Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 10:30
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

L’inchiesta

Sfruttamento nei supermercati Paoletti, il processo riparte in Appello

Prima udienza il 15 settembre a Catanzaro. In primo grado l’imprenditore Paolo Paoletti è stato condannato a 7 anni e 9 mesi. La Procura impugna un’assoluzione

Pubblicato il: 06/06/2026 – 9:49
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Sfruttamento nei supermercati Paoletti, il processo riparte in Appello

CATANZARO Arriva davanti alla Corte d’appello di Catanzaro l’inchiesta sullo sfruttamento dei lavoratori nei supermercati del gruppo Paoletti. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 15 settembre. Il processo di secondo grado ripartirà dalle condanne inflitte dal gup Mario Santoemma e dalle motivazioni con cui il giudice ha ricostruito quello che, secondo l’accusa accolta in primo grado, sarebbe stato un sistema fondato sul «bisogno spesso disperato di lavorare». Al centro del processo c’è l’imprenditore Paolo Paoletti, di Soverato, condannato in primo grado a 7 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione e a 4.733 euro di multa. Davanti ai giudici d’appello compariranno anche il sindacalista Vito Doria, condannato a un anno e 4 mesi con pena sospesa; Vittorio Fusto, condannato a 2 anni e 10 mesi e 3.800 euro di multa; Tiziana Nisticò, condannata a 3 anni, 2 mesi e 26 giorni e 1.067 euro di multa; e Anna Valentino, condannata a 4 anni, 11 mesi e 16 giorni e 2.733 euro di multa. La Procura ha impugnato anche l’assoluzione di Rosario Paoletti Martinez. Sono invece 40 le parti civili che potranno costituirsi nel giudizio di secondo grado: due sigle sindacali ed ex lavoratori del gruppo imprenditoriale.

Il “sistema Paoletti”

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, il gup ha descritto una realtà lavorativa segnata da pressioni, condizionamenti e rapporti di forza squilibrati. Un sistema, secondo la ricostruzione del giudice, nel quale la necessità di conservare il posto di lavoro avrebbe reso i dipendenti vulnerabili e facilmente ricattabili. Per il gup non ci sarebbero dubbi sul ruolo centrale di Paolo Paoletti, definito «promotore», «capo indiscusso» e «dominus». È lui, scrive il giudice, che «si inserisce pesantemente anche nella vita privata dei lavoratori», che li informa preventivamente dei controlli, che li redarguisce sulle dichiarazioni da rendere e che impone dichiarazioni false in caso di infortunio. Sempre secondo la sentenza, sarebbe stato Paoletti a diffondere quel «regime di terrore» raccontato da più lavoratori e a concordare le strategie per tenere lontane le associazioni sindacali.
Un ruolo pesante viene attribuito anche alla moglie Anna Valentino, descritta come una figura capace di chiedere ai lavoratori «ogni servigio senza dissenso», dal ruolo di baby sitter a quello di facchino, in qualsiasi momento della giornata. Il braccio destro dell’imprenditore, secondo la sentenza, sarebbe stato Vittorio Fusto, definito dal gup «un autentico caporale». A lui viene attribuito il compito di redarguire i lavoratori infortunati, minacciandoli nel caso in cui avessero dichiarato l’infortunio sul lavoro, oltre all’imposizione di mansioni inferiori e dequalificanti. Nell’amministrazione e nella contabilità, secondo il giudice, avrebbe avuto un ruolo rilevante Tiziana Nisticò, chiamata a garantire il funzionamento del sistema attraverso la restituzione di parte delle retribuzioni da parte dei lavoratori o attraverso l’erogazione in contanti delle differenze. Centrale, infine, anche la figura del sindacalista Vito Doria, accusato di aver messo a disposizione il proprio ruolo sindacale per consentire a Paoletti di proseguire nell’imposizione del sistema. In cambio, secondo la ricostruzione del gup, avrebbe ottenuto benefici personali, tra regalie e nuovi iscritti. (redazione@corrierecal.it)

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Sergio Rotundo, Saverio Pittelli, Francesco Gambardella, Giovanni Merante, Paolo Pisani e Domenico Cortese.

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x