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Tridico: «Per sconfiggere il caporalato servono trasporti, alloggi e collocamento pubblici»

L’europarlamentare M5S ad Amendolara: «Le leggi vanno applicate e i controlli vanno resi capillari, la rete del lavoro agricolo di qualità va sostenuta»

Pubblicato il: 06/06/2026 – 20:50
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Tridico: «Per sconfiggere il caporalato servono trasporti, alloggi e collocamento pubblici»

AMENDOLARA «I calabresi non vogliono mangiare frutta, verdura e cibo sporco di sangue. Non possiamo più accettare un sistema che produce strutturalmente povertà, lavoro povero e sfruttamento fino alla morte». È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del M5S a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria, presente oggi al corteo di Amendolara con una delegazione di cui facevano parte, tra gli altri, anche le deputate grilline Anna Laura Orrico e Vittoria Baldino, la consigliere regionale Elisa Scutellà e il deputato campano Dario Carotenuto, l’unico parlamentare europeo a imbarcarsi sulla Global Sumud Flotilla salpata dalla Turchia e diretta a Gaza.
«Il caporalato – aggiunge Tridico – è sfruttamento, ma è anche un sistema capitalistico selvaggio che va combattuto alla radice, perseguito giorno per giorno a livello locale e nazionale. Le leggi ci sono e vanno applicate. I controlli vanno resi capillari. La rete del lavoro agricolo di qualità va sostenuta. Le aziende che non si adeguano a standard di qualità sociali e ambientali non possono ricevere incentivi pubblici. Ai caporali dobbiamo sostituire un sistema di trasporti, di alloggi e di integrazione tra domanda e offerta di lavoro controllato dallo Stato, dai Comuni e dalla Regione».
«Grazie alla Cgil per la grande manifestazione organizzata oggi in Calabria, che rappresenta una reazione popolare, con tanti sindaci e cittadini che vogliono dire no a tutto questo. Siamo vicini alle famiglie dei lavoratori uccisi, alle quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà come M5S» conclude Tridico.

«Politica e sindacato insieme per sradicare la schiavitù»

«Il M5S ha voluto essere qui ad Amendolara per rendere omaggio alle vittime di una strage orrenda che è solo la punta dell’iceberg di un sistema di sfruttamento disumano, intollerabile in un Paese civile nel 2026. C’è chi purtroppo continua a far finta di non vederlo, prestando così il fianco a tutti coloro che si arricchiscono sulla pelle di questi lavoratori». Così i parlamentari della delegazione M5S che hanno partecipato alla manifestazione. «Il Governo Meloni – continuano – non ha fatto nulla per combattere concretamente il caporalato, anzi. Si va dal tavolo ad hoc convocato con il contagocce ai decreti flussi che hanno finito per alimentare il lavoro irregolare, fino al mancato utilizzo dei fondi del Pnrr per superare i ghetti. Per tale motivo, suona ipocrita l’annuncio della ministra Calderone di una intensificazione dei controlli. Noi crediamo che servano ben altre azioni, a cominciare dall’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e dalla revisione della legge Bossi-Fini. Bisogna creare, anche tramite il coinvolgimento delle sigle sindacali, un sistema di controllo territoriale diffuso, al fine di individuare e denunciare lo sfruttamento. In una Repubblica democratica fondata sul lavoro la schiavitù va sradicata una volta per tutte» concludono i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Nella foto, da sinistra: Irto e Schlein (Pd), Tridico (M5S), Fratoianni (Avs) e Trotta (Cgil)

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