo convinti che senza conoscenza non si possano portare avanti le battaglie contro la criminalità organizzata. In questa edizione affronteremo il tema delle guerre, delle vittime e dei migranti attraverso l’unione di due parole bellissime, “Terra e libertà”, scelte proprio per raccontare come siamo arrivati a questo importante quindicesimo anno. Questo festival racconta una storia di amore per il proprio territorio e di forte attaccamento ad esso. Diventa il simbolo di un Paese che difende la propria terra attraverso la denuncia: un omaggio a chi, per proteggere il proprio futuro, ha spesso perso la vita, e a chi resiste ogni giorno contro i poteri criminali».
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