Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 9:57
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

la città si mobilita

Meridionale Petroli, a Vibo Marina la protesta contro i depositi. Romeo: «Servono fondi per la delocalizzazione» – FOTO

Un centinaio di cittadini si sono riuniti in via Vespucci, di fronte lo stabilimento. Il sindaco rassicura la città e spiega i “nodi” della vicenda

Pubblicato il: 05/06/2026 – 8:45
di Marco Russo
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Meridionale Petroli, a Vibo Marina la protesta contro i depositi. Romeo: «Servono fondi per la delocalizzazione» – FOTO

VIBO MARINA Il sindaco Enzo Romeo l’aveva definita una «battaglia di tutta la città». Oggi, per la prima volta da quando è iniziato il dibattito sulla delocalizzazione, Vibo Valentia ha risposto (in parte) presente: un centinaio di persone tra cittadini e rappresentanti delle istituzioni si sono riuniti di fronte i depositi della Meridionale Petroli. Ancora troppo pochi, ha borbottato qualcuno tra i presenti, ma un primo passo per ribadire la volontà “popolare” di delocalizzare lo stabilimento della discordia. La protesta si è ulteriormente acuita dopo la pubblicazione del Piano di Emergenza Esterna che prevede, tra le varie cose, viabilità limitata in Via Vespucci, adiacente alla principale spiaggia di Vibo Marina. Un provvedimento che rappresenterebbe un ulteriore freno allo sviluppo turistico della città, su cui il Comune ha deciso di puntare.

Cosa prevede il Piano di Emergenza  

Il Piano prevede l’istituzione in via Vespucci di una corsia d’emergenza, riservata solo a Vigili del Fuoco e mezzi di soccorso, delimitata da cordoli e dissuasori, mentre la restante corsia verrà destinata al transito dei veicoli. Di conseguenza, limitando di molto l’area parcheggio e l’accesso all’area della spiaggia pubblica e dei tre lidi adiacenti. Il piano prevede, inoltre, la distinzione di tre zone: una di sicuro impatto, una di danno e una di “attenzione”. In quest’ultima il piano conta la presenza di circa 500 tra residenti e lavoratori, numero destinato a crescere nel periodo estivo. Una situazione che ha reso necessario il Piano di Emergenza, ma che, lamentano imprenditori e cittadini, rappresenta l’ennesimo tassello di una “convivenza” non più tollerabile.

Via Vespucci e i depositi

Un centinaio le persone presenti

Non a caso, a partecipare alla manifestazione lanciata dal Comitato No Depositi, c’era la maggior parte dell’amministrazione comunale del capoluogo, il sindaco Enzo Romeo, il Presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, assessori, ma anche consiglieri comunali d’opposizione. C’era anche l’imprenditore Franco Cascasi, che nei giorni scorsi in una missiva inviata alla politica aveva espresso il suo disappunto per quanto previsto dal Piano di Emergenza. «Mi aspettavo tutta questa gente perché è un problema sentito da tutta la cittadinanza» ha esordito il primo cittadino Enzo Romeo. «È una battaglia importante che stiamo portando avanti per la città e per i cittadini».

Il sindaco: «La società è disponibile, ma servono fondi»

Un numero di presenti “confortante” per il sindaco, mentre continua – dice – la fitta rete di rapporti istituzionali per tentare di portare avanti la delocalizzazione. Dopo l’atto di sottomissione dell’Autorità portuale nei confronti della Meridionale Petroli, il dialogo aveva lasciato spazio a uno scambio acceso di accuse tra la società e l’amministrazione guidata da Romeo. «Adesso noi ci sentiamo quasi ogni giorno con il presidente dell’Autorità Piacenza e con il Ministero. Ho sentito di nuovo anche il presidente Ammaturo della Meridionale Petroli e loro non hanno cambiato idea, sono disponibili alla delocalizzazione». Il nodo vero, spiega Romeo, sono i soldi: «Ci deve essere un contributo ministeriale o regionale perché l’azienda dice: per spostarci noi abbiamo bisogno di fondi. Noi ce la stiamo mettendo tutta, coinvolgeremo anche la delegazione parlamentare calabrese». Sarebbe dovuto essere presente anche Riccardo Tucci, parlamentare del M5S, impossibilitato per motivi istituzionali, ma che in una lettera ha ribadito la necessità di delocalizzare l’impianto «che da troppo tempo condiziona le potenzialità di Vibo Marina, limitandone la crescita sotto il profilo turistico, economico, commerciale e urbanistico».

Il “nodo” del terreno a Porto Salvo

Il secondo “nodo”, oltre quello dei fondi, è relativo al sito di trasferimento dell’impianto. L’area, nonostante la smentita della società, sarebbe già stata individuata a Porto Salvo: «La Meridionale Petroli continua a dire che quel terreno non esiste, ma solo perché è R4. Il Comune di Vibo ha ricevuto dalla Protezione Civile 18 milioni di euro per mettere in sicurezza delle zone e l’area in cui dovrebbe essere ospitata la Meridionale Petroli rientra in questo contesto» assicura Romeo. «Noi dobbiamo continuare a lavorare per raggiungere l’obiettivo, lo faremo con Ministero, Regione, Autorità Portuale e Azienda in un percorso che deve essere condiviso». Sul Piano di Emergenza, Romeo ammette i disagi per i cittadini, ma «non si può contestare nulla perché si tratta dell’applicazione della legge». «Questo però – continua – deve essere un ulteriore input anche per la Meridionale Petroli di maturare la scelta del trasferimento, cosa che secondo me hanno già fatto» aggiunge il sindaco. L’iter, quindi, va avanti, seppur a rilento e con preannunciati disagi estivi per i cittadini. E a chi, dal pubblico, chiede se la stessa valutazione verrà fatta per i depositi Eni, sempre nella stessa zona, Romeo assicura: «Ci stiamo già pensando». (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x